Economista del Vaticano? Jeffrey Sachs difende contraccezione e “giustizia riproduttiva”

L’evento “America Latina: Chiesa, Papa Francesco e scenari della pandemia”, promosso dalla Pontificia Commissione per l’America Latina, il CELAM e la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, venerdì scorso ha avuto come uno dei suoi principali oratori l’economista Jeffrey Sachs, che ha anche partecipato all’evento “L’Economia di Francesco”, nonostante difenda iniziative dell’ONU per il controllo della popolazione che includono la contraccezione e l’accesso universale all’aborto.

Nella sua partecipazione all’evento odierno, dove si è evidenziato che il quotidiano statunitense The New York Times lo ha definito “l’economista più importante del mondo”, Sachs ha spiegato che attualmente vi sono tre grandi difetti nel sistema politico, sociale ed economico globale.

“Il primo è che nonostante viviamo in un mondo di ricchezza, vi è una povertà persistente e una disuguaglianza di massa. Non abbiamo inclusione sociale”, ha detto Sachs, che è direttore del Centro di Sviluppo Sostenibile della Columbia University (New York), nel suo intervento “Scenario futuro, economia e sviluppo”.

Il secondo difetto ha a che fare con il “sistema economico che sta distruggendo la natura in molti modi attraverso il cambiamento climatico, degli habitat e della biodiversità, con l’inquinamento massiccio e l’irruzione nelle riserve animali, il che sta dando origine a malattie quali il COVID-19”.

“La terza area è la pace. Stiamo in un mondo in conflitto. Papa Francesco ha affermato che già viviamo in un mondo in guerra, perché vi sono molti conflitti e tensioni a livello mondiale.

Davanti a ciò, ha spiegato, “vogliamo un mondo che sia di prosperità, giustizia sociale, sostenibilità ambientale e pace. Questa è la nostra speranza condivisa per il futuro”.

Sachs ha anche messo in evidenza il contributo del Santo Padre con le sue encicliche Laudato si e la più recente, Fratelli tutti, scritte dal “nostro più grande leader morale che ci dà le indicazioni” per costruire un mondo migliore.

L’economista ha fatto riferimento anche al presidente Donald Trump e ha dichiarato che “gli Stati Uniti stanno facendo il loro lavoro per disfarsi di un leader psicopatico. Tanto psicopatico che sta cercando in tutti i modi di ribaltare i risultati elettorali”. “Sta tentando un golpe davanti ai nostri occhi, ma non avrà successo”, ha aggiunto.

Sachs ha anche criticato il ruolo di altri “leader populisti” come Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, e Andrés Manuel López Obrador, presidente del Messico, che hanno “voltato le spalle alla loro responsabilità” e lasciato la gente “vulnerabile davanti alla malattia”.

Nel suo intervento di ieri a “The Economy of Francesco”, Sachs ha affermato che “la rete di sviluppo sostenibile dell’Onu che dirigo prepara diversi indici per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile, per la felicità”.

“Abbiamo molti indici e indicatori sul benessere dei bambini che possono aiutare , gli indicatori possono fornirci informazione reale su quel che possono fare i governi e quanti stabiliscono le politiche”, ha detto l’economista nel panel “Perfezionando l’allegria: Tre proposte per far fiorire la vita”.

Ma chi è Jeffrey Sachs e perché partecipa ad eventi del Vaticano?

Sachs, economista statunitense, professore della Ivy League e consigliere dell’ONU, negli ultimi anni è stato un assiduo frequentatore degli eventi del Vaticano sulle scienze sociali. Ha partecipato ad almeno sei conferenze organizzate dalla Santa Sede tra il 2019 e il 2020, nelle quali ha parlato di educazione, economia, salute ed etica.

Ha anche preso parte al Sinodo per l’Amazzonia tenutosi in Vaticano nell’ottobre 2019, dove ha parlato del “grave pericolo della devastazione ambientale dell’Amazzonia, della sua deforestazione e dei grandi incendi forestali”, secondo quanto ha dichiarato all’inizio di quest’anno alla CNA, agenzia in inglese del Gruppo ACI.

Sachs è stato per anni un difensore della riduzione del tasso di fertilità dei paesi in via di sviluppo attraverso la contraccezione, in contrasto quindi con l’insegnamento della Chiesa, specialmente riguardo al dibattito globale sullo sviluppo e la responsabilità ambientale.

A febbraio la CNA ha chiesto al vescovo argentino Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, la ragione per cui l’accademia da lui diretta ospita con frequenza Sachs ai suoi eventi. “Perché integra il magistero della Chiesa e di Papa Francesco sull’economia, ponendo al centro la persona umana e il bene comune” ha risposto il prelato.

Sachs ha scritto che una “chiave per lo sviluppo sostenibile” è la “stabilizzazione della popolazione globale”, attraverso “la riduzione del tasso di fertilità”.

“La riduzione dei tassi di fertilità deve essere incoraggiata anche nei paesi più poveri. Le riduzioni rapide e integrali della fertilità sono state raggiunte e possono ottenersi nei paesi più poveri. Il successo di queste misure dipende dal tenere le bambine a scuola, dall’assicurarsi che i bambini sopravvivano e dall’assicurare l’accesso alla moderna pianificazione familiare ed ai contraccettivi”, ha scritto nel 2011 Sachs sul CNN.

Interrogato circa questa dichiarazione di Sachs e sulla preoccupazione di alcuni cattolici al riguardo, Mons. Sánchez Sorondo ha indicato che l’economista lo ha affermato nel 2011. “Adesso è cambiato”, ha precisato il vescovo argentino.

Tuttavia, nell’ottobre 2019, Sachs ha nuovamente parlato sull’obiettivo di “ridurre i tassi di fertilità”. “Educare le bambine, abbassare i tassi di fertilità, introdurre le donne nel mondo del lavoro. Questo accade in ogni paese, in ogni religione”, ha detto Sachs alla Reuters.

L’economista non ha nemmeno preso le distanze da quel che scrisse in un articolo del 2006, “Fertilità più bassa: un saggio investimento”, pubblicato sulla rivista Scientific American, dove disse che “ridurre i tassi di fertilità nei paesi più poveri sarebbe anche uno degli investimenti più intelligenti che i paesi ricchi possono fare oggi per il loro benessere futuro”.

A febbraio, la CNA ha domandato a Sachs come concilia la sua difesa della riduzione dei tassi di fertilità e la contraccezione con l’ “ecologia umana integrale” di Papa Francesco e se crede sia corretto che le persone nel mondo sviluppato definiscano lo stile di vita di quanti vivono nei paesi in via di sviluppo.

Sachs ha risposto di trovarsi d’accordo con “il sostegno di Papa Francesco alla ‘paternità responsabile’ così come enunciato anche da papa San Paolo VI. Tale concetto significa che le famiglie, ovvero i padri e le madri, devono prendere insieme una decisione razionale sui figli basandosi sulle circostanze e concentrandosi nell’assicurar loro la crescita”.

“L’accesso all’aborto è decisione di ciascuna nazione. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’agenda 2030 (una lista di 17 obiettivi globali da raggiungere fino al 2030) non menzionano né promuovono l’aborto, ha detto Sachs alla CNA.

Tuttavia, la meta 5.6. segnala che si deve “garantire l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e i diritti riproduttivi”, un eufemismo per riferirsi agli anticoncezionali e all’aborto.

Alla CNA Sachs ha anche affermato che “non sapeva” che la Santa Sede ha deciso di non partecipare al vertice di Nairobi convocato dal Fondo per la Popolazione dell’ONU nel novembre 2019.

In quell’occasione, la Santa Sede si è rammaricata del fatto che il vertice di fosse concentrato su alcuni temi controversi come “i diritti sessuali e riproduttivi” e “l’educazione alla sessualità inclusiva”, che prevede la promozione dell’ideologia gender e dello stile di vita omosessuale.

A inizio anno Jeffrey Sachs ha detto alla CNA che usa il suo ruolo di mentore per “enfatizzare la grande bellezza e la saggezza dell’insegnamento ufficiale della Chiesa, degli insegnamenti e azioni di San Francesco per guidarci verso lo sviluppo integrale che cerchiamo”.

Fonte: ACI Prensa, 20 Novembre 2020. Traduzione a cura di Fatima Oggi.

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