Rabbia: un nuovo modello per la discussione pubblica?

John Horvat IICi si sforza di indurre gli americani a odiare i propri conterranei. Vediamo questo fenomeno svolgersi davanti ai nostri occhi man mano che la violenza distrugge l’ordine americano un tempo stabile. La situazione è difficile da capire giacché siamo tutti americani. Nonostante le nostre differenze, questa identità, che riteniamo sacra, è ciò che ci ha sempre definito e unito.  Ma ora la sinistra radicale vuole sfidare la nostra identità mettendo in discussione tutto. Tutte le certezze sul nostro modo di vivere, sulla storia e sui valori devono essere scosse. L’obiettivo è farci odiare quella nostra identità condivisa e preparare un clima di rivoluzione e di rabbia.

 

Una crisi che non riflette la realtà

Questo odio è sconcertante perché non riflette la realtà attuale. Gli americani non si odiano come i media amano ritrarre. La situazione viene presentata in un modo privo di qualsiasi proporzione e contesto.

Basta chiedere alla maggior parte degli americani e ci diranno che non odiano i loro conterranei. Nella loro vita quotidiana, gli americani di tutte le razze, regioni e origini nazionali vivono insieme, si mescolano e si sposano fra di loro. Lavorano insieme, soffrono insieme, insieme vanno a scuola e combattono insieme nell’esercito, condividendo un comune stile di vita americano. Nella vita reale, i legami di unità sono molto più forti di quelli di discordia.

Nel corso dei decenni sono stati fatti passi da gigante per migliorare questa unità. Certo, molto altro deve essere fatto. Tuttavia, l’essere americani ci unisce ancora. La maggior parte degli americani non odia gli altri americani, ma si cerca costantemente di convincerla che sì, lo fa.

 

La sinistra non vuole sprecare la crisi

Due fattori che agiscono da collante per tenere insieme l’America sono il nostro modo di risolvere le cose attraverso un discorso civile e la nostra prosperità economica. Questi due pilastri aiutano a sostenere l’ordine americano. Orbene, crisi successive stanno mettendo a rischio la stabilità del nostro ordine. Il dibattito sul coronavirus e la violenza stanno distruggendo ciò che resta del discorso pubblico.

I disordini hanno fatto esplodere un enorme disagio civile. La crisi economica che si profila all’orizzonte minaccia ciò che rimane della scarsa stabilità finanziaria. Tutte queste grandi crisi pongono le basi per una rivoluzione che metta in discussione l’identità mediante il rovesciamento di istituzioni, libertà e valori americani. La sinistra ha bisogno di trasformare le vittorie della guerra culturale in cambiamenti strutturali. Deve unire in una sola tutte le sue cause, sia essa l’ecologica, la  femminista, il movimento LGBTQ +, la causa abortista o altre ancora. Non può avanzare verso la società socialista “inclusiva” che sogna mentre esista e funzioni ancora la vecchia identità americana. Quindi, vediamo la sinistra usare abilmente le crisi “buone” allo scopo di far avanzare la sua agenda.

Per usare l’espressione di un suo alto esponente, Yuval Harari, le crisi importanti “velocizzano i processi storici” ed evitano gli ostacoli dei processi ordinari che possono farli ritardare di anni. Le crisi attuali ripiegano facilmente sulla falsa narrativa marxista che presuppone la lotta di classe tra sfruttatori e sfruttati e incoraggiano la lotta sociale e l’odio degli uni contro gli altri. Le recenti sommosse possono essere lette come capitoli del Das Kapital o delle Regole per i Radicali di Saul Alinsky.

 

Strumentalizzare ciò che è grande e ciò che è piccolo 

All’interno di un clima frenetico di crisi, tutto diventa possibile. Non è sufficiente mettere in discussione alcune importanti certezze americane; tutto deve essere posto in questione. Ogni manifestazione di questa identità condivisa deve essere messa in dubbio e trasformata in arma.

I media e gli attivisti di sinistra approfittano di ogni incidente. Questi incidenti servono come punti infiammabili che appaiono e scompaiono, creando una estenuante catena di eventi su un pubblico traumatizzato. Questi punti infiammabili alimentano il desiderio della sinistra radicale di trovare motivi di disaccordo, di aggravarli e di sfruttarli. Camminano verso estremi al fine di rendere le cose molto peggio di quello che già sono.

Il caso più piccolo si trasforma in una crisi. Questi problemi includono i bagni, una reazione della polizia, l’inno nazionale, la bandiera, le statue, le mascherine, un “cappio” apparso in un garage delle gare NASCAR, le partite della NFL, le mascotte del football, le pistole, le regole di chiusura delle chiese o altri focolai che abbondano. Tutte queste cose avvengono all’interno del laboratorio dei media progettata per alimentare le passioni.

 

Come iniettare odio nello scenario

E questi argomenti vengono quindi trasformati in rabbia. Invece del modo americano di usare il discorso pubblico per affrontare i problemi in modo pacifico, gli agitatori impiegano mezzi “non americani” di violenza intimidatoria, adoperando parole oscene e sopprimendo la conversazione.

Per gli agenti del cambiamento, non ci sono circostanze attenuanti. Costringono le autorità a impossibili standard di moderazione. Non c’è alcun tentativo di sentire l’altro lato semplicemente perché non c’è l’altro lato. Per loro, l’eccezione è sempre la regola. Ogni atto di autodifesa si trasforma in un’espressione simbolica della classe degli oppressori. Fedeli alla teoria marxista, l’odio deve sempre essere diretto contro il sistema, contro l’identità americana, le forze dell’ordine e la storia.

C’è persino una sorta di auto-odio in quanto editori, giornalisti, commentatori, allenatori si scagliano l’un l’altro per costringersi a confessare pubblicamente i propri peccati. I principali dirigenti aziendali, il clero e i funzionari eletti si dimostrano complici, il che aiuta la loro autodistruzione.

I risultati di questa politica possono essere visti nei titoli dei media. Non c’è una guerra razziale poiché la maggior parte degli agitatori sono bianchi; c’è invece uno sforzo per indurre gli americani a odiare la propria e altrui identità, uno sforzo per spingere gli americani rispettosi della legge in una spirale di violenza. Questa miscela esplosiva sta portando il paese verso una rivoluzione.

 

La debolezza della sinistra

La sinistra ha sempre vinto per la debolezza dell’opposizione piuttosto che per la propria forza. Cedere, cedere, cedere è la politica perdente dei funzionari svogliati che hanno fatto così tanto male nelle passate rivoluzioni marxiste lungo la storia.

La sinistra vince anche convincendo la maggioranza ad accettare la sua falsa narrativa. Trasforma sempre il conflitto in una lotta “sistemica” che nega qualsiasi responsabilità personale degli atti. Riduce tutto a una lotta di classe e di odio reciproco, in cui ogni crimine è autorizzato al fine di far avanzare la rivoluzione.

L’unico modo in cui l’America si salverà da questa rivoluzione è rifiutandone la falsa narrativa. L’America deve riconoscere la grave crisi morale che sta lacerando il paese e conseguentemente chiedere perdono per i suoi peccati e tornare a Dio.

Fonte: Return to Order, 15 Luglio 2020. Traduzione a cura di Fatima Oggi

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Newsletter

Newsletter_left

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Archivi

Post Recente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.