Gotti Tedeschi: giù le mani dalla morale. Vogliono ristrutturare l’etica

Nel post pandemia Covid, in autunno, non dovremo solo a impegnarci a risolvere problemi di ricrescita economica, ma anche a fronteggiare contrastanti ipotesi di imposizione di una nuova etica socioeconomica fondata sulla morale cattolica reinterpretata in “complicità” tra laici e cattolici. Si sta infatti osservando che prestigiosi ed influenti laici maltusianoambientalisti si rifanno proprio al magistero di questo Pontificato, mentre potenti ed influenti esponenti cattolici si rifanno addirittura a Rousseau.E’ possibile che sia questa la prospettiva di sintesi a cui dobbiamo prepararci in ottobre ad Assisi (Economy of Francesco ), che di fatto significa restrutturare i criteri morali dell’etica con la strategia della “meritorietà”, condita con tesi rousseauiano-malthusiano-ambientaliste. Attenzione, ciò non è rilevante solo per il mondo cattolico! In questi giorni abbiam sentito elevarsi da tutte le parti la richiesta di nuova etica comportamentale per fronteggiare i disordini socio economico ( senza mai sentirne affrontare le cause). Abbiam sentito banali auspici che questa crisi possa esser utile per cancellare diseguaglianze, ingiustizie, discriminazioni, degrado ambientale,(ecc.) grazie a nuovi codici etici. Chissà perché quando qualcosa non funziona, c’è sempre chi ha l’intuito di proporre qualcosa che sia “nuovo”: nuove leggi, nuovi codici, nuove strutture, nuovi strumenti, nuovo ordine…Senza dimostrare di sapere ciò che non funzionava nel “vecchio”. Vediamo che succede oggi, di nuovo…

– Da una parte, nel mondo laico ( curiosamente..) influenti ambientalisti neomalthusiani, sembrano voler utilizzare il nuovo magistero vigente (Laudato Si, Evangelii Gaudium) per rivendicare una conseguente necessità di nuova etica per correggere gli errori della globalizzazione.

– Da altra parte, nel mondo cattolico (curiosamente…) influenti esponenti, incoraggiati forse dai principi della nuova dottrina della <Realtà> ed alla ricerca di un nuovo ruolo sociale della Chiesa, sembrano invece voler proporre una “ristrutturazioni della morale” ispirata all’utopistica ideologia egualitaria di J.J. Rousseau. Spiegando che le attuali diseguaglianze dipendono da problemi strutturali della società (soprattutto nel modello di creazione e distribuzione della ricchezza, che andrebbe invece pre-distribuita). In tal senso colgono l’occasione per negare la meritocrazia che, secondo loro, affermando il potere del merito, schiaccia il più debole e crea o accentua le diseguaglianze. Propongono di sostituire meritocrazia con meritorietà, che affermando invece l’esìgenza di un criterio nella valutazione del merito, non permetta a chi merita di più di decidere anche le regole del gioco per avvantaggiarsene.Ma per i cattolici, la meritocrazia, ispirata da Cristo, dovrebbe stare nel merito dell’esercizio delle virtù per aver potere sul peccato, anche operando nel mondo, in economia e finanza, non potere sul prossimo. Invece proprio la meritorietà può diventare un potere che impone lui i criteri, le regole di valutazione del merito (il comunismo è un esempio). Nella meritorietà i criteri del merito li decide la forza che ideologicamente governa. Infatti nascoste fra le pieghe della meritorietà c’è sempre più Stato, più tassazione rendite, più ambientalismo di stato, ecc. Chi ama le utopie non riconosce che non può esistere eguaglianza nelle capacità e che ciò che serve è eguaglianza nelle possibilità e riconoscimento del merito. In più nella visione cattolica il valore della dignità umana non è nella eguaglianza…Per affermare l’ideologia egualitaria utopistica auspicata da Rousseau, si deve eliminare la libertà, che è per sua natura diseguale. E’ una utopia (persino eretica ) pensare di poter cambiare il mondo cambiando strutture e strumenti anzichè il cuore dell’uomo. Anche Benedetto XVI in Caritas in Veritate lo spiega. Appare evidente che in un momento in cui la fiducia, crollata, è diventata risorsa scarsissima, si cerchi di surrogarla con richiami alla morale necessaria per assicurarsi credibilità, magari artificiale. Successe anche negli anni ’80 in Usa a seguito degli scandali finanziari dovuti a “Moral Turpitude”. I columnist dei maggiori quotidiani chiesero etica in economia e furono “inventate”, da un giorno all’altro, cattedre di etica economica nelle business school. E’ cambiato molto, solo grazie norme e cattedre di insegnamento?.

Parafrasando Chesterton: <se c’è qualcosa di peggio dell’odierno indebolimento dei principi morali, è l’odierno utilizzo fatto per confonderli e giustificare successive scelte immorali>. Infatti secondo il pensiero di F.Nietzsche ciò che è morale o no è solo interpretazione.

Fonte: Stilym Curiae, 30 Maggio 2020

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Newsletter

Newsletter_left

  • Hidden
  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Archivi

Post Recente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.