Sbaglia chi vuole togliere i finanziamenti alla polizia. Non sarà perché questi fondi andranno altrove che la violenza finirà

finanziamenti polizia

John Horvat IIPer la maggior parte degli americani togliere i fondi alla  polizia sembra sbagliato perché li preoccupa quel che accadrà quando dovranno effettuare una chiamata al 911 (il nostro 113, ndr) nel cuore della notte. Portare via le risorse alla polizia è pericoloso.

Questa preoccupazione è ulteriormente aggravata dalle affermazioni dei “de-finanziatori” radicali secondo i quali il timore di essere derubati o aggrediti è una espressione del cosiddetto privilegio dei bianchi.

Pertanto, i “de-finanziatori” spesso ammorbidiscono la loro richiesta per convincere i moderati, sostenendo che questa politica di togliere i soldi alla polizia non metterà in pericolo la sicurezza della comunità. I fondi verranno semplicemente reindirizzati verso operatori della sanità sociale e mentale e verso quelle organizzazioni comunitarie più in grado di affrontare i problemi sociali con i quali oggi la polizia deve vedersela.

 

I limiti della polizia

In effetti, la polizia viene frequentemente inviata per affrontare problemi che non sono di sua responsabilità. La polizia no può affrontare le cause che stanno alla radice della malattia mentale, dei senzatetto, della tossicodipendenza o della violenza domestica e che danno origine a tanti crimini.

Tuttavia, questo non è un motivo per toglierle i finanziamenti. Nel corso dei decenni, la polizia si è impegnata a controllare i danni provocati dai numerosi soggetti antisociali e pericolosi che spesso trasformano le strade in teatri di guerra. I poliziotti si vedono costretti a caricarsi sulle spalle problemi e oneri che nessuno vuole affrontare e poi, quando le cose vanno male, diventano bersaglio di critiche e attacchi

 

Soviet comunitari per sostituire la polizia? 

I “de-finanziatori” vogliono che la riprogrammazione della polizia rifletta una nuova strategia. Vorrebbero inviare vasti battaglioni postmoderni di assistenti sociali e professionisti della sanità mentale nelle devastate città dell’entroterra nazionale. Questi illuminati e disarmati specialisti dovrebbero soccorrere ricorrendo a un approccio più compassionevole e gentile. I primi assistenti sociali, con livello d’istruzione universitario, saranno formati nell’arte della mediazione, del lavoro sociale e dei servizi sociali. Nasceranno organizzazioni “guidate dalla comunità” (leggi “soviet”, poiché è quello che diventeranno) che, si suppone, svilupperanno programmi per affrontare la violenza e il cosiddetto razzismo sistemico. Così verranno affrontate le cause che stanno alla base dei problemi e le comunità si svilupperanno in pace e armonia.

 

I limiti degli assistenti sociali

Tutto questo in teoria. Con questo approccio utopico e con l’errore di de-finanziare la polizia ci sono però due problemi.

Il primo è che questo nuovo approccio non è nuovo per nulla. L’America è già piena di legioni di assistenti sociali che cercano di aiutare persone bisognose. Non è chiaro in che modo la nuova proposta differisca dai programmi già in atto.

Inoltre, l’America nel corso dei decenni ha speso miliardi di dollari in questi programmi di welfare e ha molto poco da mostrare come risultato di questo monumentale sforzo. Questi programmi cervellotici non hanno rigenerato la società. Anzi, hanno persino contribuito a perpetuare i problemi. Hanno creato enormi burocrazie a cui mancano tutti gli elementi umani e di leadership necessari per realizzare un cambiamento sociale reale e duraturo. Allo stesso modo, non c’è nulla di nuovo nel trattamento della salute mentale. Tuttavia,  nel corso degli anni i cosiddetti esperti hanno fatto uscire dai manicomi innumerevoli ricoverati per salute mentale, che si sono poi riversati sulle strade delle città americane. L’invio di assistenti per seguirli non può sostituire la necessità di una cura istituzionale ormai abbandonata.

Nessuno dei de-finanziatori propone metodi comprovati che abbiano funzionato. Non esiste altro piano a parte quello di togliere i soldi alla polizia. I loro vaghi programmi prevedono solo il re-indirizzamento dei fondi. Molto probabilmente incanaleranno il denaro in cause di sinistra e nel loro attivismo.

 

Bisogna combattere la causa, non gli effetti 

Il secondo problema con il de-finanziamento è che non affronterà le cause alla radice dei problemi che colpiscono le persone. L’intervento di professionisti tratterà solo dei sintomi delle malattie mentali, della tossicodipendenza e della violenza. Non affronterà le ragioni profonde per cui una persona è tossicodipendente o squilibrata mentalmente.

In genere questi problemi comportamentali coinvolgono decisioni morali degli individui. Quando le persone sono prive di una guida morale, sviluppano abitudini tossiche e aggressive che danneggiano se stesse e tutta la società.

Così come la polizia non può risolvere gravi problemi morali e mentali, anche gli assistenti sociali sono limitati dal tempo e dallo sforzo che possono spendere. Le cause profonde implicano difficili decisioni morali che devono essere prese dalle stesse persone problematiche e non dagli assistenti sociali. È necessario agire prima che le persone diventino criminali, non dopo.

 

La necessità di istituzioni sociali nazionali

L’unico modo per dare formazione morale è attraverso quelle istituzioni sociali naturali che collegano le persone alla società. La più importante di queste è la famiglia.

Tutti sanno che il miglior percorso dell’individuo verso la salute fisica, mentale e spirituale è l’appartenenza a una famiglia stabile con un padre e una madre. Molto più della famiglia nucleare, la famiglia numerosa è la vera soluzione. Le famiglie hanno bisogno di nonni, zii, cugini di primo e secondo grado, nipoti, suoceri, amici di famiglia e stabilità del luogo di residenza per più generazioni. Di conseguenza, esse getteranno radici profonde nella comunità.

Dove prevalgono le famiglie distrutte o senza padre, c’è una proliferazione di problemi mentali, dipendenze e violenza. Le comunità di famiglie allargate stabili portano a una società sana, vibrante e tranquilla senza crimini gravi.

Le istituzioni, le scuole e i luoghi di lavoro della comunità offrono meno formazione ma fungono anche da reti di sicurezza aggiuntive per prevenire i problemi sociali che portano alla criminalità. Infine, la Chiesa – interprete della legge naturale – insegna che le famiglie devono vivere moralmente. L’osservanza del suo insegnamento su una eterna ricompensa o una eterna punizione dopo la morte, tiene lontani i fedeli dal peccato grave. Sacramenti e devozioni aiutano i membri della famiglia a vivere virtuosamente con l’aiuto della grazia. L’inesauribile carità della Chiesa aiuta i vicini ad amarsi l’un l’altro nella vera solidarietà cristiana.

Quando la famiglia allargata e tutte queste istituzioni sociali lavorano insieme per insegnare una sana morale, si crea una solida base per una società che vive in pace e giustizia.

 

Solo un ritorno all’ordine placherà la violenza

Il problema oggi è che queste istituzioni sono in rovina e la società sta andando a rotoli.

L’America ha bisogno di una restaurazione morale. Senza di essa, la società va semplicemente di male in peggio, inseguendo utopie che conducono a disastri come de-finanziare la polizia e reindirizzare i fondi ad essa prima destinati a gruppi di sinistra che odiano e sovvertono la famiglia tradizionale.

Cercare di risolvere il problema della polizia senza una rigenerazione morale e una ricostruzione delle nostre famiglie, delle nostre comunità e della Chiesa è un esercizio futile. C’è solo un modo per farlo, che inizia con un ritorno all’ordine.

Fonte: TFP.org, 19 Giungo 2020

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