L’America non deve abbandonare l’Europa

J. BascomDurante la sua visita a Varsavia nel luglio 2017, il presidente Donald Trump ha tenuto uno dei migliori discorsi del suo mandato. Rivolgendosi ai polacchi di fronte al memoriale della Ribellione di Varsavia, ha lanciato un grido di battaglia per la civiltà occidentale:

“Dobbiamo lavorare insieme per confrontarci con forze provenienti dall’interno o dall’esterno, dal Sud o dall’Est, che minacciano nel tempo di minare questi valori e di cancellare i legami di cultura, fede e tradizione che ci rendono quello che siamo … La domanda fondamentale del nostro tempo è se l’Occidente ha la volontà di sopravvivere. Abbiamo fiducia nei nostri valori per difenderli ad ogni costo? Abbiamo abbastanza rispetto per i nostri cittadini in modo da proteggere i nostri confini? Abbiamo il desiderio e il coraggio di preservare la nostra civiltà di fronte a chi vorrebbe sovvertirla e distruggerla?”1

Gli Stati Uniti e l’Europa sono i due principali baluardi della civiltà occidentale. Sebbene nata in Europa, quella civiltà è stata trasmessa in America quando gli europei colonizzarono e immigrarono nel Nuovo Mondo. L’America ha ereditato la sua cultura tradizionale – la nostra lingua, leggi, tradizioni e istituzioni sociali – dall’Europa. La civiltà occidentale è sopravvissuta al sanguinoso XX secolo, in particolare alle minacce del comunismo e del nazismo, grazie all’alleanza transatlantica. Nelle guerre mondiali, l’America ha perso più di mezzo milione di vite combattendo in Europa. Durante la Guerra Fredda, le forze americane mantennero la pace in Europa ed evitarono un’invasione sovietica del continente con il  sostegno politico e militare degli alleati europei. La NATO, il fulcro di questa alleanza, è il motivo principale per cui non c’è stata una grande guerra in Europa occidentale dal 1945. Gli Stati Uniti rimangono la nazione più potente dell’ Occidente e l’unica con i mezzi necessari per difendere l’eredità occidentale dai suoi nemici. Questa alleanza reciprocamente vantaggiosa ha subito un duro colpo quando il presidente Trump ha annunciato, lo scorso mercoledì 29 luglio, la sua decisione di ritirare 12.000 truppe statunitensi dalla Germania e di limitare arbitrariamente l’impegno americano con la NATO in quel paese a 25.000 soldati. La metà di quelle truppe sarà riassegnata alle basi negli Stati Uniti, mentre il resto sarà ridistribuito in Belgio, Italia e Regno Unito.

Se viene attuata, questa decisione minerà la NATO, danneggerà la capacità dell’America di difendere i suoi alleati e i suoi interessi a livello mondiale, indebolirà la sicurezza europea, incoraggerà i nemici dell’Occidente in tutto il mondo, aumenterà le possibilità di conflitti militari e danneggerà ulteriormente una civiltà occidentale già indebolita.

 

L’America trae vantaggio dalla NATO tanto quanto l’Europa

I critici spesso dipingono la NATO come una reliquia della Guerra Fredda, un peso per i contribuenti americani e un vantaggio immeritato per l’Europa. Non è così, la NATO è molto rilevante per la sicurezza americana ed europea e fornisce considerevoli vantaggi a tutti i suoi paesi membri.

L’Europa occidentale non ha assistito a una grande guerra dal 1945 in gran parte grazie alla NATO e a generazioni di truppe americane che hanno fatto la guardia lungo la Cortina di Ferro. Oggi la NATO, con la garanzia di sicurezza fornita dall’America e l’ombrello nucleare, è il deterrente più significativo contro qualsiasi attacco militare straniero ai suoi Stati membri, che si tratti di un attacco missilistico iraniano, di un attacco terroristico islamico o di un’incursione russa. Anche l’America ha beneficiato della NATO. La prima e unica volta in cui l’Alleanza Atlantica ha invocato l’articolo 5 della sua Carta – per cui un attacco a uno dei membri è un attacco a tutti – è stata dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Dal 2003 al 2014, decine di migliaia di truppe provenienti da paesi NATO diversi dagli Stati Uniti hanno combattuto in Afghanistan come parte dell’International Security Assistance Force (ISAF). Almeno 850 sono stati uccisi in azione. A partire dal 2020, le truppe della NATO continuano a guidare una missione non combattente di addestramento in Afghanistan per contrastare il radicalismo islamico.

Con il suo potere e la sua influenza sempre più contestati in tutto il mondo, l’America ha più che mai bisogno di alleati. I paesi in conflitto con l’Occidente – Cina, Russia, Iran, Corea del Nord, Cuba e Venezuela – formano già una loro alleanza di fatto. Questi paesi si sostengono a vicenda alle Nazioni Unite e si forniscono reciprocamente armi, tecnologia e supporto economico. Sia la Russia sia la Cina sostengono l’Iran, il più grande Stato sponsor del terrorismo nel mondo, così come sostengono i comunisti Venezuela e Cuba e formano anche un’alleanza in diversi ambiti, dallo sviluppo di armamenti al controllo dell’Artico.2

In modo particolare, la Cina comunista sta dispiegando una aggressiva politica d’infiltrazione nell’Occidente. Attraverso la sua Belt and Road Initiative (ndt, nota anche come Nuova via della seta), i cinesi stanno costruendo infrastrutture e acquistando sostegno politico in tutto il mondo. Hanno investito centinaia di miliardi di dollari nella costruzione di ponti, autostrade, porti, reti di comunicazione e altre infrastrutture in più di 100 paesi, inclusi membri della NATO come Italia, Ungheria e Grecia. La Cina sta anche promuovendo la propria azienda, Huawei, nella corsa globale per aggiornare le reti cellulari al 5G, una tecnologia con significative implicazioni per la sicurezza nazionale. Emmanuel Macron ha avvertito che la Belt and Road Initiative, con la sua promessa di guadagni facili in un momento di difficoltà finanziarie, minaccia di trasformare i paesi europei in “stati vassalli” della Cina.3

L’America e l’Europa hanno bisogno di una forte alleanza militare e politica per affrontare la sfida cinese. Se l’America vuole seriamente affrontare l’aggressione e l’espansione cinese in Asia e Africa, deve scoraggiare anche la sua voglia di colonizzare l’Europa, come fa con i suddetti continenti. L’indebolimento della NATO, riducendo la presenza militare americana in Europa, creerà un vuoto che la Cina è fin troppo disposta a colmare.

 

Il presidente Trump ha ragione sul fatto che alcuni membri della NATO non spendono abbastanza per la difesa

Per decenni i presidenti americani di entrambi i partiti si sono lamentati, giustamente, che i paesi europei non spendono abbastanza per la difesa. La NATO chiede che tutti gli Stati membri spendano l’equivalente del 2% del prodotto interno lordo per la difesa. Solo nove dei trenta membri della NATO raggiungono quel 2%, mentre gli Stati Uniti spendono un 3,42% del PIL, la percentuale più alta dell’alleanza.4

La spesa totale americana per la difesa nel 2019 è stata di 730 miliardi di dollari, equivalente a tre quarti di tutta le spesa per la difesa dei membri della NATO, il che si spiega con il fatto che l’America è la più grande economia del mondo e l’unico membro della NATO con la necessità di elaborare una geopolitica a livello mondiale per difendere sia i propri interessi sia quelli degli alleati. Perciò è naturale che gli Stati Uniti spendano molto di più dell’Europa. Tuttavia il presidente Trump non ha torto nel denunciare che non è corretto che le principali potenze europee spendano così poco per la propria difesa.

Membri grandi e ricchi della NATO come Germania, Spagna, Italia e Francia hanno tagliato i loro bilanci per la difesa a partire dagli anni ’90. La spesa per la difesa della Germania è scesa dal 2,4% del PIL nel 1989 a circa l’1,3% nel 2014. La Spagna spende un misero 0,94%.

La situazione diviene ancora più grave se consideriamo l’effettiva disponibilità di unità operative e attrezzature militari. La mancanza di pezzi di ricambio ha messo a soqquadro l’esercito tedesco. Uno studio del 2018 ha mostrato che erano pronti al combattimento solo 39 dei 128 caccia Eurofighter della Luftwaffe tedesca, metà dei 224 carri armati Leopard dell’esercito, cinque dei sei sottomarini della Marina e cinque delle sue tredici fregate.5

Qual è la causa del problema della insufficiente spesa per la difesa europea? La colpa può essere direttamente attribuita ai politici di sinistra.

In Germania, il Partito socialdemocratico (SPD) si è costantemente opposto a qualsiasi aumento della spesa per la difesa. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha trascorso la maggior parte dei suoi quindici anni al governo in una “grande coalizione” con l’SPD. I ripetuti tentativi di Angela Merkel e del suo ministro della Difesa Ursula von der Leyen di aumentare la spesa per la difesa sono stati vanificati dall’SPD, che ha protestato sistematicamente contro una “spirale degli armamenti”. L’ex leader della SPD Martin Schulz ha definito “sbagliato” l’obiettivo di spesa del 2%.”6

Da decenni la sinistra europea ha dimostrato di non amare la NATO e continua a farlo. In un’intervista del 2019 con l’Economist, il presidente francese di centro-sinistra Emmanuel Macron ha definito la NATO un caso di “morte cerebrale”, un commento che ha suscitato le reazioni di molti leader europei, tra cui Angela Merkel e il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki. All’inizio di quest’anno, il leader dell’SPD tedesco al Bundestag, Rolf Mützenich, ha chiesto agli Stati Uniti di rimuovere le poche dozzine di testate nucleari installate in Germania.7

Che sia motivata ​​dal pacifismo o dall’antiamericanismo, la sinistra europea si è opposta a una forte alleanza militare transatlantica. Gli europei conservatori, specialmente quelli nell’Europa centrale e orientale, rimangono in gran parte filo-americani e filo-NATO. In tutta Europa, una media del 53% ha una visione favorevole della NATO, con un 57% dei tedeschi e un 82% dei polacchi. Solo un 27% esprime un giudizio negativo.8 La NATO è una vittima, non la causa dell’insufficiente spesa per la difesa europea. Piuttosto che incolpare la NATO stessa o interi Paesi, gli americani dovrebbero attribuire direttamente alla sinistra europea la responsabilità nel sabotare la sicurezza del continente. Non è la Germania, bensì la sinistra tedesca ad essere responsabile della spesa insufficiente per la difesa. 

 

Tagliarci il naso per far dispetto alla nostra faccia 

Il ritiro delle truppe dall’Europa danneggerà l’America molto più della Germania. Ci stiamo tagliando il naso per far dispetto alla nostra faccia. La capacità dell’America di difendere i suoi alleati e i propri interessi rispondendo  alle crisi a livello mondiale sarebbe impossibile senza le sue basi militari europee. Qualsiasi azione in Africa, nel Mediterraneo o in Medio Oriente, ad esempio, richiede basi europee per il supporto logistico.

Anche dal punto di vista dei costi, mantenere l’attuale numero di truppe in Germania è più economico che rimandarle negli Stati Uniti. Quasi ogni Paese che ospita truppe americane condivide in qualche modo i costi. Le massicce basi in Germania sono state acquistate e pagate decenni fa e sono in parte mantenute dal governo tedesco. Se quelle truppe venissero rimandate negli Stati Uniti, i contribuenti americani dovrebbero pagare  l’intero costo dell’operazione così come la costruzione di nuove basi o l’espansione di quelle esistenti. Il segretario alla Difesa Mark Esper ha affermato che il riposizionamento richiederà mesi, se non anni, e costerà “diversi miliardi di dollari”9.

Avviare un divorzio non è il modo per salvare un matrimonio. Al contrario, un divorzio non farà che aumentare l’amarezza e intestardire entrambi i coniugi nelle loro posizioni. Allo stesso modo, se l’America vuole che l’Europa aumenti le sue spese per la difesa, il modo per farlo non è il ritiro delle truppe. È improbabile che la Germania si accorga dell’errore solo dopo un ritiro americano e improvvisamente raddoppi il suo budget per la difesa.

Invece la sinistra europea, che è sempre stata critica nei confronti dell’America, sarà ulteriormente incoraggiata nelle sue posizioni pacifiste e antiamericane. I partiti di sinistra come l’SPD tedesco tagliano il budget per la difesa sia a causa del loro pacifismo sia per non voler ammettere che l’Europa debba affrontare minacce esterne; di sicuro, non è a causa della copertura di sicurezza americana. Da sempre non vogliono la NATO e un ritiro americano favorirà solo il loro zelo socialista di tagliare le spese per la difesa.

Inoltre, gli europei che sostengono il bisogno di relazioni più strette con gli Stati Uniti si vedranno politicamente indeboliti, umiliati e demoralizzati. L’influenza americana in Germania e altrove è destinata a diminuire.

 

I Paesi baltici molto vulnerabili ad un attacco da parte della Russia 

Il ritiro delle truppe dall’Europa ha un altro effetto: rende più probabile un attacco russo agli stati baltici di Estonia, Lettonia e Lituania. Il presidente russo Vladimir Putin ha definito il crollo dell’Unione Sovietica la “più grande catastrofe geopolitica del ventesimo secolo”. La sua politica estera è stata quella di ripristinare il potere e l’influenza della Russia per renderla qualcosa di somigliante al vecchio colosso sovietico della sua giovinezza e di annullare le istituzioni occidentali come la NATO.

Nel 2008, la Russia ha invaso lo stato sovrano della Georgia separandone due delle sue provincie meridionali, Abkhazia e Ossezia meridionale. Ciascuna ha un gran numero di russi etnici ed entrambe compongono un territorio pari al 20% della Georgia. Nel marzo 2014, la Russia ha invaso e annesso la penisola ucraina della Crimea e, nell’agosto dello stesso anno, ha invaso la regione ucraina del Donbass. Entrambi i territori hanno numerosi abitanti di etnia russa.

È la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale che una potenza europea invade un altro Paese e conquista territorio con la forza. Sebbene le annessioni e occupazioni siano state ampiamente condannate e non riconosciute, la Russia mantiene una forte presenza militare in questi territori ed è improbabile che Putin li restituisca.

Inoltre, l’inazione occidentale di fronte a queste invasioni e annessioni rende più probabile un analogo attacco contro l’Estonia, la Lettonia o la Lituania. Tutti e tre hanno minoranze etniche russe significative e sono già state vittime di piccole incursioni russe e attacchi informatici. La Lituania, in particolare, è un punto dolente per la Russia in quanto fu la prima repubblica sovietica a staccarsi, nel marzo 1990, avviando così il processo che portò alla dissoluzione dell’URSS l’anno successivo.

A differenza della Georgia e dell’Ucraina, le tre nazioni baltiche sono membri della NATO. Un’invasione russa innescherebbe per gli altri 27 Stati membri l’obbligo di venire in loro difesa, secondo quanto è stipulato dal trattato.  Una recente serie di scenari di guerra sponsorizzati dalla RAND Corporation nel 2015, tuttavia, ha dimostrato che le forze russe potrebbero conquistare tutti e tre i Paesi baltici in meno di 72 ore. Le forze NATO nella regione sono semplicemente troppo deboli per respingere un’invasione russa, lasciando alla NATO poche opzioni di risposta, e nessuna buona.

La geografia rende i Paesi baltici isolati e difficili da difendere. Sono collegati al resto della NATO da un breve confine tra Polonia e Lituania, con il ben fortificato territorio russo di Kaliningrad incastrato in mezzo. La bilancia del potere militare s’inclina fortemente verso la Russia: la Russia può dispiegare 22 battaglioni, tutti motorizzati e meccanizzati e altre unità di carri armati a poche ore dai Paesi Baltici. La NATO ha nella regione solo 12 battaglioni pronti a combattere, nessuno con armamento pesante. Nel 2013, il presidente Obama ha ritirato dall’Europa gli ultimi carri armati americani M1 Abrams stazionati in modo permanente. L’unico armamento pesante disponibile per rispondere con forza sufficiente si trova in Germania, a diverse centinaia di miglia di distanza. Trasferirlo nei Paesi Baltici richiederebbe almeno una settimana.10

Nel 2014, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti  ha dichiarato che a Kaliningrad la Russia stava sviluppando missili tattici con capacità nucleare che violano il Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio. La Russia potrebbe usare queste armi come ricatto nucleare contro qualsiasi tentativo della NATO di riconquistare i Paesi baltici.

Un tale scenario da incubo comporterebbe per la NATO il bisogno immediato di liberare tre dei suoi membri, un compito lungo, difficile e sanguinoso per il quale potrebbe non esserci sufficiente volontà politica né sostegno popolare. Come con la Georgia e l’Ucraina, molti in Occidente preferirebbero accettare il fatto compiuto dalla Russia nei Paesi Baltici. In un’intervista del 2016 alla CBS, l’ex presidente della Camera Newt Gingrich ha affermato che “i paesi [della NATO] dovrebbero preoccuparsi del nostro impegno… L’Estonia è alla periferia di San Pietroburgo. I russi non attraverseranno necessariamente il confine militarmente. I russi faranno quello che hanno fatto in Ucraina … Non sono sicuro che rischierei una guerra nucleare in qualche posto che sta alla periferia di San Pietroburgo. Penso che dobbiamo pensare bene cosa significa questa roba qua.”11

Se i paesi della NATO si rifiutassero di onorare l’articolo 5, la NATO crollerebbe e, con essa, il potere, il prestigio e l’influenza americani. Questo crollo avrebbe ripercussioni globali poiché se il Trattato NATO diventasse lettera morta, gli altri obblighi concordati dall’America nei confronti di Corea del Sud, Giappone, Filippine e Australia non varrebbero la carta su cui sono scritti. L’America cesserebbe di essere un paese di parola. In un colpo solo, si soddisferebbe il desiderio di Putin di smantellare l’alleanza occidentale per vendicarsi del crollo sovietico e allo stesso tempo si permetterebbe la costruzione di un nuovo impero russo.

Lo stesso studio RAND ha calcolato che per evitare di perdere la guerra sarebbero sufficienti solo sei o sette brigate, comprese almeno tre brigate pesanti di stanza nei Paesi Baltici e pronte a combattere una volta iniziate le ostilità, combinate con la potenza aerea e marittima della NATO. Il prezzo della deterrenza sarebbe minimo in confronto alla sanguinosa e costosa prospettiva di dover riconquistare membri della NATO da un’occupazione russa.

 

Cinque cose che l’America dovrebbe fare per rafforzare l’alleanza con l’Europa

Con così tante minacce alla pace e alla stabilità dell’Occidente, gli Stati Uniti devono agire per rafforzare e non per indebolire l’alleanza transatlantica. Ci sono cinque modi in cui il presidente Trump può farlo.

In primo luogo, l’America dovrebbe fermare l’emorragia e fermare tutti i ritiri di truppe dall’Europa. I numeri delle truppe americane in Europa sono già ai livelli più bassi di sempre. L’amministrazione non dovrebbe peggiorare le cose riducendo ulteriormente le forze americane.

In secondo luogo, l’America dovrebbe rimandare in Europa tutte le forze ritirate durante l’amministrazione Obama, specialmente i suoi carri armati pesanti M1 Abrams. Senza armamento, nessun potenziale avversario prenderà sul serio alcun deterrente statunitense.

Terzo, se per ragioni politiche la Germania non è un posto adatto per trasferire le nostre forze, l’America dovrebbe posizionarle in Polonia e negli Stati Baltici. Questi paesi sono molto più vicini alla Russia, molto più favorevoli alla presenza di truppe statunitensi e sono andati vicino o addirittura hanno superato il 2% del PIL di spesa per la difesa.

Quarto, gli Stati Uniti dovrebbero impegnarsi in una massiccia offensiva diplomatica e in una campagna di pubbliche relazioni per spingere tutti i membri della NATO a spendere di più nella loro difesa. La NATO potrà essere presa sul serio solo se i suoi singoli membri lo faranno. L’America dovrebbe esercitare pressioni politiche, diplomatiche ed economiche su Germania, Spagna, Francia e altri paesi della NATO per aumentare il loro budget per la difesa.

Ancora più importante, l’America dovrebbe investire pesantemente in piattaforme mediatiche, come Radio Free Europe, per sostenere un messaggio filo-occidentale e filo-americano che contrasti il pregiudizio opposto prevalente nei media europei. Per meno del costo di una portaerei, la Russia ha usato i mass media per influenzare l’opinione pubblica in Europa contro la NATO e gli Stati Uniti. L’amministrazione Trump può reagire con una propria campagna di mass media per sostenere gli europei favorevoli a una NATO forte.

Quinto, gli americani dovrebbero ricordare a se stessi i motivi per cui vale la pena difendere l’Occidente.

La civiltà occidentale soffre di molte crisi. I nemici interni ed esterni combattono per dividerla e distruggerla. Ma l’Occidente, con la sua cultura, leggi, tradizione e storia, è la più grande civiltà della storia e la fonte di prosperità e di potere dell’Europa e dell’America. Ancora più importante, non può essere dissociato dal cristianesimo, senza il quale l’Europa e l’America come le conosciamo non sarebbero mai esistite.

L’America è sempre stata una nazione generosa, disposta a sacrificarsi per la libertà e la liberazione degli altri. Questo spirito si riflette nelle parole dell’inno del Corpo dei Marines, “Dalle sale di Montezuma alle rive di Tripoli”. Proprio come l’America difese l’Europa dai pirati barbareschi nel diciannovesimo secolo, l’ha salvata in entrambe le guerre mondiali e l’ha difesa durante la guerra fredda, l’America deve ora continuare a difendere la civiltà occidentale dai suoi nemici. Una NATO forte è indispensabile per farlo.

 

Note:

  1. https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/remarks-president-trump-people-poland/
  2. https://www.politico.com/news/2020/06/06/russia-china-alliance-304582
  3. https://www.cfr.org/backgrounder/chinas-massive-belt-and-road-initiative
  4. https://www.forbes.com/sites/niallmccarthy/2019/12/03/nato-summit-the-countries-meeting-the-2-threshold-infographic/#a67b8d51f2c8
  5. https://www.latimes.com/world/europe/la-fg-germany-ailing-military-20180516-story.html
  6. https://www.reuters.com/article/us-germany-election-military-spd/germanys-spd-rejects-nato-2-percent-defense-spending-target-idUSKBN1AM001
  7. https://www.politico.com/news/2020/05/03/germany-trump-american-nuclear-weapons-232850
  8. https://www.pewresearch.org/global/2020/02/09/nato-seen-favorably-across-member-states/
  9. https://www.nytimes.com/2020/07/29/world/europe/us-troops-nato-germany.html
  10. https://www.rand.org/pubs/research_reports/RR1253.html
  11. https://www.cbsnews.com/news/newt-gingrich-trump-would-reconsider-his-obligation-to-nato/

Fonte: tfp.org, 19 Agosto 2020. Traduzione a cura di Fatima Oggi

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

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