Il trionfo stupefacente di Thomas Hobbes nella crisi del COVID

Il trionfo stupefacente di Thomas Hobbes nella crisi del COVID

John Horvat IIUn tempo, le persone erano solite affrontare sfide e rischi al fine di raggiungere obiettivi più alti nella vita. Capivano che c’erano beni superiori al successo materiale e persino alla vita stessa. Tali obiettivi includevano grandi azioni, espressioni artistiche e santità personale, e i risultati portavano onore, gloria e salvezza a coloro che avevano compiuto grandi sforzi.

L’attuale crisi da COVID ha messo in evidenza un cambiamento fondamentale di mentalità che pervade la postmodernità. Molti credono adesso che lo scopo della vita sia viverla nel modo più comodo e sicuro possibile, evitando a tutti i costi eventuali rischi o sfide. Questa prospettiva riflette il tragico trionfo delle idee del filosofo del diciassettesimo secolo Thomas Hobbes.

 

Il mondo dell’interesse personale di Hobbes

Thomas Hobbes (1588-1679) non era un uomo di alti ideali. Il suo era un mondo pragmatico fatto da interessi personali e da passioni, che credeva governassero la maggior parte delle vite umane. Nel mondo di Hobbes, le persone non hanno più bisogno di agire in funzione di un bene superiore identificato nell’unione con Dio, bensì sono motivate ​​dalla paura di un grande male, condizionate dal terrore supremo di fronte alla morte. Hobbes affermava, “tutti gli uomini sono desiderosi di ciò che è bene per loro, e rifuggono ciò che è male, ma soprattutto, rifuggono il principale dei mali naturali che è la morte”. Pertanto, lo scopo della vita sarebbe soddisfare le passioni in conformità a questo interesse personale di autoconservazione ed evitare la morte.

Tuttavia, Hobbes era abbastanza intelligente da vedere che le persone tendono a scontrarsi anche violentemente quando cercano di raggiungere contemporaneamente obiettivi diversi d’interesse personale. Per ciò sosteneva la necessità di un forte potere statale centralizzato che chiamava Leviatano – il titolo della sua opera principale – allo scopo di armonizzare questo naturale scontro di interessi, che, se incontrollato, sarebbe diventato “la guerra di tutti contro tutti”. Un governo ben organizzato e potente, ai suoi tempi un monarca assoluto, avrebbe assicurato la cooperazione e il benessere della collettività. 

 

Una visione hobbesiana a pretesto del COVID-19 

Questa filosofia tossica orienta le politiche che riguardano la crisi da coronavirus. Le misure attuali si basano sulla paura irrazionale della morte descritta da Hobbes e la portano all’estremo. Gli hobbesiani odierni sostengono che il bene più grande è la vita stessa, e tutto deve essere fatto per evitare di morire.

Così, quando è scoppiata la crisi da coronavirus, si è decretato il lockdown, con l’idea di evitare qualsiasi rischio, non importa quanto remoto o piccolo fosse. Ad esempio, nel momento in cui compare un possibile caso di COVID, l’intera area deve essere disinfettata. Chiunque venga a contatto con un paziente COVID deve entrare in auto-quarantena. Prevale un senso di panico, ogni rischio va affrontato. Vengono prese le misure più assurde per prevenire la minima possibilità di una singola morte. Eppure ci sono centinaia di contee in tutta l’America in cui nessuno è morto di COVID ma che lo stesso sono state costrette al lockdown, mentre la loro vita commerciale, sociale e religiosa veniva completamente sconvolta. Walmart è rimasto aperto, ma le chiese sono state chiuse nonostante la mancanza di prove che un servizio religioso diffonda il virus più di quanto non lo faccia la spesa. La paura irrazionale della morte ha creato un’atmosfera di paranoia. L’applicazione delle norme sanitarie è divenuta rigida e intransigente, implementando regole draconiane che escludono il buon senso e non ammettono eccezioni.

Questa paura irrazionale della morte è innaturale ed è causa di un forte stress. Finisce poi per creare un conflitto con coloro che mettono in dubbio la saggezza di sopprimere la maggior parte delle attività. Questa visione hobbesiana del COVID-19 richiede il Leviatano, lo Stato dittatoriale, l’applicazione forzata di regole capricciose. Il Leviatano è necessario per mantenere le persone sottomesse, attraverso la paura della morte.

 

Mentre salvano la società la distruggono  

La crisi da COVID ha dato origine a politiche governative di stampo socialista che cercano di controllare le vite col pretesto di salvarle e minacciano la società con una cura che è di gran lunga peggiore della malattia. Ci sono due grandi problemi con la politica Hobbesiana a proposito del COVID.  Primo. Creando un clima di paura che paralizza ogni attività, si prepara una situazione d’insolvenza. In preda al panico, le persone fuggono dal pericolo senza misurarne le conseguenze. La mentalità che sta dietro al lockdown è quella di agire prima e affrontare le conseguenze in seguito. Così, in un sistema che non ammette rischi, il lockdown diventa l’unica soluzione possibile e i governi socialisti non aspettano altro per attuarlo. Tuttavia, questa soluzione non risolve nulla. Ora tutti si rendono conto che tale politica si è dimostrata estremamente distruttiva. Nel panico per salvare una sola vita, molte più vite si perdono. L’inutile chiusura degli ospedali ha impedito a innumerevoli persone di ottenere le cure e le diagnosi di cui avevano bisogno, provocando la perdita o l’accorciamento di migliaia di vite. Le incertezze e le paure della crisi stanno influenzando la salute psicologica di milioni di persone e hanno portato ad un aumento della depressione e dei suicidi. L’imprudente chiusura dell’intera economia ha innescato una crisi senza precedenti che già sta gravando pesantemente sulla vita dei cittadini e che peggiorerà in modo inimmaginabile negli anni a venire.  Dal punto di vista religioso, la chiusura della vita sacramentale per innumerevoli cattolici ha causato grandi sofferenze spirituali e messo in pericolo la salvezza di innumerevoli anime. Alcuni sono morti senza confessione o gli ultimi riti. La hobbesiana e irrazionale paura della morte si traduce in morti inutili e in vite non degne di essere vissute.

 

Società immobilizzata 

Il secondo problema creato dalla politica hobbesiana adottata con il pretesto del COVID è che impedisce di trovare soluzioni alla crisi. Una società priva di rischi può evitare i pericoli del disastro, ma si preclude anche ogni possibilità di trionfo. E l’America è oggi in catene a causa di una tale politica.

La vita comporta dei rischi. Qualsiasi cosa importante si voglia fare presuppone dei rischi. Le persone possono superare gli ostacoli e proporre soluzioni originali solo se governano la paura di fallire.

Il problema con l’irrazionale paura della morte di stampo hobbesiano è che anche i rischi ragionevoli vengono scartati. Le attività quotidiane più comuni, come guidare, comportano dei rischi, ma tutti sappiamo misurarle ed agire di conseguenza. Alcune di queste attività di routine sono molto più rischiose del pericolo di contrarre il coronavirus. Tuttavia, se è la paura a guidare tutto il processo decisionale, una crisi come quella da coronavirus paralizza tutte le attività commerciali e sociali.

Ad esempio, la maggior parte dei principali distretti scolastici non avrà il coraggio, questo autunno, di tenere lezioni con i ragazzi presenti in aula perché lo considerano pericoloso. Queste misure sono state prese anche se il Wall Street Journal (13-14 giugno) riporta che “i bambini sotto i 14 anni hanno tra 6,8 e 17 volte meno probabilità di morire di Covid-19 che dell’influenza stagionale o di polmonite”. I bambini hanno anche 128 volte più probabilità di morire per un incidente. L’istruzione di innumerevoli bambini sarà inutilmente danneggiata a causa delle chiusure delle scuole e della mancanza di coraggio da parte di politici, educatori e genitori.

In un tale scenario, l’unica entità abbastanza grande da agire senza timore di ritorsioni è un “big government”, il grande governo invadente. Così la colpa potrà essere convenientemente distribuita su una vasta burocrazia e il governo potrà controbilanciare i suoi errori con una massiccia fuoriuscita di dollari a debito.

In una società ragionevole, le persone sanno come valutare il pericolo e questi problemi potrebbero essere mitigati in modo significativo.

 

L’incubo hobbesiano

La soluzione hobbesiana è molto più un incubo che un’opzione. Hobbes insegnò alle persone a vivere le proprie passioni e i propri desideri e a cooperare con gli altri in funzione della paura della morte. Dichiarò che “non c’è nessun finis ultimus, uno scopo ultimo, né un summum bonum, un sommo bene, così come si dice nei libri dei vecchi filosofi morali”. La prospettiva morbosa di Hobbes sostiene che non ci sono beni superiori al successo materiale e persino alla vita. Le persone sono limitate dalla mediocrità dei loro capricci e desideri.

Al contrario, la dottrina cattolica insegna ai fedeli come prepararsi alla morte indirizzandoli verso il bene supremo, che è Dio stesso. I cristiani praticano la virtù per amore di Dio. Viene loro detto che ci sono beni più preziosi della vita stessa, come la virtù e la fede. I numerosi santi e martiri della Chiesa sono la testimonianza di questa scala di valori retta e adeguatamente ordinata. 

 

Il fallimento di Hobbes 

Dio istituì una Chiesa in cui le persone potessero vivere insieme, amandosi e aiutandosi a vicenda per amore di Lui. Hobbes invece voleva un governo centrale leviatano per impedire alle persone di uccidersi a vicenda mentre perseguono i loro interessi egoistici. La maggior parte dei sistemi filosofici moderni si sono dimostrati impraticabili. Hobbes non fa eccezione. Il disastro COVID-19 rappresenta il trionfo dell’incubo di Hobbes. Egli prometteva cooperazione e un “big government” di fronte alla paura della morte in situazioni come quella del COVID. Non sta funzionando. Al contrario, Hobbes ha dato all’America una “guerra di tutti contro tutti”.

Fonte: tfp.org, 14 Agosto 2020

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Newsletter

Newsletter_left

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Archivi

Post Recente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.