Facciamo attenzione alla regola seguita dagli artefici delle sommosse

Facciamo attenzione alla regola seguita dagli artefici delle sommosse

John Horvat IIDi fronte alle recenti rivolte, molti cercano di distinguere tra i manifestanti e gli “elementi radicali” che creano disordini. I primi sarebbero sempre buoni e persino patriottici, i secondi sono deplorevoli e forse criminali. Secondo le parole del generale James Mattis, le sommosse sono opera di “un piccolo numero di trasgressori della legge” che pregiudicano la generale ricerca di giustizia.

Il generale, che è uno studioso, dovrebbe informarsi meglio. Quando proteste che si trasformano in rivolte avvengono ovunque e nello stesso momento, usando tattiche e slogan simili, queste non sono opera di un piccolo numero di trasgressori della legge. Quando appaiono bancali di mattoni vicino a luoghi da saccheggiare, non si tratta del lavoro casuale di alcuni opportunisti. Quando i ribelli vengono rilasciati col plauso universale dei media di sinistra, dei politici, delle celebrità, degli uomini d’affari e del clero, c’è qualcosa di più grande in gioco.

Questo sforzo ormai planetario è guidato da coloro che sanno come dirigere e articolare gli eventi verso un determinato obiettivo. Questi disordini non sono spontanei né casuali, hanno bisogno di organizzazione, pensiero e narrativa. Le rivolte hanno bisogno di artefici delle sommosse.

 

I manifestanti devono condannare i rivoltosi

Certo, la maggior parte dei manifestanti non sono ribelli. Molti vogliono solo manifestare la loro rabbia per la morte di George Floyd. Tuttavia, quando i gruppi violenti trasformano le proteste pacifiche in sommosse, i rivoltosi professionisti  usano la copertura e lo slancio dei manifestanti per imporre la loro violenta narrativa della lotta di classe.

Allo stesso modo, non tutti gli artefici delle sommosse partecipano ai disordini, ma li favoriscono. L’obiettivo finale è dare l’impressione che tutti sostengono la loro lotta e quando i manifestanti non riescono a condannare i rivoltosi, permettono che questa impressione prevalga.

Pertanto, i manifestanti dovrebbero immediatamente condannare la violenza e dissociarsene. Non c’è nulla di patriottico nella sfrenata distruzione di proprietà che ha rovinato migliaia di americani. Inoltre, la vita di George Floyd non vale intrinsecamente più della vita di David Dorn, l’ex capitano nero della polizia assassinato dai rivoltosi a St. Louis. Non si dice che “all black lives matter”, che tutte le vite di neri contano? Perché allora per una si sta in lutto mentre l’altra viene ignorata?

 

Un bisogno di Violenza

Tuttavia, gli artefici delle sommosse vedono la situazione in modo diverso poiché hanno bisogno della violenza per scrivere la narrativa che tutti poi seguiranno. Che poi è la stessa stanca narrativa della sinistra: la storia è una lotta eterna tra sfruttatori e sfruttati. I ribelli violenti non vogliono l’armonia sociale perché questa impedirebbe l’avanzamento del processo rivoluzionario che, secondo quanto pensano, assicurerà loro la vittoria.

La sinistra radicale capitalizza i disordini per fomentare la lotta di classe su vasta scala. In effetti, tutti i personaggi di questo dramma rimangono sempre gli stessi: gli abortisti, gli attivisti LGBT, i socialisti, le femministe e persino i satanisti si uniscono a questa rivoluzione contro l’ordine stabilito.

 

Inquadrare il dibattito come una “crisi sistemica”

Questa lotta spiega perché gli artefici delle sommosse nella sinistra, nei media e nell’establishment progressista amano definire questa crisi come una “crisi sistemica”. Sanno bene che una crisi sistemica può essere superata solo abbattendo il sistema. Così possono affermare che la violenza è l’unico modo per esprimere la loro impotenza di fronte al massiccio sistema che li opprime.

In una crisi sistemica, non ci possono essere soluzioni ai problemi reali e concreti. Gli artefici delle sommosse fanno richieste impossibili, che – lo sanno bene – non possono trovare risposte all’interno del sistema attuale. Quando i ribelli prendono il controllo, la classe “oppressiva” non può mai cambiare abbastanza per adattarsi a loro. Governano quindi con tirannia crudele sulle azioni e persino sui pensieri.

L’unica cosa accettata dagli artefici delle sommosse sono le concessioni e le sottomissioni. L’ordine stabilito deve inventare le concessioni che farà per favorire la propria autodistruzione. Tutti devono chiedere scusa e arrendersi. Dunque, i governi locali si offrono volentieri per togliere finanziamenti alla polizia o addirittura abolirla. Legano le mani dei loro agenti mentre i rivoltosi attaccano e uccidono questi coraggiosi difensori che agiscono sulla sottile linea di demarcazione fra legalità e illegalità. I leader civili e gli uomini d’affari inciampano nella corsa a chi si arrende di più in questa macabra danza verso la dissoluzione della società.

Inoltre, gli artefici delle sommosse vedono la violenza come un mezzo per accelerare il cambiamento. Se l’obiettivo della loro rivoluzione è quello di distruggere l’ordine stabilito, questo deve essere fisicamente minacciato perché l’agiato borghese ceda. Le sommosse accelerano i cosiddetti processi storici ed evitano le umilianti sconfitte subite nei più lenti processi democratici.

 

Perché aggirare ogni problema morale

Inquadrare il dibattito come una crisi sistemica consente agli artefici delle sommosse di bloccare chiunque possa sollevare domande morali sul loro operato. Una crisi sistemica assolve le persone dalla responsabilità personale e dal libero arbitrio perché – come essi ribadiscono – sarebbe il sistema a determinare il comportamento delle persone.

Ciò permette anche di nascondere il vero problema, molto più grande del razzismo, che ne è solo una conseguenza. Il problema è una crisi morale di proporzioni enormi che sta facendo a pezzi l’America. Questa crisi è avvenuta perché la società moderna ha sviluppato stili di vita che insegnano agli individui a non assumersi la responsabilità morale delle loro azioni, creando le condizioni per cui le persone diventano schiave delle loro passioni sfrenate. Il risultato è una società peccaminosa che diventa sempre più disordinata.

Nell’attuale guerra contro l’ordine, gli artefici delle sommosse combattono con rabbia crescente contro ciò che resta della legge morale naturale che cerca di imbrigliarli, anche se solo attraverso una fallibile polizia. Vogliono che i loro mattoni abbattano l’attuale sistema decadente, pieno di famiglie e di istituzioni culturali e persino economiche, che ricordano alla gente l’ordine cristiano sopravvissuto ancora in questi tempi. I più radicali artefici delle sommosse si adirano direttamente contro Dio e la Sua Legge.

Per questo motivo, la sinistra cerca di evitare il dovere di affrontare la dimensione morale. Una visione morale del mondo presuppone la libertà umana e rende possibile i cambiamenti armoniosi. La legge morale propone soluzioni che funzionano in armonia con la natura umana e non contro di essa. La carità cristiana lavora per ordinare la società e aiutare i bisognosi.

Se, come dovrebbe essere, la questione venisse formulata in termini morali, gli artefici delle sommosse perderebbero sempre. Perciò cercano di evitarlo. Temono il risveglio morale di un’America che invocherà Dio e sancirà la loro sconfitta.

Fonte: TFP.org, 12 Giugnon 2020

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Newsletter

Newsletter_left

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Archivi

Post Recente

Salute e salvezza

Parafrasando le parole di Gesù Cristo potremmo chiederci cosa serve all’uomo trovare il vaccino contro il coronavirus per salvare il proprio corpo, se poi perde

Leggi Tutto »

2 commenti su “Facciamo attenzione alla regola seguita dagli artefici delle sommosse”

  1. Juan Antonio Montes

    Excelente análisis sobre los saqueos en los Estados Unidos. Es la repetición exacta de lo ocurrido en Chile a fines del año pasado. Si no hubiera un plan y un mismo designio no sería posible repetir los hechos con tanta similitud.

  2. Pingback: USA: una Rivoluzione da manuale - Fatima Oggi: Tragedia e Speranza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.