Verso una “Repubblica Universale Ecologico-Sanitaria”?

Due ipotesi sul valore della pandemia cinese

Gli ambienti meglio informati e orientati sono divisi sulla causa, sulla portata e soprattutto sul valore attribuibili alla pandemia provocata dal virus cinese (scientificamente chiamato CoViD-19). Al riguardo si confrontano due ipotesi: la prima è inserita in una visione principalmente religiosa, la seconda invece in una visione principalmente economico-politica.

La prima ipotesi sostiene che l’attuale pandemia sia un fenomeno indipendente dalle intenzioni umane, sorto per cause naturali (contagio dall’animale all’uomo) o casuali (incidente di laboratorio), quindi da attribuire principalmente a una causa suprema: “Deus sive Natura”. Ossia, Dio punirebbe l’empietà dell’uomo moderno, colpevole di violare l’ordinamento divino del creato, oppure la Natura punirebbe la violenza della società, colpevole di manipolare e inquinare la natura.

La seconda ipotesi, invece, sostiene che la pandemia sia un fenomeno sorto per intenzionale intervento umano, attribuibile a un complotto ordito da forze (ormai non più tanto) occulte, le quali mirano a costringere le società occidentali, pur di salvare la salute pubblica, a rinunciare alla libertà, alla indipendenza e al benessere, rassegnandosi alla imposizione di una “Repubblica Universale Sanitaria” capace d’instaurare un “nuovo ordine mondiale ecologico”, una “civiltà povera al servizio dei poveri”.

Tuttavia, queste due ipotesi sulla pandemia vigente possono essere compatibili. Il cristiano è ben consapevole che, a governare sia la natura che la storia, non sono le visibili forze rivoluzionarie o le invisibili sette segrete, bensì la divina Provvidenza; per ottenere i propri fini, Essa è capace di servirsi di tutto, comprese quelle forze che Le sono più ostili. Come dice un vecchio proverbio, “l’uomo propone ma Dio dispone”. Dunque, ciò che accade è sempre provvisorio risultato dell’incontro-scontro tra l’umana libertà e la divina onnipotenza rispettosa di questa libertà.

 

Da incidente casuale a occasione sfruttata

È possibile che il CoViD-19 sia casualmente sorto da azzardate sperimentazioni biologiche finalizzate a trovare medicine per curare prevedibili varianti evolutive del virus Sars, e che la sua diffusione pandemica sia stata involontariamente causata da un incidente accaduto nel laboratorio cinese di Wuhan.

È quindi possibile che questa pandemia sia stata permessa dalla divina Provvidenza per due scopi educativi: uno punitivo e uno risanatore. Il primo scopo consiste nel punire l’umanità, facendole subire una conseguenza di quella superbia prometeica che presume di poter manipolare arbitrariamente la materia senza rispettare le leggi imposte dal Creatore alla natura creata. Il secondo scopo consiste nell’offrire all’umanità l’occasione di pentirsi delle proprie colpe, non tanto al fine di “rispettare la natura” violata dalla tecnologia, come chiedono gli ecologisti, quanto al fine di restaurare l’ordine creato violato dall’empietà moderna, come chiedono i cristiani.

Purtroppo, questa provvidenziale occasione di convertirsi a Dio rischia di essere vanificata dal fatto che le autorità ecclesiastiche evitano di evocare soprannaturali punizioni inflitte dal Creatore per averne disprezzato i diritti e violato le leggi; semmai, la Gerarchia sembra disposta a considerare la pandemia come materiale punizione comminata dalla “sacra Natura” per aver violato la propria integrità.

Tuttavia, anche ammettendo che l’attuale pandemia possa aver avuto una origine semplicemente naturale o casuale, ciò non esclude che il suo sviluppo possa essere stato volontariamente favorito e pilotato da forze umane per ottenere un preciso scopo. Anzi, ormai le gravi e generali conseguenze politico-sociali della pandemia fanno legittimamente sospettare che perversi agenti umani stiano cinicamente sfruttando la crisi sanitaria come occasione per alimentare il dilagare di una crisi globale.

Questo sospetto si rafforza, se ricordiamo due fatti.

Anni fa, alcuni influenti progettisti del “nuovo ordine mondiale” (Morin, Serres, Attali, Soros) si augurarono apertamente l’esplosione di un “caos rigeneratore”, ossia di una crisi globale – anche sanitaria, si badi bene! – che fornisse alle forze rivoluzionarie l’occasione propizia per imporre ai popoli refrattari una svolta decisiva verso la nuova “civiltà ecologica planetaria”.

In questi ultimi mesi, alcune tra quelle potenti istituzioni internazionali che dovrebbero combattere la pandemia (ONU, OMS, Unione Europea, World Economic Forum), ne hanno accolto favorevolmente le gravi conseguenze politico-economiche, in quanto esse danno l’occasione per avviare quel “grande reset” che costruisca una Repubblica Universale sulle macerie degli Stati nazionali, della micro-economia e della “classe media”.

Insomma, è lecito pensare che, sebbene nata come causale accidente permesso dalla divina Provvidenza, la pandemia cinese sia diventata occasione volutamente sfruttata dalle forze rivoluzionarie per favorire i loro piani anticristiani.

 

Il regime di paura imposto dal “circo mediatico-sanitario”

Come insegnano sia la storia sacra che quella profana, le grandi svolte delle umane vicende, siano esse fauste o infauste, quasi sempre sono dominate da due agenti decisivi che possono essere incarnati non solo da individui ma anche da fazioni o istituzioni. Il primo agente è il “profeta” che influenza principalmente la vita psicologica e che, se è falso, corrisponde alla figura apocalittica del mostro seduttore delle folle; il secondo agente è il “sovrano” che governa principalmente la vita sociale e che, se è malvagio, corrisponde alla figura apocalittica del mostro tiranno dei popoli (Ap 13-14).

Nell’attuale situazione, il ruolo del falso profeta incaricato di sedurre gli animi sembra essere svolto da un “cerchio magico”, una fazione di (sedicenti) esperti che domina il mondo della comunicazione e della sanità, impegnandosi nel diffondere notizie e nello stimolare decisioni anche estranee al proprio settore di competenza.

Imitando il “circo mediatico-giudiziario” che quasi trent’anni fa soppresse il regime democristiano, questa fazione sta organizzando un “circo mediatico-sanitario” che ha il compito di preparare un clima favorevole a sostituire la classe economico-politica nazionale con quella tecnologica internazionale.

Questa propaganda mediatico-sanitaria ha caratteristiche e funzioni analoghe a quelle della propaganda politica, così descritte da uno studioso dell’attuale crisi democratica: «Il dibattito è uno spettacolo saldamente controllato, condotto da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche della persuasione, e si esercita su un numero ristretto di questioni selezionate da questi gruppi», al fine di ridurre la popolazione a «svolgere un ruolo passivo, perfino apatico, limitandosi a reagire ai segnali che riceve» (Colin Crouch, Post-democrazia, Laterza, Roma-Bari 2003).

I professionisti del “circo mediatico-sanitario” stanno rappresentando sulla pubblica scena un gigantesco spettacolo horror, finalizzato a spargere fra la gente non la prudenza sanitaria ma l’irrazionale paura del contagio, alimentandola artificialmente, selettivamente e “ad orologeria”, secondo le esigenze propagandistiche della tecnocrazia.

Il contagio virale viene sostituito dal contagio della paura, preparando così il popolo ad accettare gravi restrizioni civili, come il famigerato “distanziamento” che – si badi bene – non è sanitario ma “sociale”: restrizioni che altrimenti sarebbero rifiutate con sdegno da cittadini gelosi della propria dignità, prima ancora che della propria libertà.

Le periodiche repliche di quello spettacolo horror alimentano nella gente una morbosa sensibilità che la convince a dover scegliere tra sicurezza sanitaria e libertà civile, ossia a salvare la vita (materiale) rinunciando alle sue condizioni vitali, compresi i rapporti sociali e familiari, e soprattutto rinunciando alle ragioni (spirituali) per vivere, comprese quelle religiose.

 

Il regime tirannico promosso dal globalismo politico-economico

Una volta che il falso profeta del “circo mediatico-sanitario” ha preparato il clima psicologico di paura suscitato da allarmi esagerati e precauzioni sproporzionate, entra in scena il malvagio sovrano per proporre una falsa soluzione della crisi, esigendo poteri straordinari riservati allo “stato di eccezione” e imponendo alla società un regime tirannico mantenuto della paura per l’emergenza continua (cfr. Martha Nussbaum, La monarchia della paura, Il Mulino, Bologna 2020).

In tal modo, il potere vigente impone conseguenze politico-economiche del tutto sproporzionate rispetto alla reale gravità del pericolo e alle reali esigenze della società, ingessata da un “blocco sanitario” che limita scambi economici, mobilità sociale e libertà civili e religiose.

Così, la gente resta sana nelle vie respiratorie ma al prezzo di morire soffocata prima dalla paura e poi dalla miseria generale; come disse sarcasticamente il comico Petrolini sul suo letto di morte, “la cura dei medici mi permetterà di crepare sano”.

Frattanto, però, nella popolazione crescono i dubbi sulla gravità della pandemia e sulla legittimità delle misure imposte Allora la propaganda mediatica e il potere politico affermano che crisi sanitaria e recessione economica sono causate da un degrado ecologico che può essere fermato solo imponendo un “blocco climatico” consistente nel varare «estreme misure di risparmio energetico» che riducano mobilità, produzione e sviluppo della società civile in base alle esigenze del “risanamento ecologico”. Lo ha recentemente prospettato Mariana Mazzuccato, economista consulente del Governo italiano per l’applicazione delle misure europee sulla crisi globale (cfr. Il Tempo, 26-9-2020).

Come si vede, propaganda sanitaria e politica ecologica vengono usate da potenti fazioni e istituzioni per imporre una rivoluzione globale che mira ad abolire quel poco di democrazia che rimane, sospendendone perfino le più elementari garanzie non solo di benessere ma anche di libertà e di civiltà.

Si tratta del “new green european deal”, confermato dal presidente del Parlamento Europeo (Paolo Gentiloni) nel suo discorso di apertura del secondo Festival Nazionale dell’Economia Civile recentemente tenutosi a Firenze (cfr. Avvenire, 26-9-2020).

Insomma, la pandemia viene abilmente sfruttata dalle forze rivoluzionarie al potere come storica occasione per passare dal “regime di necessità” alla “necessità di regime”, al fine d’instaurare non tanto un risanamento sanitario quanto un ridimensionamento economico, una destrutturazione sociale e soprattutto un “cambiamento di paradigma culturale” (anche religioso).

Essi così sperano di affrettare il sorgere di una Repubblica Universale Ecologica, nella quale la salute della “Madre-Terra” diventi il sommo bene e il potere delle lobby ambientaliste diventi la massima autorità.

 

Ambivalenza delle occasioni storiche

Non deve suscitare meraviglia che un incidente casuale, dapprima permesso da Dio per fini buoni, poi possa diventare una occasione volutamente sfruttata dalle forze sovversive per scopi malvagi. Le occasioni decisive possono sempre essere ambivalenti e produrre effetti contrastanti, non solo nella vita interiore dei singoli, ma anche in quella sociale dei popoli.

Bisogna infatti considerare che, durante gli ultimi secoli, la direzione della storia è stata segnata anche da una paradossale costante.

Da una parte, cioè, le forze cristiane hanno sempre meno saputo approfittarsi delle numerose occasioni di rivincita misericordiosamente offerte a loro dalla divina Provvidenza; dall’altra parte, invece, le forze anticristiane hanno sempre più saputo approfittarsi delle occasioni offerte a loro dal diavolo, ad esempio sfruttando abilmente l’imprudenza, la sprovvedutezza e i conseguenti cedimenti dei loro avversari cristiani. Come dice un altro vecchio proverbio, “lo sciocco è il cavallo del diavolo”.

Pertanto, una condizione per la restaurazione della civiltà cristiana consiste, da una parte, nel rinunciare a una visione ingenua e benevola delle forze infere oggi in azione contro la Chiesa, dall’altra, nel ricuperare una visione saggia e fiduciosa delle forze celesti sempre presenti e attive oggi in campo contro quelle infere.

 

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