Le belle sorprese di Dio e la crisi del Coronavirus

Le belle sorprese di Dio e la crisi del Coronavirus

Allo stato attuale della situazione del coronavirus, le cose non sembrano buone. Il virus sta uccidendo migliaia di americani (come fanno di norma i virus). L’economia è in caduta libera, con una emorragia di trilioni di dollari e la perdita di milioni di posti di lavoro. La nazione è oberata dal debito proveniente da un pacchetto di sgravi fiscali di 2,3 trilioni di dollari. La Fed inietta altri 2,3 trilioni di dollari nell’economia, acquistando obbligazioni da governi statali e locali e da corporation. Già si prospettano altri pacchetti del genere con simili valori.

Le cliniche per l’aborto e i negozi di marijuana sono aperti come attività “essenziali”.  Le chiese invece sono chiuse e i sacramenti amministrati di rado, in America e nella maggior parte del mondo. Tutti questi fatti sono indicatori di disastri medici, economici e spirituali.

Il futuro si aggiunge ai nostri guai. L’establishment liberale e secolarizzato ha già avvertito che le cose non torneranno alla normalità. La crisi del coronavirus “altererà per sempre l’ordine mondiale”, minaccia Henry Kissinger sul Wall Street Journal. Ci viene detto di essere pronti ad affrontare un futuro post-coronavirus agghiacciante, che sembra una lista dei desideri dell’agenda di sinistra.

Per quanti sono impegnati nella lotta a favore della cultura cristiana, sembra vi sia ben poco da fare per fermare questa fine disastrosa. Tutto sembra sproporzionato rispetto ai mezzi a portata di mano. Solo un fattore spicca su questo spettacolo terribile. Questo fattore è Dio.

 

Il fattore Dio

Sì, Dio è fuori da questa scena sinistra. Non viene riconosciuto dagli istituti scientifici e politici che si occupano della gestione della crisi. Dio non rientra fra le soluzioni offerte da politici e tecnocrati. Gli viene detto di starsene fuori da questa crisi, visto che le funzioni religiose sono ampiamente soppresse a livello globale. Tuttavia, Dio c’è.

La sua esclusione non è poi una novità. Ci sono momenti nella storia in cui la causa della Chiesa sembra persa. Quando, prescindendo da Dio o dalla Chiesa, tutte le potenze mondiali si allineano per percorrere quella strada che va in discesa, verso il baratro. Quando sembrano contente di fare affidamento sulle proprie risorse, sfoggiando il proprio orgoglio e spingendo i propri programmi.

Questa crisi sembra essere uno di quei momenti.

 

Le sorprese di Dio

Eppure non tutto è perduto.  

Per tempi come questi, a volte Dio riserva le sue sorprese, che scompigliano i disegni di funzionari, scienziati e politici secolaristi. Quando meno te lo aspetti, i loro piani incominciano a fallire. E accade l’inaspettato.

Di solito, a far arrivare le sorprese di Dio sono le anime ferventi, che alzano la voce in Cielo, chiedendo  il suo aiuto. Tali anime non si trovano elencate nei registri terreni ma pesano decisamente a livello celeste.

A detta di tutti, ormai l’America non dovrebbe più avere queste anime ferventi. Essendo la nazione all’avanguardia della modernità e della rivoluzione sessuale, avrebbero dovuto essere spazzate via molto tempo fa. Kissinger vorrebbe che abbracciassimo il nostro futuro secolarizzato post-coronavirus, prescindendo entusiasticamente da Dio.

Ciò nonostante, l’America rimane una nazione religiosa. E in questo periodo di tribolazione causato dalla crisi del coronavirus, molti americani si rivolgono a Dio. Recenti sondaggi affermano che quasi la metà degli americani (44%) vede il coronavirus come una “sveglia” per tornare a Dio o addirittura come un segno degli ultimi tempi. Più della metà della popolazione (55%) ha pregato Dio di porre fine alla crisi.

 

Un disagio sempre maggiore

Tale orientamento a Dio esprime un crescente disagio verso una situazione che peggiora di giorno in giorno. Le persone stanno perdendo fiducia nella capacità di politici e tecnocrati di dominare il virus. Sono confusi dai media, che creano panico e allarme attorno al problema, al punto che diventa quasi impossibile capire correttamente e stabilire le priorità in modo intelligente.

Il blocco dell’economia rischia di rendere la “cura peggiore della malattia”.

In particolare, la chiusura delle chiese ha portato molti a chiedersi perché le autorità stiano “mettendo in quarantena” Dio.

Molte persone non si sono convertite. Non stanno ancora chiedendo il suo aiuto con grande fervore. Tuttavia, stanno guardando nella direzione di Dio. Ogni giorno che passa, si chiedono se la soluzione potrebbe venire da Lui.

 

Prepararsi alle sorprese di Dio

Quando camberà vita un numero sufficiente di persone, allora si potranno ottenere le sorprese di Dio. Dio ascolta le grida del Suo popolo e può rispondere per il loro maggior bene. Dio scrive dritto su righe storte. Pertanto, il suo intervento potrebbe non essere la soluzione immediata del problema, poiché la sofferenza spesso fa emergere il meglio delle persone e le unisce a Dio. Le sue soluzioni potrebbero essere diverse da ciò che immaginiamo, ma sono sempre le migliori. Dio ascolta le nostre preghiere e le esaudisce per la sua maggiore gloria e per il nostro bene.

In questo complesso scenario, molto dipende da noi. Dobbiamo invocare Dio con zelo e sincerità. Se facciamo la nostra parte, Dio non ci abbandonerà. In effetti, è specialmente in tempi come questi che Dio agisce nella storia. Si muove quando le persone sembrano indifese in modo da rendere chiaro che è stato il suo intervento a cambiare la situazione. Pertanto, siamo invitati ad avere più fiducia in Lui.

Tuttavia, Dio può anche sorprenderci chiedendoci un grande dono e un sacrificio. Il nostro amore per Lui deve portarci al punto di convertirci e di modificare le nostre vite, come richiesto dalla SS.ma Vergine a Fatima. Le nostre preghiere non possono essere una richiesta di tornare al “normale” mondo pre-coronavirus, gravemente peccaminoso. Dobbiamo piuttosto desiderare una cultura e una società che si conformino alla legge di Dio.

Mentre la crisi del coronavirus imperversa, le cose sembrano cupe. Ma abbiamo fiducia nelle sorprese di Dio!

Fonte: www.tfp.org, 16 Aprile 2020

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1 commento su “Le belle sorprese di Dio e la crisi del Coronavirus”

  1. Certamente la fiducia nelle sorprese di Dio non può venir meno, ma siccome la saggezza popolare ci ricorda che “chi si aiuta il Ciel l’aiuta”, il futuro non si presenta tanto roseo. Infatti persiste nella maggior parte della gente, fra l’altro mal consigliata da pastori senza più fede e senza più ragione, un atteggiamento di continua richiesta di grazie e di misericordia al Padreterno, senza che vi sia un minimo accenno al proponimento di non più peccare. Facciamo quindi tutto ciò che ci pare, ché tanto la misericordia ci piove sempre e comunque dal cielo come una manna. Una specie dell’elemosina del famoso cardinale “elettricista” inviato in questi giorni dal suo bianco capo (e su segnalazione di un solerte parroco) a sostenere un gruppo di “prostituti” transessuali latino-americani in difficoltà economiche per mancanza di clienti nel tempo del coronavirus. E che cristiani siamo, se no? Precedenza alle periferie esistenziali…

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