Le conseguenze volontarie e involontarie delle misure anti-coronavirus

Organizzazione cattolica brasiliana dice che il Vaticano sta collaborando a un'operazione di ingegneria sociale guidata dal panico

E la responsabilità del Vaticano nel loro compimento

Dando il suo consenso alla chiusura delle chiese, il Vaticano ha contribuito ad aumentare il clima di panico di fronte all’epidemia da coronavirus. E con i suoi ripetuti appelli all’ecologia integrale e ad un nuovo modello di globalizzazione, oltre al suo sostegno ai cosiddetti “movimenti popolari” dell’America Latina, Papa Francesco sta dando supporto spirituale alla più grande operazione di ingegneria sociale della storia. Queste sono le principali lamentele avanzate alla suprema leadership della Chiesa cattolica in un documentato studio recentemente pubblicato dall’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira sul suo sito web.

In esso, il Vaticano è dichiarato responsabile per aver contribuito ad aumentare il panico che ha preparato il terreno alle misure coercitive di confinamento che causeranno una grave crisi economica e sociale. Le autorità vaticane e la gerarchia ecclesiastica italiana sono andate ben oltre quanto richiesto dalle autorità civili nell’applicazione delle misure restrittive. La privazione dei sacramenti e della consolazione spirituale fornita dalla preghiera all’interno di una chiesa non poteva che aumentare l’angoscia di fronte all’epidemia e, indirettamente, indurre il panico, afferma il documento dell’IPCO, rilasciato prima del clamoroso sostegno di Papa Francesco al Primo Ministro italiano, in disaccordo con l’atteggiamento dei vescovi.

L’organizzazione, che fa parte del movimento Tradizione Famiglia Proprietà, afferma che i principali beneficiari della crisi causata dall’epidemia iniziata a Wuhan sono il regime comunista in Cina, gli ecologisti radicali, i promotori di una governance mondiale e settori dell’ultra-sinistra. Si è aperta una finestra di opportunità per questi quattro attori che mirano a modellare un “mondo nuovo” secondo i loro principi ideologici.

Secondo l’organizzazione, il panico è riuscito – in Europa e altrove – a creare nelle popolazioni un atteggiamento di sottomissione di fronte alle severe restrizioni alle libertà imposte dalle autorità su quasi i 2/3 della popolazione mondiale, nonché una anticipata accettazione, secondo i sondaggi, dei piani di controllo dello Stato attraverso applicazioni sui telefoni cellulari, come condizione per uscire da ciò che il direttore del FMI definisce il “Grande confinamento”.

“Come è possibile capire – chiede il documento – che le masse occidentali, ubriacate fino a tre mesi fa con i valori di emancipazione, autonomia e individualismo, accettino la prospettiva di un controllo alla cinese delle loro vite, con la passività degli agnelli indirizzati al macello?” La loro reazione naturale sarebbe dovuta essere piuttosto quella del filosofo agnostico francese André Conte-Sponville: “Preferisco prendere il Covid-19 in un paese libero che scamparvene in uno stato totalitario!”.

Al contrario, i sondaggi mostrano un aumento della popolarità dei governi che hanno imposto restrizioni e pianificano di rafforzare il controllo delle persone, offrendo in cambio l’apertura del rubinetto dei finanziamenti pubblici attraverso aiuti di Stato.

Sarebbe, dice l’Istituto Plinio Côrrea de Oliveira, una versione planetaria della Sindrome di Stoccolma, attraverso la quale la vittima di un rapimento sviluppa un rapporto di complicità e di forte legame emotivo con il suo rapitore. Un fenomeno psicologico, forse accompagnato da un’infestazione preternaturale collettiva, nelle forme descritte da mons. Léon Cristiani nel suo libro La presenza di Satana nel mondo moderno.

Nel suo aspetto meramente naturale, questa operazione senza precedenti di manipolazione mentale su scala mondiale sembra obbedire alle tattiche denunciate da Plinio Côrrea de Oliveira, più di mezzo secolo fa, nel suo saggio Trasbordo Ideologico Inavvertito e Dialogo, specialmente per quanto riguarda l’utilizzo del “binomio paura-simpatia”.

Applicando gli insegnamenti dell’intellettuale brasiliano all’attuale operazione di trasbordo ideologico, vediamo da un lato la paura del Covid-19 e, dall’altro, la simpatia consistente nell’aspirazione romantica a tornare ad un mondo più “rispettoso della natura”, più “aperto”, più “solidale”, in cui gli standard di lusso borghese delle società industrializzate verrebbero sostituiti dalla semplicità e dalla frugalità della vita osannate dai “verdi”.

Nel suo punto di arrivo, il trasbordo ideologico dovrebbe ottenere dalla popolazione non solo la sua rassegnazione di fronte alla “decrescita” economica, come se questa fosse solo una fatalità, ma una sua accettazione profonda, passando a considerare il nuovo stile di vita come un perfezionamento spirituale. È in questo contesto che la voce di Papa Francesco diventa una alleata preziosa per il successo dell’operazione, con affermazioni come: “Non so se queste [catastrofi come il coronavirus] siano una vendetta della natura, ma sono certamente delle risposte della natura” o “credo che dobbiamo ridurre il nostro ritmo di produzione e consumo”, così come lo sono anche le sue richieste di una “conversione ecologica integrale” e il suo sostegno a movimenti come quello di Greta Thunberg.

Lo stesso si può dire del contributo del Vaticano all’agenda di coloro che vogliono approfittare della crisi del coronavirus per far avanzare l’agenda della governance mondiale. Il documento dell’IPCO trascrive una dichiarazione fatta nel 2009 da Jacques Attali, consigliere di tutti i presidenti francesi negli ultimi 40 anni, secondo cui “l’umanità non si evolve in modo significativo fino a quando non ha veramente paura”, motivo per cui le epidemie aiutano a ottenere “molto più velocemente” che si possano gettare le basi “di un vero governo mondiale”. In altre parole, ciò che Gordon Brown aveva suggerito non molto tempo fa: una forma temporanea di governo globale per far fronte alle attuali crisi gemelle, medica ed economica.

Più moderatamente, è quanto propone anche una dichiarazione congiunta delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali, il cui animatore principale è il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, un argentino molto vicino al pontefice: “Problemi globali come la pandemia – afferma la dichiarazione – o le crisi meno visibili dei cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, richiedono risposte collaborative”, insistendo sul fatto che “le crisi globali richiedono un’azione collettiva”.

I grandi promotori di un nuovo ordine mondiale sotto l’egida delle Nazioni Unite non avrebbero difficoltà a sottoscrivere questa dichiarazione delle due Accademie Vaticane, che non cita nemmeno una volta il nome di Dio.

Vorrei dirvi che sono a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me è il messaggio sconcertante scritto a mano da papa Francesco a uno dei leader italiani dell’ultra sinistra, Luca Casarini. Quasi contemporaneamente, il giorno di Pasqua, è stato diffuso un altro messaggio del pontefice inviato questa volta ai cosiddetti movimenti sociali e popolari, in cui dichiara che “forse è giunto il momento di pensare a un salario universale”, un’idea forte della sinistra radicale (affermazione accolta con entusiasmo da Pablo Iglesias, leader di Podemos  e vicepresidente del Consiglio della Spagna, che ha suggerito di sfruttare il coronavirus per nazionalizzare tutte le società di elettricità e comunicazione, hotel e cliniche private).

“Se la lotta contro il COVID-19 è una guerra” aggiunge Papa Francesco “allora voi siete un vero esercito invisibile che combatte nelle trincee più̀ pericolose”.

In occasione dell’annuncio della creazione di un gruppo di lavoro per preparare il post coronavirus, il cardinale Turkson, presidente del Pontificio Consiglio per lo Sviluppo Umano Integrale, ha detto, con un linguaggio vicino a quello dei partiti verdi e della sinistra alternativa, che “abitare la Terra come Casa Comune richiede molto di più: richiede solidarietà nell’accesso ai beni della creazione come “bene comune” e solidarietà nell’applicare i frutti della ricerca scientifica e della tecnologia per rendere la nostra “Casa” più sana e più vivibile per tutti”.

I governi dei paesi occidentali, da parte loro, sono responsabili di aver preparato il terreno per questa immensa operazione di ingegneria sociale prendendo decisioni drastiche di confinamento, con enormi costi sociali ed economici, basate solo su modelli matematici fondati su dati incerti. In effetti, l’improvvisa interruzione delle attività economiche porterà a “una tragedia di proporzioni bibliche”, come previsto da Mario Draghi, ex presidente della Banca centrale europea, in un articolo sul Financial Times.

Uno degli aspetti non menzionati di questa tragedia è l’effetto che la paralisi economica avrà sull’estrema povertà nelle aree meno sviluppate del pianeta, che aumenterà di mezzo miliardo di persone, azzerando i progressi compiuti negli ultimi tre decenni. David Beasly, direttore esecutivo del WFP, in un’intervista a The Guardian, ha esclamato: “Mio Dio! questa è una tempesta perfetta. Stiamo osservando un’espansione della carestia in proporzioni bibliche”.

In questi primi mesi del 2020, 30.800 persone che vivono in condizioni di estrema povertà sono già morte di fame. Se la povertà estrema dovesse raddoppiare, il numero delle vittime della fame necessariamente raddoppierebbe anch’essa. In altre parole, 60.000 persone malnutrite moriranno ogni giorno. Ora, queste 30.000 morti giornaliere in più sono quasi 5 volte superiori alle vittime di Covid-19 registrate nel peggior giorno della pandemia, il 5 aprile, quando furono registrati 6.367 morti.

Un’altra assurdità è stata la raccomandazione dell’OMS di sospendere temporaneamente le massicce campagne di vaccinazione per prevenire la diffusione di Sars-Cov-2 per il contatto sociale che provocano. Il risultato è che milioni di bambini sono già stati privati ​​dei vaccini contro poliomielite, morbillo, papilloma, febbre gialla, colera e meningite. Ciò significherà perdere il controllo di queste malattie contagiose, con l’inevitabile seguito di disabilità fisiche e morti.

Una parte considerevole di queste deficienze e decessi sarebbe stata evitata, afferma l’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, se le autorità, invece di ascoltare solo gli ayatollah dell’OMS e i mezzi di amplificazione dei media, avessero ascoltato l’opinione di altri esperti che suggerivano misure di lockdown “verticale” o “intelligente”, ovvero la protezione della popolazione a rischio (anziani e persone con gravi malattie) e il confinamento di quelli che, effettuati migliaia di test, fossero risultati contagiati dal virus. Come sostiene il Wall Street Journal, “nessuna società può preservare la salute pubblica a lungo a spese della salute economica”.

Ancor meno, una società può preservare la salute pubblica a spese della salute spirituale. Men che meno se sono le autorità religiose a contribuire al suo indebolimento.

[Tradotto dall’inglese e pubblicato originariamente nel blog del vaticanista  Edward Pentin  il 5 Maggio 2020]

 

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