Il vescovo Athanasius Schneider reagisce ai commenti favorevoli di Papa Francesco sulle unioni civili

La fede cattolica, attraverso la voce del Magistero perenne, il senso della fede dei fedeli (sensus fidelium) così come il buon senso rifiutano chiaramente qualsiasi unione civile di due persone dello stesso sesso, che mira a far sì che esse cerchino reciprocamente il piacere sessuale. Anche se le persone che vivono in tali unioni non dovessero effettivamente cercare il piacere sessuale reciproco – che in realtà si è rivelato del tutto irrealistico – la loro unione costituisce grande scandalo, un riconoscimento pubblico dei peccati di fornicazione innaturale, e un’occasione immediata e continua di peccato. I sostenitori dell’unione civile tra persone dello stesso sesso sono quindi anche colpevoli di creare una sorta di struttura di peccato, cioè la veste giuridica della fornicazione abituale e innaturale, poiché gli atti omosessuali appartengono ai peccati che gridano vendetta al cielo, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica (vedi n. 1867). Coloro che sostengono le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono in definitiva ingiusti e persino crudeli con le persone che vivono in queste situazioni, perché risulteranno confermate nel peccato mortale, rafforzate nella dicotomia psicologica interiore, poiché tali ragioni dicono loro che gli atti omosessuali sono contro la ragione e contro la volontà esplicita di Dio, Creatore e Redentore degli uomini. 
Ogni vero cattolico, ogni vero prete cattolico, ogni vero vescovo cattolico deve, con profonda tristezza e cuore contrito, rammaricarsi e protestare contro il fatto incredibile che Papa Francesco, il romano pontefice, successore dell’apostolo Pietro, vicario di Cristo in terra, doppiato nel film documentario Francesco, uscito il 21 ottobre 2020 nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, abbia espresso il suo sostegno alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Da parte del Papa ciò significa sostegno per una struttura di peccato, per uno stile di vita contrario al sesto comandamento del Decalogo, scritto dalle dita di Dio su tavole di pietra al Monte Sinai (vedi Es. 31:18 ), e consegnato agli uomini dalle mani degli angeli (vedi Galati 3:19). Ciò che Dio ha scritto di propria mano, anche un papa non può cancellarlo o riscriverlo con la sua mano o con la sua lingua. Il Papa non può comportarsi come se fosse Dio, o un’incarnazione di Gesù Cristo, modificando queste parole del Signore: “Avete sentito che è stato detto agli anziani: non commetterete adulterio. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel cuore “(Mt 5, 27-28), per dire, al posto di questo, qualcosa come: “Avete sentito che fu detto: “Non commettere adulterio”, “Se un uomo giace con un uomo come se fosse una donna, entrambi hanno commesso un abominio” (Lev. 20,13),” gli uomini che praticano l’omosessualità non erediteranno il regno di Dio ” (1 Cor. 6,9); “La pratica dell’omosessualità è contraria alla sana dottrina” (1 Tim. 1,10). Ma vi dico che per le persone che provano attrazione per lo stesso sesso, “dobbiamo creare una legge sull’unione civile. In questo modo sono legalmente coperti”. ” 
 
Ogni Pastore della Chiesa, e il Papa più di ogni altro, dovrebbe sempre ricordare agli altri queste gravi parole di Nostro Signore: “Colui quindi che violerà uno di questi piccoli comandamenti e che insegnerà agli uomini a farlo, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli ”(Mt. 5:19). Ogni papa deve prendere molto sul serio quanto proclamato dal Concilio Vaticano I: “Lo Spirito Santo non è stato promesso ai successori di Pietro in modo che, per sua rivelazione, avrebbero fatto conoscere una nuova dottrina, ma in modo che, attraverso la sua assistenza, custodiscano inviolabilmente e mostrino fedelmente la Rivelazione, il Deposito della Fede, consegnato dagli Apostoli ”(Costituzione dogmatica Pastor aeternus , cap. 4).
 
La difesa di un’unione legale in maniera tale che uno stile di vita contrario all’esplicito comando di Dio, alla natura e alla ragione umana sia legalmente coperto, è una nuova dottrina, che “cuce nastri a ogni polso e prepara veli di ogni grandezza per le teste” (Ez. 13:18), una nuova dottrina : “empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio” (Giuda 4), una dottrina ovviamente contraria alla rivelazione divina e all’insegnamento perenne della Chiesa di ogni tempo. Una tale dottrina cospira col peccato, e quindi costituisce un provvedimento estremamente anti-pastorale. Promuovere uno stile di vita legale di peccato va contro il cuore stesso del Vangelo, poiché le persone che si ritrovano in unioni dello stesso sesso, attraverso i loro atti sessuali, offendono seriamente Dio. Nostra Signora di Fatima ha lanciato un materno appello a tutta l’umanità affinché smetta di offendere Dio, che è già troppo offeso.
 
La voce del Magistero, sulla terra, riecheggia fedelmente la voce di Gesù Cristo, Nostro Divino Maestro, Verità Eterna, e la voce della Chiesa e dei Papi di tutti i tempi:
 
  • “La legge civile non può contraddire la retta ragione senza perdere la sua forza vincolante sulla coscienza” (cfr. Giovanni Paolo II, Enciclica Evangelium vitae, 72).
  • “La legislazione favorevole alle unioni omosessuali è contraria alla giusta ragione perché conferisce garanzie legali, simili a quelle dell’istituto matrimoniale, all’unione tra due persone dello stesso sesso. Dati i valori in gioco, lo Stato non può legalizzare queste unioni senza venir meno al dovere di promuovere e tutelare il matrimonio, istituzione essenziale per il bene comune” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni sui progetti di riconoscimento giuridico unioni tra persone omosessuali, n. 6).
  • “Ci si può chiedere come una legge possa essere contraria al bene comune se non impone un particolare tipo di comportamento, ma si accontenta di riconoscere legalmente una realtà di fatto che non sembra arrecare ingiustizia a nessuno. In questo ambito bisogna prima riflettere sulla differenza tra il comportamento omosessuale come fenomeno privato e lo stesso comportamento come rapporto nella società, previsto e approvato dalla legge, al punto che diventa una delle istituzioni della struttura giuridica. Questo secondo fenomeno non solo è più grave, ma esercita anche un’influenza più profonda e diffusa, e porterebbe a cambiamenti nell’intera organizzazione della società, contrari al bene comune. Le leggi civili sono i principi strutturanti della vita umana nella società, nel bene o nel male. “Svolgono un ruolo molto importante e talvolta decisivo nell’influenzare modi di pensare e di comportarsi”. Gli stili di vita e le ipotesi soggiacenti che essi esprimono non solo modellano esteriormente la vita della società, ma tendono anche a modificare la percezione e la valutazione dei comportamenti da parte delle giovani generazioni. Il riconoscimento legale delle unioni omosessuali oscurerebbe alcuni valori morali fondamentali e condurrebbe a una svalutazione dell’istituzione del matrimonio” (ibid.)
  • I rapporti sessuali “sono umani quando e nella misura in cui esprimono e promuovono il mutuo aiuto dei sessi nel matrimonio e rimangono aperti alla trasmissione della vita” (ibid., N. 7)
  • “Mettendo su un pino analogo l’unione omosessuale, il matrimonio o la famiglia, lo Stato agisce arbitrariamente ed entra in contraddizione con i propri doveri” (ibid., N. 8).
  • “Non attribuire lo status sociale e giuridico del matrimonio a forme di vita che non sono e non possono essere matrimoniali non è contro la giustizia. È la stessa giustizia – al contrario -, che lo richiede. (…) Ci sono buone ragioni per affermare che tali unioni sono dannose per il giusto sviluppo della società umana, e che la danneggerebbero nella misura in cui aumentasse il loro impatto effettivo sul tessuto sociale”(ibid., N. 9).
  • “Sarebbe (…) una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il diritto della famiglia, per ottenere beni che potrebbero e dovrebbero essere tutelati con mezzi non dannosi per tutto il corpo sociale” (ibid., N. 9).
  • C’è sempre “il pericolo che una legislazione che faccia dell’omosessualità una base per avere dei diritti possa di fatto incoraggiare una persona con tendenza omosessuale a dichiarare la sua omosessualità o addirittura a cercare un partner allo scopo di sfruttare le disposizioni della legge.” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Osservazioni sulle proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali, 24 luglio 1992, n. 14).
 
Tutti i cattolici – siano essi fedeli laici: bambini piccoli, giovani uomini e giovani donne, padri e madri di famiglia, o siano persone consacrate: suore di clausura, sacerdoti e vescovi – che inviolabilmente custodiscono e “lottano per la fede trasmessa una volta per tutte ai santi”(Giuda 3), e che per questo sono disprezzati ed emarginati, respinti ai margini della vita della Chiesa nel nostro tempo, piangano e gridino a Dio in modo che, per la potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, che ha detto a Fatima che bisogna smetterla di offendere Dio, che è già troppo offeso, Papa Francesco possa convertirsi e ritirare formalmente la sua approvazione delle unioni civili dello stesso sesso, per confermare i suoi fratelli, come il Signore gli ha comandato (vedi Luca 22:32).
 
Tutti questi piccoli nella Chiesa (bambini, giovani, giovani donne, padri e madri di famiglia, monache di clausura, sacerdoti, vescovi) direbbero sicuramente a Papa Francesco: Santissimo Padre, per la salvezza della sua anima immortale, per le anime di tutti coloro che con la sua approvazione delle unioni dello stesso sesso offendono gravemente Dio con i loro atti sessuali e mettono le loro anime in pericolo di perdersi per l’eternità, si convertita, ritiri la sua approvazione e proclami con tutti i suoi predecessori questo insegnamento immutabile della Chiesa:
“La Chiesa insegna che il rispetto per le persone omosessuali non può in alcun modo portare all’approvazione del comportamento omosessuale o al riconoscimento legale delle unioni omosessuali” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Osservazioni sulle proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali, n. 11)
“Riconoscere legalmente le unioni dello stesso sesso o equipararle al matrimonio, significherebbe non solo approvare comportamenti devianti, e di conseguenza farne un modello nella società odierna, ma anche mascherare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori per il bene degli uomini e di tutta la società ”(ibid., N. 11)
A causa dell’incredibile approvazione delle unioni omosessuali da parte del Papa, tutti i veri figli della Chiesa si sentono orfani, non sentendo più la voce chiara e inequivocabile del Papa, che dovrebbe custodire inviolabilmente ed esporre fedelmente la Rivelazione, il deposito della fede, consegnato dagli Apostoli.
 
I veri bambini della Chiesa dei nostri giorni potrebbero usare queste parole del Salmo 137, dicendo: “Presso i fiumi di Babilonia ci siamo seduti e abbiamo pianto, ricordando Sion, ricordando il luminoso e cristallino insegnamento dei papi, della nostra Santa Madre Chiesa. Eppure crediamo fermamente nelle parole di Nostro Signore: che le porte dell’inferno non prevarranno contro la sua Chiesa. Il Signore verrà, anche se arriva tardi, solo alla quarta vigilia della notte, per calmare la tempesta all’interno della Chiesa, per calmare la tempesta all’interno del papato del nostro tempo, e dirà: “Abbiate coraggio, sono io. Non abbiate paura. Uomini di poca fede, perché avete dubitato? E quando salirono sulla barca, il vento cessò” (Mt. 14:27; 32-33). Nostro Signore dirà anche a Papa Francesco: “A che serve all’uomo guadagnare il mondo intero se perde l’anima? o cosa darà l’uomo in cambio della sua anima? Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli, e poi renderà a ciascuno secondo le sue opere” (Mt. 16, 26-27); e Nostro Signore dirà anche a Papa Francesco: “Ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli.” (Luca 22:32)
 
22 ottobre 2020
+ Athanasius Schneider,
Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Santa Maria ad Astana
 
 
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Fonte: Chiesa e post Concilio, 24 Ottobre 2020

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