Don Bux: come si deve trattare degnamente l’Eucaristia…

Ci sembra utile e interessante portare a conoscenza la risposta che don Nicola Bux ha dato a sacerdoti e fedeli che gli chiedevano delucidazioni e chiarimenti sulle disposizioni relative all’eucarestia in questo periodo di riapertura della messa al popolo. 

Suscita grande discussione l’uso del guanto per amministrare la Comunione, ritenuto indegno ovvero sacrilego, perché – annota il Catechismo della Chiesa Cattolica  (2020) – riguarda maxime l’Eucaristia, e tutt’altro che sicuro dal lato igienico. Il punto è che i ministri sacri, sacerdoti in primis, magari non hanno intenzione di profanare il Sacramento, ma non sanno cosa voglia dire trattare degnamente, cioè in rapporto al valore intrinseco della realtà in questione. Chi porterebbe a tavola un piatto di minestra con guanti di lattice? Finirebbe per suscitare sospetto nei commensali. Quindi, perché stupirsi dei fedeli che si sdegnano per simile trattamento riservato all’Eucaristia? Dunque, siamo dinanzi a carente formazione umana e cristiana a riguardo. Eppure le precauzioni a cautela ovvero custodia del Santissimo esistono. Invece sembra che oggi, al contrario, ci si voglia cautelare da esso. Basterebbe quindi attuarle attentamente, o ripristinarle se abbandonate inopinatamente, perché sono confermate o non smentite dall’Ordinamento Generale del Messale Romano(OGMR ed.it.2004). Esse sono finalizzate a trattare con devota dignità i vasi sacri che contengono l’Eucaristia, cosa che implica anche la purezza igienica delle mani; e questo sin dai tempi antichi. Per esempio, nella forma straordinaria del rito romano, dopo aver consacrate le specie, il sacerdote mantiene i pollici e gli indici uniti, onde non toccare altro fino alla Comunione dei fedeli conclusa. Per non dire dell’incenso, che ha potere sanificante; anche per questo gli Orientali lo usano, in molti momenti del rito, incensando il luogo sacro, oltre che persone e oggetti sacri. Ciò è previsto anche nei riti romano e ambrosiano, ma da taluni è ritenuto segno di trionfalismo.

 

Ecco in breve alcune precauzioni esistenti: 

1. i vasi(patena, pisside, calice) e i lini sacri(corporale, palla,purificatoio)a contatto con le Specie consacrate devono essere coperti. Soprattutto il corporale, nella borsa. Poi coprire lodevolmente il calice con un velo OGMR 118 e 183

2. purificare attentamente le mani con acqua (si potrebbe aggiungere un igienizzante, oppure fette di limone e mollica di pane) e asciugarle per bene col manutergio(ovvero asciugamano liturgico) 145

3. purificare le dita nel calice onde disciogliere eventuali frammenti consacrati 163. Si osservi il titolo ‘La purificazione’ : 278-279-280

4. asciugare col purificatoio(lino liturgico per astergere il calice) (ivi).

 

Se si mettessero in pratica queste norme, il Santissimo Sacramento verrebbe trattato come si conviene e i fedeli ne sarebbero rasserenati nello spirito e nel corpo.

Fonte: Stilvm Curiae, 25 Maggio 2020

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