Il coronavirus è una “vendetta della natura”, come Papa Francesco dà a intendere?

Papa Francesco vuole il “sacro rispetto per la terra”, che “non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio”. Queste dichiarazioni reggono a una verifica?

In diverse dichiarazioni recenti, Papa Francesco ha dato a intendere che l’attuale pandemia di coronavirus è una vendetta della natura.

 

“Vendetta della Natura”?

In un’intervista del 22 marzo con il giornalista spagnolo Jordi Évole, è stato chiesto a papa Francesco se l’attuale pandemia è “una vendetta della natura”1. Il papa ha risposto con un detto popolare, che poi ha ripetuto come un assioma teologico: “Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo a volte; la natura non perdona mai”, aggiungendo che “la natura sta scalciando in modo che possiamo occuparcene”2.

Parlando con il giornalista inglese Austen Ivereigh, del settimanale cattolico progressista londinese The Tablet, l’8 aprile 2020, Papa Francesco ha ripetuto lo stesso ritornello e, dopo aver commentato varie calamità, ha detto: “Non so se queste sono la vendetta della natura, ma sono certamente le risposte della natura” 3

 

“Abbiamo peccato contro la terra… abbiamo bisogno di una conversione ecologica”

La stessa idea affiora nella catechesi speciale in occasione della cinquantesima Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite, il 22 aprile.

“A causa del nostro egoismo”, afferma Papa Francesco, “abbiamo fallito nella nostra responsabilità di essere guardiani e amministratori della terra. … Abbiamo peccato contro la terra … E come reagisce la terra?”. E ripete ancora il mantra: “‘Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo alcune volte sì alcune volte no; la terra non perdona mai’. La terra non perdona: se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta”.

Più tardi, il papa afferma: “Siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore!”. Quindi, “nel celebrare oggi la Giornata Mondiale della Terra, siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio”. Ma il rispetto non è abbastanza, sembrerebbe. “Abbiamo bisogno di una conversione ecologica”4.

 

La Terra “Casa di Dio”?

L’affermazione di Papa Francesco secondo cui la terra “non è solo la nostra casa ma anche la casa di Dio” è imprecisa e può portare a una confusione panteista. La dottrina cattolica tradizionale afferma che Dio, “con il suo potere e la sua virtù, riempie il cielo e la terra e tutte le cose in essa contenute. […] Mentre Egli non è  confinato in alcun posto. […] tuttavia, nelle Scritture si dice spesso che abbia la Sua dimora nei cieli” (The Catechism of the Council of Trent, trad. Rev. J. Donovan [Hawthorne, Calif.: The Christian Book Club of America, 1975], 494–5.).

Per esempio, il Salmo 123,1 dice “A te alzo gli occhi, a te che siedi nei cieli”.

Il primo libro dei Re mostra l’onnipresenza di Dio, poiché non può essere contenuto nei cieli o nella terra: “Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita!” (1 Re 8,27). 

La preghiera che Nostro Signore ci ha insegnato inizia precisamente con questa invocazione: “Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome” (Mt 6,9).

 

“La natura non perdona mai: Se tu la prendi a schiaffi, lei lo fa a sua volta”. 

Già nel gennaio 2015, in una delle sue peculiari interviste ad alta quota, volando dallo Sri Lanka alle Filippine, a un giornalista che gli aveva chiesto se il cambiamento climatico fosse colpa dell’uomo, il papa rispose: “Io non so se del tutto, ma maggiormente, in larga parte è l’uomo che prende a schiaffi la natura, continuamente. Noi ci siamo un po’ impadroniti della natura, della sorella terra, della madre terra. Mi ricordo, voi avete già sentito questo, quello che un vecchio contadino una volta mi ha detto: “Dio perdona sempre, noi – gli uomini – perdoniamo alcune volte, la natura non perdona mai”. Se tu la prendi a schiaffi, lei lo fa a sua volta”5.

 

L’Enciclica Laudato Si è la chiave per comprendere il pontificato di papa Francesco 

Queste e altre visioni antropomorfe della natura – certamente strane, a volte incomprensibili e persino incongrue – assumono significato quando vengono lette alla luce dell’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco. 

In effetti, questa enciclica ci fornisce la chiave per comprendere altre dichiarazioni, atti, gesti e atteggiamenti papali6 e, in particolare, l’esortazione apostolica post-sinodale Querida Amazonia7 .

 

La Terra trattata come un essere vivente

In questi documenti, Papa Francesco tratta la terra, la natura e l’ambiente come se fossero esseri razionali, dotati d’intelligenza, volontà e sensibilità, proprio come l’uomo.

Laudato Si afferma, ad esempio: “Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che ‘geme e soffre le doglie del parto’ (Rm 8,22)” (n. 2) .

Si noti la caratterizzazione di sapore marxista dei “poveri” come “oppressi”. L’enciclica raccomanda un approccio ecologico “per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (n. 49). “Queste situazioni provocano i gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un lamento che reclama da noi un’altra rotta” (n. 53). Quindi, grazie a queste facoltà e sensibilità cognitive e volitive, la Madre Terra è presumibilmente in grado di comprendere il comportamento dell’uomo nei suoi confronti e di esprimere un giudizio morale sugli atti umani, trovandoli buoni o cattivi. Allo stesso modo, la terra si sentirebbe offesa dalle azioni umane che considera cattive e si vendica causando incendi, inondazioni, devastazioni e pandemie come il coronavirus. La Giornata della Terra, o Madre Terra – celebrata da Papa Francesco – è un’iniziativa del movimento ecologista panteista-naturalista che ebbe inizio negli anni Settanta. Nel 2009, le agnostiche Nazioni Unite l’ hanno approvata come una sorta di “giorno santo” civile, come si può vedere sul sito web dell’organizzazione:

Risoluzione adottata dall’Assemblea generale il 22 aprile 2009 [senza riferimento a un comitato principale (A / 63 / L.69 e Add.1)]

 

63/278. Giornata Internazionale della Madre Terra

Riconoscendo che Madre Terra è un’espressione comune per il pianeta Terra in un certo numero di paesi e regioni, il che riflette l’interdipendenza esistente tra gli esseri umani, le altre specie viventi e il pianeta in cui tutti abitiamo;

Avendo presente che la Giornata della Terra viene commemorata ogni anno in molti paesi,

Decide di designare il 22 aprile come Giornata internazionale della Madre Terra … 

 

(Assemblea generale delle Nazioni Unite, “Risoluzione adottata dall’Assemblea generale il 22 aprile 2009” [senza riferimento a un comitato principale (A / 63 / L.69 e Add.1)] 63/278, “Giornata internazionale della Madre Terra”, Sessantatreesima sessione, punto 49 (d) dell’ordine del giorno, 08-48747, 1 maggio 2009, https://undocs.org/A/RES/63/278)

Inoltre, le Nazioni Unite hanno pubblicato un messaggio sul loro sito web il 22 aprile, l’ultima Giornata internazionale della Madre Terra, in linea con le concezioni di Papa Francesco:

Quando la Madre Terra ci invia un messaggio 

“La Madre Terra sta chiaramente sollecitando un invito all’azione. La natura è in sofferenza. Incendi australiani, record di calore e la peggiore invasione di locuste in Kenya. Ora stiamo affrontando il COVID-19, una connessione mondiale della pandemia sanitaria con la salute del nostro ecosistema. … Ricordiamo più che mai in questa Giornata Internazionale della Madre Terra che abbiamo bisogno di una svolta  verso una economia più sostenibile che si adegui sia alle persone che al pianeta. Promuoviamo l’armonia con la natura e con la Terra.”  

 

(Nazioni Unite, consultato il 6 maggio 2020, https://www.un.org/en/observances/earth-day 

Divinizzare la Terra 

Orbene, riconoscendo alla terra le facoltà di una creatura razionale e innalzandola a giudice e vindice delle azioni dell’uomo, non equivale a divinizzarla?

Questa divinizzazione della terra sembra essere la base “teologica” delle cerimonie di adorazione dell’idolo della Pachamama nei Giardini Vaticani e nella Basilica di San Pietro, centro del cristianesimo. Due vescovi hanno portato l’idolo sulle spalle in processione dalla Basilica alla Sala del Sinodo. Papa Francesco ha effettivamente presenziato queste azioni8.

Divinizzando la terra, papa Francesco cambia la dottrina tradizionale della Chiesa, che ha sempre considerato l’uomo come il re della creazione corporea.

La Genesi è chiara a questo proposito: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra” (Gen 1,28).

Fr. José F. Sagües, SJ, nel suo trattato sulla creazione di Dio dice con precisione: “La nostra affermazione … che il mondo esiste a causa dell’uomo al fine di servirlo per glorificare Dio, è di fede divina e cattolica, e se considerata in relazione a ciascuna delle cose che esistono nel mondo, è una verità certa della teologia”9.

La qualifica “di fede divina e cattolica” significa che questa è una verità rivelata da Dio e proposta dalla Chiesa per essere creduta. Negarla è un’eresia10.

Fr. H. Pinard dice: “Tutti i Padri [della Chiesa] e i teologi considerano davvero l’uomo come il coronamento provvidenziale del mondo sensibile: tutto gli è ordinato poiché senza di lui le cose non raggiungerebbero il loro fine; la natura non avrebbe voce per lodare Dio. … L’uomo è stato creato per ultimo, dicono i Padri [della Chiesa], proprio perché era giusto che tutto fosse pronto prima di presentare il re dell’universo”11.

Nell’enciclica Laudato Si, in contrasto con il testo della Genesi e l’intera tradizione della Chiesa, Papa Francesco afferma: “Qualche volta i cristiani hanno interpretato le Scritture in modo non corretto, oggi dobbiamo rifiutare con forza che dal fatto di essere creati a immagine di Dio e dal mandato di soggiogare la terra si possa dedurre un dominio assoluto sulle altre creature” (n.67). 

Nei suoi documenti e nelle sue dichiarazioni, il papa presenta costantemente l’uomo non come il padrone della natura e del mondo sensibile, una condizione che usa per dare gloria a Dio, ma inverte l’ordine. L’uomo non è più padrone ma servitore della natura. L’uomo deve sottomettersi e obbedire alla natura. 

 

Peggio della pandemia di Coronavirus 

Con l’attuale pontificato, la ricorrente crisi della Chiesa radicata nell’eresia modernista e nella “Nouvelle Théologie”, ha raggiunto un livello inimmaginabile. Con errori e mali che attaccano l’anima più severamente di quanto il coronavirus attacchi il corpo, e che mettono a rischio la salvezza eterna, la crisi della fede è di gran lunga peggiore dell’attuale pandemia.

Sono state adottate misure sanitarie drastiche per mitigare l’epidemia di coronavirus. Tuttavia, da un punto di vista spirituale, i fedeli sono lasciati completamente non protetti nel momento in cui hanno più bisogno di assistenza.

Mentre deificava la natura e favoriva il culto idolatrico della Pachamama, Papa Francesco ha chiuso frettolosamente le chiese di Roma e permesso ai vescovi di tutto il mondo di fare lo stesso, sospendendo le Messe pubbliche e la distribuzione dei Sacramenti. 

Perché avremmo dovuto aspettarci qualcosa di diverso, dato che, nella sua enciclica Laudato Si, Papa Francesco definisce la Santa Eucaristia (il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Nostro Signore) come “un frammento di materia”?12

 

Quelli che hanno fede avranno la vita 

San Paolo dichiara: “Noi però non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima” (Eb 10,39). Fiduciosi nella protezione materna di Maria Santissima, dobbiamo continuare a lottare per l’integrità della Fede e la restaurazione della civiltà cristiana.

Note

1. Nel’originale spagnolo, “ajuste de cuentas de la naturaleza”.

2. “‘Espero que los Pueblos Aprendan de la Crisis para Revisar Sus Vidas,’ Dice el Papa a Jordi Évole,” Religión en Libertad, 23 marzo 2020, https://www.religionenlibertad.com/noticias/197972338/Espero-que-los-pueblos-aprendan-de-la-crisis-para-revisar-sus-vidas-dice-el-Papa-a-Jordi-Evole.html. (I corsivi sono miei).

3. Austen Ivereigh, “Pope Francis Says Pandemic Can Be a ‘Place of Conversion,’” The Tablet, Apr. 8, 2020, https://www.thetablet.co.uk/features/2/17845/pope-francis-says-pandemic-can-be-a-place-of-conversion.

4. Pope Francis, “General Audience,” Apr. 22, 2020, https://press.vatican.va/content/salastampa/en/bollettino/pubblico/2020/04/22/200422a.html.

5. http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/january/documents/papa-francesco_20150115_srilanka-filippine-incontro-giornalisti.html 

6. Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira, “Notes on the Unacceptable Philosophy and Theology of Laudato Si’,” org, Aug. 2, 2017, https://www.tfp.org/notes-unacceptable-philosophy-theology-laudato-si/.

7. Luiz Sérgio Solimeo, “Resisting the Grave Errors in Pope Francis’s Apostolic Exhortation Querida Amazonia,” org, Mar. 3, 2020, https://www.tfp.org/resisting-the-grave-errors-in-pope-franciss-apostolic-exhortation-querida-amazonia.

8. Luiz Sergio Solimeo, “Having Worshipped Pachamama, Pope Francis Now Disparages Mary’s Co-Redeeming Role,” org, Dec. 23, 2019, https://www.tfp.org/having-worshipped-pachamama-pope-francis-now-disparages-marys-co-redeeming-role/.

9. José F. Sagües, S.J., “De Deo Creante et elevante,” Sacrae Theologiae Summa, vol. II, tr. II, no. 204.

10. Sixtus Cartechini, S.J., De Valore Notarum Theologicarum(Rome: Typos Pontificiae Universitatis Gregoriane, 1951; Sainte Croix du Mont, France: TRADIBOOKS, n.d.), 83.

11. v. “Création,” in Dictionnaire de Théologie Catholique, vol. III, col. 2172.

12. Papa Francesco, Enciclica  Laudato Si’, May 24, 2015, no. 236; Xavier da Silveira, “Notes on the Unacceptable Philosophy and Theology of Laudato Si’”.

Fonte: tfp.org, 14 Maggio 2020. Traduzuone a cura di Fatima Oggi

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

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