Moneta con l’effige della Madre terra coniata dalla Zecca Vaticana

Apprendiamo da ChurchMilitant che la Zecca dello Stato della Città del Vaticano lunedì scorso ha emesso una moneta d’argento da 10 euro raffigurante la “Madre Terra” – un’immagine disegnata per la Giornata Mondiale della Terra dallo scultore e incisore bergamasco Luigi Oldani.
Mentre la Cronaca numismatica [qui] ha interpretato l’icona come Madre Terra, il Vaticano l’ha dipinta come “una madre che porta la Terra, alla quale dobbiamo cura e amore come se fosse una figlia“. La pubblicazione afferma che la moneta simboleggia la fertilità della terra “con lunghe spighe di grano” intrecciate con le trecce della madre ed evoca “un rimando tra passato e futuro che diventa senza tempo, quindi eterno” e sottolinea il significato dell’emissione, coerente con l’enfasi dell’attuale pontificato sull’ “impegno a prendersi cura del pianeta” nell’ottica del “progetto a cui la Chiesa intende offrire il proprio sostegno, un’opera grandiosa e complessa: promuovere un’azione internazionale per garantire a tutti “il futuro, il cibo di cui c’è bisogno – sia in quantità che in qualità. – in modo che l’avanzamento economico sia accompagnato dallo sviluppo sociale, senza il quale non c’è progresso reale”. Continua a stupire come si insista a parlare di istanze materiali la cui gestione armoniosa e feconda non può scaturire che dalla fedeltà al progetto del Padre, rivelato nel Figlio incarnato morto e risorto per noi e presente fino alla fine dei tempi nella Sua Chiesa; ma senza mai farne alcun cenno…
Church Militant, riporta le dichiarazioni dell’editorialista inglese Nick Donnelly, critiche nei confronti del Vaticano per aver ripreso il tema della Pachamama, nonostante l’indignazione dei cattolici sul Sinodo dell’Amazzonia del 2019 [vedi]: “Nel primo anniversario del culto della demoniaca Pachamama, il Vaticano emette una moneta che onora esplicitamente l’idolo della ‘Madre Terra‘!”. Ha aggiunto:
“Questa è una provocazione sacrilega contro Dio. Nella Bibbia è chiaro che l’adorazione della natura incarnata negli idoli femminili è abominevole nei confronti della santità di Dio”, sottolineando: “il categorico ripudio della Sacra Scrittura di antropomorfizzare o divinizzare la terra, specialmente nel contesto del culto del Vicino Oriente antico della divinità della fertilità Baal.
Questo onorare la Pachamama nel mese di ottobre – il mese in cui i cattolici di tutto il mondo dedicano una devozione speciale al Santissimo Rosario – è un insulto alla Beata Vergine Maria. Penitenza, penitenza, penitenza!”
Bergoglio ha difeso l’uso dell’idolo Pachamama nella sua esortazione apostolica Querida Amazonia, spiegando che “Non abbiamo fretta di qualificare come superstizione o paganesimo alcune espressioni religiose che nascono spontaneamente dalla vita della gente. Piuttosto, bisogna saper riconoscere il grano che cresce in mezzo alla zizzania, perché «nella pietà popolare si può cogliere la modalità in cui la fede ricevuta si è incarnata in una cultura e continua a trasmettersi».”. E ha affermato: “È possibile recepire in qualche modo un simbolo indigeno senza necessariamente qualificarlo come idolatrico”, insistendo sul fatto che “Un mito carico di senso spirituale può essere valorizzato e non sempre considerato un errore pagano”.

L’adorazione della Pachamama nei Giardini vaticani (4 ottobre 2019 qui), con prosternazioni precedute da benedizione papale (e successiva accoglienza nella Basilica di San Pietro qui) di quella stessa dea della fertilità alla quale nei tempi arcaici (sino alla Conquista, che ha posto fine a questi abomini) si facevano sacrifici umani e riti orgiastici, configura un atto idolatrico con l’approvazione del Papa, con la sua presenza all’intera cerimonia, e la sua partecipazione attiva, con la benedizione. Violazione formale del Primo Comandamento (Non avrai altro Dio all’infuori di Me). Rinnegamento esplicito del monoteismo, della divina Monotriade. Purtroppo gli eventi idolatrici sinodali, oggetto di ripetute condanne [vedi], non solo hanno lasciato il segno (molto più grave per i suoi effetti preternaturali di quanto appaia a prima vista), ma sono stati seguìti da ulteriori esempi di improntitudine blasfema [qui – qui] nonché da cocenti offese alla Santa Madre del Signore e nostra [qui  qui]. 

Ormai non si tratta più solo di parole e atti ambigui ai quali pensavamo riuscire a far fronte denunciando e mettendo in guardia, anche se siamo sempre rimasti inascoltati; ma il Sinodo amazzonico con annessi e connessi ha dato la stura ad uno tsunami di melma pagana e dunque diabolica. L’idolatria è apertamente sdoganata… E non dimentichiamo l’ulteriore scempio de La Catholica operato dalla Dichiarazione di Abu Dhabi e conseguenze [qui], consolidate da una pletora di iniziative e convegni, stanno radicandosi in maniera ingravescente Urbi et Orbi a partire dalla Sede petrina e tempestivamente raccolte dalle diocesi più progressiste. 

Fonte: Chiesa e Post Concilio, 15 Ottobre 2020

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1 commento su “Moneta con l’effige della Madre terra coniata dalla Zecca Vaticana”

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