IN DUBIO PRO DEO

Non conosco l’esatta formulazione dell’ambigua affermazione dell’intervista. Ma l’effetto è fatale.

I fedeli cattolici sono irritati, i nemici della Chiesa si sentono confermati dal Vicario di Cristo, di cui rifiutano la filiazione in Dio. Invece di usare gli argomenti teologici e filosofici della ragione, fanno appello ai sentimenti, dimostrando così la razionalità della fede con il sentimentalismo.

Ma la fede non dipende da una scelta politica tra destra o sinistra o da una posizione ideologica tra conservatorismo o progressismo, ma solo dalla verità per cui Dio stesso si trova nella sua essenza e nella parola della sua rivelazione storica.

Il cristiano crede in Dio come prima verità e riconosce il Papa e i vescovi come successori di Pietro e degli altri apostoli.

La lealtà al Papa è qualcosa di diverso dalla papolatria, simile al principio secondo cui il leader o il partito hanno sempre ragione.

Quando sorgono contrasti tra l’ovvia Parola di Dio e l’interpretazione infallibile da una parte e le opinioni private anche delle massime autorità ecclesiastiche dall’altra, vale sempre il principio: in dubio pro DEO.

Il Magistero è al servizio della parola di Dio e non è mai al di sopra della Rivelazione. Questa è, in ogni caso, l’insegnamento della Chiesa sul rapporto tra la rivelazione di Dio in Cristo e l’autorità magisteriale ad essa subordinata.

Questa affermazione (del Papa, ndr) è espressione di un’opinione puramente privata, che ogni cattolico può e deve contraddire liberamente.

John Henry Newman (1801-1890), il famoso cardinale e uno dei più grandi maestri della Chiesa dei tempi moderni, ha detto che peggio della corruzione finanziaria nelle organizzazioni della Chiesa e della corruzione morale del clero e dei leader laici è la corruzione in materia di dottrina rivelata. Questa era ed è la fonte di tutti gli abusi e gli scandali nella storia della Chiesa.

Qual è la franchezza ecclesiastica o la libertà di un cristiano? Tra il Papa e i vescovi, soprattutto i cardinali di Santa Romana Chiesa, esiste lo stesso analogo rapporto che c’è tra Pietro e gli altri apostoli. Paolo affrontò Pietro perché questi aveva deviato dalla «verità del Vangelo» (Gal 2, 14) con comportamenti e parole ambigui. Girolamo, Agostino e Tommaso d’Aquino, nella loro interpretazione della Lettera ai Galati, si schierano con Paolo sul contenuto e lodano Pietro per la sua umiltà nel lasciarsi rimproverare da lui.

Nella Chiesa cattolica – con riferimento alla complementarietà dei sessi, del matrimonio e della famiglia – la parola di Dio, in relazione ai farisei di allora e di adesso, è valida nella sua interpretazione definitiva nella persona e nella missione di Cristo suo Figlio: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?» (Mt 19, 4).

Non esiste un diritto al matrimonio e alla famiglia a meno che un uomo e una donna, secondo la loro natura creata da Dio, dicano liberamente in coscienza e agli occhi di Dio: Solo tu e per sempre – finché morte non ci separi. Al di fuori del matrimonio legittimo, secondo la volontà di Dio, ogni unione sessuale è oggettivamente un peccato grave, indipendentemente dalla colpa soggettiva che solo Dio conosce e nel cui perdono possiamo sempre confidare in ogni momento.

E però non dobbiamo peccare con leggerezza a causa della misericordia di Dio, ma sentirci giustificati dal Suo giudizio misericordioso anziché vederci confermati in un atto peccaminoso dall’applauso dei contemporanei scristianizzati.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica fa una netta distinzione tra cura pastorale e attenzione personale alle persone con una tendenza omosessuale e la valutazione oggettiva degli atti omosessuali o anche eterosessuali al di fuori del matrimonio che sono contrari al comandamento di Dio. «Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato» (1Gv 2, 6).

L’osservanza dei comandamenti di Dio sono un’espressione di amore verso di Lui e il riconoscimento del loro effetto curativo sull’uomo. Invece di incontrarsi con persone che si sentono confermate da lui nel loro atteggiamento e nel loro pensiero sbagliato e che si mostrano al mondo con una foto del Papa, il Papa dovrebbe studiare il libro di Daniel Mattson e invitarlo a una conversazione. È un americano che ha trovato la sua via d’uscita dalla promiscuità sessuale indegna in una vita di astinenza nella «libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8, 21).

Gerhard Müller, cardinale Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede

Fonte: InfoCatolica, 23 ottobre 2020. Pubblicato originalmente su Kath.net. Traduzione a cura di Fatima Oggi.

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