Cardinale Burke. Messaggio per la Settimana più Santa dell’anno

IL CARDINALE BURKE: “ECCO COME PROVVEDERE ALLE NECESSITÀ DELLA NOSTRA VITA SPIRITUALE IN QUESTO TEMPO SEGNATO DAL CORONAVIRUS”

Documento pubblicato dal card. Burke in occasione della Domenica delle Palme ricco di insegnamenti ed esortazioni: “È molto triste leggere documenti – e persino documenti ecclesiastici – che pretendono di poter affrontare le difficoltà più importanti che ci si presentano senza alcuna menzione o riconoscimento della Signoria di Cristo, della verità del fatto che dipendiamo completamente da Dio per la nostra esistenza, per tutto ciò che siamo e per tutto ciò che abbiamo e che pertanto la preghiera e l’adorazione sono i nostri primi e più importanti mezzi per combattere qualsiasi male”.

Cari amici,

Da quando ho iniziato il mio servizio come vescovo di una diocesi, mi è sembrato sempre che ogni anno, ogniqualvolta si avvicinavano le celebrazioni del Natale e della Pasqua, succedeva qualcosa di profondamente triste o sorgeva una crisi difficile da affrontare per la diocesi stessa. Appena cominciavo a preparare con gioia le celebrazioni dei grandi misteri della nostra salvezza succedeva qualcosa che – da un punto di vista umano – faceva sorgere una nube oscura su di esse e lasciava in sospeso il giubilo che esse ispiravano. Un giorno menzionai a un fratello vescovo quest’esperienza angustiosa e sin troppo puntuale. Egli mi rispose semplicemente: “È Satana che cerca di privarti della gioia”.

In effetti ha senso che Satana, che Nostro Signore descrive come “omicida fin dal principio, […] menzognero e padre di ogni menzogna” (Gv 8, 44) voglia nascondere ai nostri occhi le grandi realtà dell’Incarnazione e della Redenzione, che voglia distoglierci dai riti liturgici per mezzo dei quali non solo celebriamo queste verità ma riceviamo anche le incommensurabili e incessanti grazie che esse ci hanno procacciato. Satana vuole convincerci del fatto che le perdite e la morte, con la tristezza e la paura che normalmente le accompagnano, dimostrano che Cristo è falso, smentendo così la Sua Incarnazione Redentrice e cercando di farci credere che la nostra fede e la nostra gioia siano un’illusione.

Ma è Satana ad essere falso. È lui il bugiardo. Difatti, Cristo, Dio Figlio, si è fatto uomo, ha sofferto la Passione e la Morte più crudeli per redimere la nostra natura umana, per restituirci la vera vita, la vita divina che vince le peggiori sofferenze e persino la morte e che ci conduce in modo certo e sicuro al nostro autentico destino: la vita eterna insieme a Lui.

San Paolo, affrontando tante prove profondamente scoraggianti nel corso del suo ministero apostolico che è culminato col suo martirio a Roma, ha scritto ai colossesi: “Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del Suo Corpo che è la Chiesa” (Col 1, 24). Per lui – come dovrebbe essere anche per noi – soffrire con Cristo per la Chiesa, per amore di Dio e del nostro prossimo è fonte inesauribile e sempre efficace del nostro gaudio. È la massima espressione della nostra comunione con Cristo, Dio Figlio incarnato, del condividere con Lui il mistero dell’amore divino di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. La vita di Cristo e la grazia dello Spirito Santo profusa dal Cuore di Cristo affinché possa dimorare nei nostri cuori ci ispirano e ci rafforzano per renderci in grado di abbracciare le perdite e la morte col Suo amore, trasformandole in un guadagno eterno e in vita senza fine. Il nostro gaudio non è dunque un piacere o un’emozione superficiale, bensì il frutto dell’amore che è “forte come la morte” e che “le grandi acque non potranno spegnere, né i fiumi travolgere” (Ct 8, 6-7).

La nostra gioia non ci dispensa dall’aguzzo pungiglione delle perdite e della morte, ma con fiducia e coraggio li affronta come parte della battaglia amorosa che siamo chiamati a combattere durante questa vita; in fondo, per grazia di Dio siamo autentici soldati di Cristo (cfr. 2 Tm 2, 3) che possiedono la conoscenza sicura della vittoria e della vita eterna. Così, alla fine del suo cammino terreno, San Paolo ha scritto al suo figlio spirituale e fratello in quanto pastore del gregge, San Timoteo:

“Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la Sua manifestazione” (2 Tm 4, 6-8). 

Amiamo Nostro Signore, amiamo l’Incarnazione Redentrice per mezzo della quale Egli è vivo per noi nella Chiesa e dunque sentiamoci felici di combattere con Lui la buona battaglia, di mantenerci saldi nella competizione senza che le prove che affrontiamo ci scuotano. Conserviamo la fede quando il padre della menzogna ci tenta a dubitare di Cristo e persino a negarlo.

Può darsi che Satana non abbia mai avuto un mezzo più efficace del coronavirus per rubarci la nostra gioia di celebrare i giorni più santi dell’anno, i giorni in cui Cristo ha conquistato per noi la vita eterna. Come gli piacerebbe privarci della santità dell’unica settimana dell’anno che è conosciuta semplicemente come Settimana Santa! L’attuale crisi sanitaria internazionale provocata dal coronavirus o COVID-19 continua a mietere tragicamente vite umane, generando profonda tristezza e paura nel cuore umano. Sicuramente Satana starà utilizzando la sofferenza che assedia tante case, quartieri, città e nazioni per tentarci a dubitare di Nostro Signore e della Fede, della Speranza e della Carità, che sono i Suoi grandi doni per la nostra vita quotidiana. L’effetto delle intenzioni omicide di Satana e delle sue menzogne si fa ancor più grande quando siamo lontani dal Signore, quando diamo per scontata la Sua vita dentro di noi, quando arriviamo addirittura al punto di abbandonarLo per inseguire piaceri mondani, ciò che ci fa comodo o il successo.

Persino all’interno della Chiesa siamo stati testimoni del fallimento dell’insegnare in primo luogo che Cristo è Nostro Signore. Quante persone oggi staranno soffrendo profondamente a causa di una paura inutile perché hanno dimenticato o addirittura rifiutato il Regno del Cuore di Gesù nei loro cuori e nelle loro case? Ricordiamo le parole di Nostro Signore a Giairo che cercava aiuto per la sua figlia morente: “Non temere, continua solo ad aver fede!” (Mc 5, 36). Quante persone oggi non hanno più speranza perché pensano che solo con le nostre forze si possa sconfiggere il coronavirus o COVID-19, avendo dimenticato che – anche se dobbiamo fare tutto quanto è umanamente possibile per lottare contro questo grande male – solo Dio può benedire i nostri sforzi dandoci la vittoria sulle perdite e sulla morte? È molto triste leggere documenti – e persino documenti ecclesiastici – che pretendono di poter affrontare le difficoltà più importanti che ci si presentano senza alcuna menzione o riconoscimento della Signoria di Cristo, della verità del fatto che dipendiamo completamente da Dio per la nostra esistenza, per tutto ciò che siamo e per tutto ciò che abbiamo e che pertanto la preghiera e l’adorazione sono i nostri primi e più importanti mezzi per combattere qualsiasi male.

Qualche giorno fa un giovane adulto cattolico mi ha detto – come se fosse una cosa logica – che quest’anno non avrebbe celebrato la Pasqua per via del coronavirus. Se la gioia della nostra celebrazione della Pasqua fosse solo una questione di sentimenti positivi potrei capire la sua posizione. Ma la gioia della Pasqua è radicata in una verità eterna, la vittoria di Cristo su ciò che sembrava chiaramente essere il Suo annientamento, la vittoria ottenuta nella Sua natura umana affinché anche noi trionfiamo nella nostra natura umana senza che le difficoltà che possiamo star soffrendo ci scuotano. Se crediamo in Cristo, se abbiamo fiducia nelle Sue promesse, dobbiamo celebrare con gioia la grande opera della Sua redenzione. Celebrare i misteri della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo non significa mancare di rispetto nei confronti della sofferenza che tante persone stanno patendo in questo periodo, bensì riconoscere che Cristo è con noi per vincere le nostre sofferenze col Suo amore. 

La nostra celebrazione è un faro di speranza per coloro le cui vite sono state severamente provate, e li invita a deporre la loro fiducia in Nostro Signore. Sì, quest’anno la Settimana Santa è molto differente per noi. La sofferenza che corre parallela al coronavirus ci ha portato a una situazione in cui molti cattolici, durante la Settimana Santa, non hanno accesso ai sacramenti della Penitenza e della Santa Eucarestia, che sono i nostri incontri straordinari – ma anche ordinari – col Signore Risorto, finalizzati al nostro rinnovamento e al nostro rafforzamento nella Sua vita.

Ma continua ad essere la settimana più santa dell’anno, poiché commemora gli eventi grazie ai quali siamo vivi in Cristo e per i quali la vita eterna è nostra persino durante una pandemia, una crisi sanitaria mondiale. Vi esorto pertanto a non cedere di fronte alle menzogne di Satana, che vuole convincervi che quest’anno non avete nulla da celebrare durante la Settimana Santa. No, abbiamo tutto da celebrare, perché Cristo ci ha preceduto in ogni sofferenza e ora ci accompagna nelle nostre sofferenze affinché possiamo restare saldi nel Suo amore, l’amore che vince ogni male.

Oggi celebriamo la Domenica delle Palme, in cui Cristo è entrato a Gerusalemme sapendo perfettamente che Lo aspettavano la Passione e la Morte. Egli sapeva quanto era effimero il benvenuto che aveva ricevuto, un benvenuto appropriato per il Re del Cielo e della Terra, ma superficiale perché coloro che Glielo hanno dato possedevano esclusivamente una comprensione mondana della salvezza che Egli è venuto a conquistare per noi. Non erano pronti ad essere una sola cosa con Cristo nella fondazione del Suo Regno eterno per mezzo degli eventi della Sua Passione e Morte. Dopo la Domenica delle Palme, ogni giorno della Settimana Santa è giustamente chiamato santo perché fa parte del forte abbraccio di Cristo al culmine della Sua missione salvifica.

Dedicate oggi un po’ di tempo a riflettere su che tipo di benvenuto avete dato realmente a Cristo nei vostri cuori e nelle vostre case. Leggete di nuovo il racconto del Suo ingresso a Gerusalemme e come, dopo la Sua entrata trionfante, Egli ha pianto su Gerusalemme con le parole: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!” (Mt 23, 37). Se voi o la vostra casa siete lontani da Nostro Signore, ricordate come Egli desidera stare vicino a voi, essere l’invitato costante dei vostri cuori e delle vostre case. Rimanete con Cristo durante la Settimana Santa. In particolare, fate del Giovedì Santo un giorno di ringraziamento profondo per i sacramenti della Santa Eucarestia e dell’Ordine Sacerdotale, che Nostro Signore ha istituito durante l’Ultima Cena. Fate in modo che il Venerdì Santo sia un giorno tranquillo durante il quale possiate praticare la penitenza per approfondire il mistero della sofferenza e della morte di Cristo. Il Venerdì Santo si colmerà di gratitudine per i sacramenti della Penitenza e dell’Unzione degli infermi. Il Sabato Santo vigilate insieme a Nostro Signore, lodandoLo e ringraziandoLo per il dono della Sua grazia nelle nostre anime mediante l’effusione dello Spirito Santo per mezzo del Suo glorioso Cuore trafitto. Meditate in modo particolare sul fatto che la Sua grazia è presente in voi per mezzo dei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e della Santa Eucarestia. Durante tutti questi giorni, riflettete e ringraziate Dio per il regalo del Sacramento del Santo Matrimonio e per il suo frutto: la famiglia, la “Chiesa domestica” o piccola Chiesa della casa, il primo luogo in cui giungiamo alla conoscenza di Dio, Gli offriamo le nostre preghiere e la nostra adorazione e impariamo a disciplinare le nostre vite in conformità con la Sua legge.

Se non potete partecipare ai riti liturgici in questi giorni così sacri – fatto che rappresenta davvero una grande privazione, poiché nulla può sostituire l’incontro con Cristo attraverso i sacramenti – sforzatevi nelle vostre case di rimanere nella Santa Liturgia per mezzo del vostro desiderio di stare in compagnia di Nostro Signore, specialmente nel mistero della Sua opera salvifica. Nostro Signore non si aspetta da noi l’impossibile, ma si aspetta che agiamo nel modo migliore possibile per stare con Lui durante questi giorni, che sono i giorni della Sua potente grazia.

Vi sono molti meravigliosi aiuti per alimentare questo santo desiderio. In primo luogo esiste un ricco tesoro di preghiere all’interno della Chiesa: per esempio, la lettura delle Sacre Scritture, in particolare i Salmi penitenziali – specialmente il salmo 51 (50) – e il racconto della Passione di Nostro Signore nei quattro Vangeli; la devozione al Sacro Cuore di Gesù; la meditazione dei misteri della nostra fede per mezzo della preghiera del Santo Rosario, specialmente dei Misteri Dolorosi; le Litanie del Sacro Cuore di Gesù, della Santissima Vergine (di Loreto), di San Giuseppe e dei Santi; la Via Crucis, che si può fare anche in casa usando le immagini delle Quattordici Stazioni illustrate in qualche libro di preghiere o su qualche oggetto sacro; la Coroncina della Divina Misericordia; le visite ai santuari, alle grotte o ad altri luoghi sacri per Nostro Signore e per i misteri dell’Incarnazione Redentrice; la devozione ai santi che ci hanno aiutato in modo potente, specialmente San Rocco, protettore contro le pestilenze. Anche ai nostri giorni godiamo della benedizione di avere accesso – attraverso i mezzi di comunicazione – ai sacri riti e alle devozioni pubbliche che si celebrano in alcune chiese, in particolare nelle chiese dei monasteri e dei conventi cui partecipa tutta la comunità religiosa. Guardare la trasmissione di un rito sacro non è certo equivalente alla diretta partecipazione ad esso, ma se questo è l’unico mezzo a nostra disposizione, sarà sicuramente di gradimento per Nostro Signore, Che non smetterà mai di colmarci della Sua grazia in risposta al nostro umile atto di devozione e d’amore. In ogni caso, la Settimana Santa non può essere per noi una settimana qualsiasi, bensì dev’essere caratterizzata dai sentimenti più profondi di fede in Cristo, nostra unica salvezza. I sentimenti di fede durante questi santissimi giorni sono proprio quelli della gratitudine e dell’amore più profondi. Se la vostra gratitudine e il vostro amore non possono trovare la loro massima espressione per mezzo della partecipazione alla Sacra Liturgia, esprimeteli nella devozione dei vostri cuori e delle vostre case. Commemorando, con Cristo, la Sua Santissima Madre e tutti i santi, gli eventi del Sacro Triduo, contempliamo il mistero della Sua vita all’interno di ciascuno di noi. Il tempo dedicato ogni giorno alla preghiera e alla devozione, meditando sulla Passione di Nostro Signore, aiuterà noi tutti a stare insieme a Nostro Signore nel modo migliore attualmente possibile in questi giorni santissimi. Quanto ci può essere di insegnamento la sofferenza dei giorni attuali sul dono incomparabile della Sacra Liturgia e dei Sacramenti!

Concludo assicurandovi che tanto voi come le vostre intenzioni sono presenti nelle mie preghiere di oggi e rimarranno nelle mie preghiere durante la Settimana Santa e in modo particolare durante il Sacro Triduo del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e del Sabato Santo. Accompagniamoci tutti reciprocamente insieme a Cristo con la più profonda fede, speranza e carità mentre celebriamo questi giorni santissimi in cui Egli ha sofferto, è morto ed è risorto dai morti per liberarci dal peccato e da ogni male, e per conquistare per noi la vita eterna. Che la nostra celebrazione della Settimana Santa sia quest’anno la nostra robusta armatura nella battaglia in corso contro il coronavirus o COVID-19. In Cristo, la vittoria sarà nostra. “Non temere, continua solo ad aver fede!” (Mc 5, 36).

 

Raymond Leo Cardinal BURKE
5 aprile2020
Domenica delle Palme
[Traduzione per Chiesa e post-concilio di Antonio Marcantonio]

Fonte: Chiesa e post concilio, 7 Aprile 2020

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