La Rivoluzione Americana: Perché abbattono le statue di Cristoforo Colombo

Ben BroussardIl sole stava tramontando quando una Salve Regina risuonò sull’Atlantico. Novanta uomini ritti in piedi sui ponti di tre navi, erano guidati nella preghiera da Cristoforo Colombo, il capitano forestiero a cui si erano affidati. Avevano mantenuto questo rituale fin dalla sera in cui avevano lasciato la Spagna mesi prima, ma questa volta era diverso. L’indomani si sarebbe celebrata la festa di Nostra Signora del Pilar, la grande patrona della Spagna. Colombo aveva promesso ai suoi uomini che se non avessero avvisto terra entro quel giorno, avrebbe ordinato alle navi di tornare indietro, una promessa che intendeva mantenere. Sapeva che la Madonna non avrebbe abbandonato l’impresa per cui si era tanto adoperato. Gli indizi che erano vicini alla terra stavano aumentando di giorno in giorno.

Mentre Colombo saliva i gradini della sua cabina, il suo sguardo cadde istintivamente sull’orizzonte occidentale. In lontananza, vide una luce, come una candela che si alzava e si abbassava sulle onde. Chiamò rapidamente un altro uomo, che confermò l’avvistamento. Gli equipaggi di tutte e tre le navi furono allertati, ogni uomo era sul ponte e scrutava possibili segni di terra all’orizzonte. Alle 2 del mattino, il grido emerse, “Terra!”. L’eccitazione dell’equipaggio fu tale che quasi non si accorsero delle molte ore che ci volevano ancora per navigare attorno alla pericolosa barriera corallina che circondava la loro nuova destinazione. Quando finalmente Colombo si inginocchiò sulla spiaggia per ringraziare, la seguente preghiera si levò dalle sue labbra:

 

O Signore, Dio eterno e onnipotente, con la tua santa parola hai creato i cieli, la terra e il mare; sia benedetto e glorificato il tuo nome; sia lodata la tua maestà, la quale si è degnata che, per mezzo del tuo umile servo, il tuo santo nome debba essere riconosciuto e reso noto in queste nuove parti del mondo1

 

San Salvador

Questa preghiera fatta in latino, la prima recitata nelle Americhe, fu seguita dal canto del Credo, del Te Deum e di molte altre preghiere di ringraziamento. Mentre gli stendardi sventolavano, l’ammiraglio proclamò solennemente: “Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo …” e continuò rivendicando la nuova terra per i suoi sovrani, ma non prima di assegnarla al suo Divin Maestro, dando ad esse il nome di San Salvador  (Santo Salvatore).

I dettagli del resoconto del primo approdo degli europei nelle Americhe sono piuttosto sconosciuti ai nostri giorni. Gli storici, in genere, si sono disinteressati degli aspetti cattolici dei viaggi di Colombo, facendone solo una rapida menzione o ignorandoli del tutto. Eppure, una lettura degli scritti dello stesso Colombo, insieme alle testimonianze dei suoi contemporanei, mostra che lo spirito cattolico permeava tutti gli aspetti della sua vita e stava al centro della sua missione esploratrice.

Mentre una rivisitazione dettagliata degli eventi del 1492 e quelli successivi andrebbe ben oltre lo scopo di questo articolo, intendiamo qui esaminare l’ispirazione cattolica della scoperta, che è essenziale per comprendere lo stesso Colombo. Contrariamente all’opinione di molti storici moderni, questa aberrante omissione non è un dettaglio da poco poiché la fede cattolica militante di Colombo fu la sorgente della sua grandezza e influenzò ogni sua azione.

 

Pietà Cattolica

Tutte le evidenze mostrano che Colombo fu un uomo di profonda devozione e prese la sua fede in modo estremamente serio. Uno dei suoi contemporanei, il vescovo Bartolomé de las Casas, lo descrisse come persona giusta e di profonda pietà:

 

Osservava il digiuno della chiesa nel modo più fedele, si confessava e faceva la Comunione spesso, recitava l’Ufficio Divino come un ecclesiastico, odiava le bestemmie e i giuramenti profani, ed era molto devoto alla Madonna e al serafico padre san Francesco …2

 

Entrambe queste devozioni ebbero in Colombo molte manifestazioni. Il nome completo della sua nave ammiraglia nel primo viaggio fu Santa Maria de la Inmaculada Concepción (Santa Maria dell’Immacolata Concezione). Nel ritorno dal primo viaggio, in un momento in cui le navi rischiarono di affondare, Colombo e i suoi uomini fecero voto di andare in pellegrinaggio alla prima chiesa mariana che avrebbero trovato, cosa che fecero due settimane dopo alle Azzorre. Al suo ritorno in Spagna, Colombo fece un pellegrinaggio al monastero di Nostra Signora di Guadalupe in Estremadura come solenne atto di ringraziamento.

Come francescano del Terzo Ordine, Colombo fu spesso visto indossare l’abito di san Francesco, in particolare in presenza del clero o della nobiltà. La sua stretta associazione personale con i francescani fu determinante per assicurare i contatti alla corte reale e fornì il necessario incoraggiamento quando sembrava che l’impresa non avrebbe mai ottenuto il sostegno di cui aveva bisogno. Suo figlio Diego fu affidato ai francescani del monastero di La Rábida vicino a Palos durante il primo viaggio, dove i frati si occuparono della sua educazione. Al suo ritorno in Spagna, Colombo trascorse l’estate del 1493 a La Rábida, preparandosi spiritualmente per il secondo viaggio più tardi quell’anno.

Dopo la morte di Colombo, il secondogenito Fernando scrisse sulla pietà di suo padre:

 

In materia di religione fu così severo che a causa dei digiuni e della recita degli offici canonici avrebbe potuto essere scambiato per un membro di un ordine religioso. E quando doveva scrivere qualcosa, non avrebbe vergato con la penna nulla prima di queste parole, “Jesus cum Maria sit nobis in via3

 

Questa iscrizione si trova nella maggior parte delle lettere di Colombo ancora esistenti. Il suo significato letterale è “possano Gesù con Maria essere con noi sulla strada” ed è una preghiera ben adatta per un esploratore, tanto da poter costituire il suo motto. 

 

Zelo Missionario

Gli studiosi hanno presto sottolineato, giustamente, l’influenza avuta su Colombo e i suoi contemporanei dal libro Il Milione di Marco Polo. Il capitolo che più lo colpì fu l’introduzione. In esso, leggiamo del padre e dello zio di Marco Polo, Niccolò e Maffeo Polo, che viaggiarono in Oriente mentre Marco era ancora un bambino. I loro lunghi viaggi li misero in contatto con Kublai Khan, indicato nel libro come il Gran Khan.

Il Gran Khan li interroga sulla vita nell’Europa occidentale e sulla Fede cattolica, a cui si era interessato. Alla loro partenza, gli affidò una lettera per il Papa chiedendo 100 missionari per istruire il suo regno nella fede cattolica, assieme a un po’ di olio della lampada del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Al rientro in Occidente, nel 1268, i Polo scoprirono che papa Clemente IV era morto e il lungo interregno che ne seguì impedì che le richieste del Khan fossero soddisfatte.4

Nelle sue petizioni a Ferdinando e Isabella lungo un periodo di 7 anni, Colombo manifesta il desiderio di soddisfare la richiesta del Gran Khan, cosa che alla fine persuase i sovrani ad approvare il viaggio. A bordo della sua nave ammiraglia portava una lettera del re e della regina al Gran Khan, e Colombo era disposto a far di tutto per consegnarla. Nel prologo al rapporto sul primo viaggio, Colombo affronta direttamente questa missione evangelizzatrice:

 

Ho dato [un rapporto] alle Vostre Altezze sulle terre dell’India e su un principe chiamato “Gran Khan “. . . e come egli aveva chiesto a Roma uomini in grado di istruirlo nella nostra Santa Fede, ma il Santo Padre non aveva esaudito la sua richiesta, e perciò tante persone andarono perdute, cadendo nell’idolatria e accettando false e dannose religioni; e le vostre altezze, come principi cristiani e cattolici, amanti e promotori della Fede Cristiana. . . hanno pensato di inviare me, Cristoforo Colombo  . . . per vedere come potrebbe essere intrapresa la loro conversione alla nostra Santa Fede5

 

Tuttavia la missione di completare la richiesta del Khan per i missionari era solo un aspetto del desiderio di Colombo di diffondere il Vangelo. Come scrisse Bartolomé de las Casas, “era estremamente zelante per l’onore e la gloria di Dio; desiderava profondamente l’evangelizzazione di questi popoli e la semina e la fioritura ovunque della fede in Gesù Cristo”6

Al suo primo incontro con gli indigeni di San Salvador, Colombo conclude: “Ho riconosciuto che si trattava di persone che sarebbe state meglio liberare [dall’errore] e convertite alla nostra Santa Fede con l’amore anziché con la forza”7

In sei diverse occasioni Colombo scrisse al Papa chiedendo missionari da inviare alle isole scoperte di recente, una richiesta che fu soddisfatta. Il 6 gennaio 1494, festa dell’Epifania, la prima messa nelle Americhe fu offerta da un benedettino che aveva accompagnato il secondo viaggio. Cinque secoli dopo, il gesuita americano p. John Hardon osserva: “Una cosa è dire che Colombo scoprì l’America. Un’altra cosa è  dire che egli ha aperto le porte alla diffusione più fenomenale del cristianesimo dai tempi di San Paolo ”.8

 

Spirito da crociato

Il lettore odierno si pone una domanda: “E la ricerca dell’oro?” Come chiarisce Colombo nel suo diario, la ricerca dell’oro, delle spezie e di altri oggetti di valore è fondamentale per la sua missione, ma non per i motivi che in genere si insegna. Il 26 dicembre 1492, dal relitto della nave Santa Maria incagliatasi su una scogliera, Colombo istituì un insediamento di fortuna chiamato La Navidad, sull’estremità settentrionale dell’isola Hispaniola. Vedendo la mano della Divina Provvidenza, scrisse sul risultato desiderato:

 

Spero in Dio che quando io torni qui dalla Castiglia. . .troverò una botte d’oro, risultante dagli scambi con queste persone, e che avranno già trovato la miniera d’oro, e le spezie, e tutto in quantità tali che entro tre anni i Sovrani si potranno preparare per intraprendere la riconquista della Terra Santa. Ho già fatto una petizione alle Vostre Altezze perché  tutti i profitti della mia impresa vengano spesi per la conquista di Gerusalemme, e le Vostre Altezze mi hanno sorriso e detto questo. . . che anche senza la spedizione erano inclinati a farlo9

 

Ora che Spagna era stata finalmente liberata dalla dominazione musulmana (2 gennaio 1492), il grande desiderio di combattere il nemico e completare la liberazione della Terra Santa poteva finalmente realizzarsi. Navigando verso ovest, Colombo mirava ad aggirare l’Islam, ottenendo l’accesso alle ricchezze dell’Est in modo da finanziare la riconquista di Gerusalemme. Dalla caduta di Costantinopoli nel 1453, quando Colombo era ancora bambino, arrivavano chiamate da tutti gli angoli d’Europa per riprendere la Crociata. Colombo vide sé stesso come uno strumento per soddisfare il tanto atteso scopo. In una lettera a Papa Alessandro VI, Colombo ribadisce la serietà delle sue intenzioni:

 

L’impresa dovrà essere fatta al fine di spendere tutti i guadagni inerenti per la restituzione del Sepolcro e del Monte del Tempio alla Santa Chiesa10

 

Lo storico George Grant conclude in modo succinto: “Chiaramente, le motivazioni di Colombo sono state modellate dall’interminabile conflitto tra cristianità e islam. Le prove sono definitive. Egli navigò non per scoprire un nuovo mondo, ma per trovare il modo di salvare quello vecchio ”11

 

Il nostro grande debito con Colombo

Gli eventi del 1492 e quelli successivi sarebbero potuti andare in modo molto diverso. La nazione più ricca del mondo all’epoca era la Cina, seguita dai califfati islamici che andavano dal Marocco fino ai confini dell’Estremo Oriente. Perché i cinesi non espansero il loro impero ad est attraverso il Pacifico? Perché non fu un musulmano a stabilire contatti duraturi tra i continenti? Del resto, perché non fu un indiano a scoprire l’Europa?

Gli storici contemporanei non sono in grado di rispondere a queste domande e concludono che fu semplicemente un caso se gli eventi si svolsero così. Non spiegano il fatto che all’epoca la Spagna fosse la nazione più povera dell’Europa occidentale, dissestata economicamente dal completamento della guerra di Reconquista. Tuttavia, non solo la Spagna colonizzò ed evangelizzò con successo le Americhe, ma le risparmiò pure dall’avanzata islamica. Se l’Islam si fosse diffuso nelle Americhe al posto del cristianesimo, quello che oggi conosciamo come gli Stati Uniti sarebbero potuti benissimo essere gli Emirati Uniti.

Colombo credeva di essere stato appositamente scelto da Dio per portare il Vangelo a un popolo che viveva nelle tenebre e nell’ombra della morte. Credeva che il suo nome, Cristoforo (ndt, portatore di Cristo), significasse la missione che era destinato a svolgere, come avrebbe spiegato in seguito suo figlio Fernando: “Proprio come San Cristoforo portava Cristo sulle acque, così anche lui doveva portare la luce del Vangelo sui vasti oceani.”12

In conclusione, diffondere la fede cattolica e acquisire ricchezze per finanziare la riconquista di Gerusalemme ai musulmani erano al centro della missione di Colombo. Ogni speranza di premi o onorificenze personali era secondaria. Il Tesoriere Reale di Spagna, scrivendo in occasione del completamento del primo viaggio, dà le motivazioni per cui tutte le persone, presenti e future, avrebbero dovuto celebrare quello che sarebbe diventato noto come il Giorno di Colombo: 

 

“E ora il re, la regina, i principi e tutti i loro domini, così come tutti i cristiani, dovrebbero ringraziare il nostro Salvatore Gesù Cristo che ci ha concesso una tale vittoria e un tale grande successo. Che siano ordinate processioni, che feste solenni siano celebrate, che i templi si riempiano di rami e fiori. Che Cristo si rallegri della terra come fa in cielo, in vista della prossima salvezza di così tante persone riscattate dalla perdizione. Rallegriamoci per l’esaltazione della nostra fede, nonché per l’incremento della nostra prosperità temporale, alla quale parteciperà non solo la Spagna ma tutta la cristianità13 

 

Cinque miti riguardanti Cristoforo Colombo

1. MITO: Colombo navigò per dimostrare che il mondo era rotondo.

FATTO: ogni persona istruita alla fine del XV secolo sapeva che la terra era una sfera, un fatto noto fin dall’antichità. Ciò che era in discussione era la circonferenza della terra, che Colombo sottovalutò di un quarto.

2. MITO: La regina Isabella vendette i gioielli della Corona per finanziare il primo viaggio.

FATTO: Dopo la conquista di Granada all’inizio del 1492, il Tesoro Reale di Spagna si era esaurito. Tuttavia, Luis de Santángel, il Tesoriere Reale, fu in grado di ottenere finanziamenti dalle compagnie per le crociate in tutto il Mediterraneo, nonché altri finanziatori dalla Spagna e altrove. La Corona poté contribuire con ben poco per finanziare il viaggio.

3. MITO: c’era un sacerdote a bordo della nave Santa Maria nel 1492.

FATTO: A causa dei pericoli, non c’erano sacerdoti o frati nel primo viaggio, nonostante la profonda pietà di Colombo. Molti dei dipinti del primo approdo nel Nuovo Mondo a San Salvador mostrano un sacerdote assieme a Colombo, contrariamente ai fatti. Nel secondo viaggio c’erano cinque sacerdoti: il benedettino padre Buil; il padre Ramon Pane dell’ordine di San Girolamo; e tre francescani.

4. MITO: Colombo introdusse la schiavitù nel Nuovo Mondo.

FATTO: La schiavitù era già diffusa tra gli indigeni all’arrivo di Colombo. Colombo insistette sul buon trattamento da dare agli indigeni, una politica che gli fece guadagnare molti nemici quando fu governatore di Hispaniola. Bartolomé de las Casas, un frate spagnolo che si adoperava per la protezione degli aborigini, si dà molta premura nel denunciare i suoi compatrioti spagnoli per i loro gravi abusi, ma per Colombo è pieno di solo rispetto e ammirazione. La sottomissione e l’importazione di massa di africani nelle Americhe ebbe inizio una generazione dopo la morte di Colombo.

5. MITO: Colombo morì povero, in catene, in una prigione spagnola.

FATTO: Nonostante il fatto che la corona spagnola gli avesse ritirato alcuni dei privilegi concessi, al momento della morte Colombo era relativamente ricco. Sebbene tornò in Spagna in catene nel 1500 dopo il suo terzo viaggio, il re e la regina si scusarono per il malinteso e lo liberarono.

Il 20 maggio 1506, nei vespri dell’Ascensione, Cristoforo Colombo giaceva sul letto di morte nella sua dimora a Valladolid, circondato dai suoi confratelli francescani e dai suoi figli. Mentre i frati cantavano la Compieta, le sue ultime parole fecero eco a quelle di Cristo sulla croce: in manus tuas, Domine, commendo spiritum meum. (Nelle tue mani, o Signore, raccomando il mio spirito.)

Note

1. Washington Irving, A history of the life and voyages of Christopher Columbus, (Parigi: A. and W. Galignani, 1828) 237.

2. George Grant, The Last Crusader, (Wheaton, Illinois: Crossway Books, 1992), 85.

3. Ferdinand Columbus, The life of the Admiral Christopher Columbus by his son Ferdinand, Vol. 1 (Madrid: 1892), 14-15.

4. Marco Polo, The Travels of Marco Polo, Project Gutenberg, 2004, 11-14. http://www. gutenberg.org/cache/epub/10636/pg10636.html.

5. Clements Robert Marckham, ed. The Journal of Christopher Columbus(London: Chas. J. Clark, 1843), 16-17.

6. Kevin A Miller, “Why Did Columbus Sail?” Christian History, Oct. 1992: 6.

7. Clements Robert Marckham, ed. The Journal of Christopher Columbus(Londra: Chas. J. Clark, 1843), 37.

8. John Hardon, S.J., “Christopher Columbus, the Catholic.” Fr. Hardon Archives, Inter Mirifica, 2003. Web. 27 Jun 2012.

9. Clements Robert Markham, ed. The Journal of Christopher Columbus(London: Chas. J. Clark, 1843), 139.

10. George Grant, The Last Crusader(Wheaton, Illinois: Crossway Books, 1992), 67.

11. George Grant, The Last Crusader(Wheaton, Illinois: Crossway Books, 1992), 69-70.

12. Ferdinand Columbus, The life of the Admiral Christopher Columbus by his son Ferdinand, Vol. 1 (Madrid: 1892), 6.

13. Christopher Columbus, The first letter of Christopher Columbus to the noble lord Raphael Sanchez announcing the discovery of America(Boston: Trustees of the Boston Public Library, 1891), 16.

Fonte: tfp.org, 31 Agosto 2012. Traduzione a cura di Fatima Oggi

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

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