Vai al contenuto

Card. Burke: Le forze del male usano il Covid per imporre il Great Reset al mondo

Omelia del cardinale Raymond Leo Burke, tenuta sabato scorso presso il Santuario Nostra Signora di Guadalupe. Incentrata sulla situazione generata dal Covid 19, negli Stati Uniti e nel mondo, illustrando l’uso perverso della crisi e l’inefficacia dell’autorità ecclesiastica nel rispondere a questa sfida.

Sia lodato Gesù Cristo!

Veniamo da Nostra Signora di Guadalupe nel giorno della sua festa con i nostri cuori turbati e appesantiti. La nostra nazione sta attraversando una crisi che minaccia il suo stesso futuro di libertà e democrazia. La diffusione mondiale del materialismo marxista, che ha già portato distruzione e morte nelle vite di così tanti e che ha minacciato le fondamenta della nostra nazione per decenni, sembra ora prendere il potere di governo su di essa. Per ottenere guadagni economici, come nazione ci siamo permessi di diventare dipendenti dal Partito Comunista Cinese, un’ideologia totalmente opposta alle basi cristiane su cui le famiglie e la nostra nazione rimangono al sicuro e prosperano. Parlo degli Stati Uniti, ma evidentemente molte altre nazioni sono alle prese con una simile crisi oltremodo allarmante.

Poi, c’è questo misterioso virus di Wuhan sulla cui natura e prevenzione i mass media ci danno quotidianamente informazioni contrastanti. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che è stato utilizzato da alcune forze, nemiche delle famiglie e della libertà degli Stati, per portare avanti il ​​loro iniquo programma. Queste forze ci dicono che ora siamo soggetti al cosiddetto “Great Reset”, alla “Nuova Normalità”, che ci vengono dettati dalla loro manipolazione dei cittadini e delle nazioni attraverso l’ignoranza e la paura. Ora, dovremmo trovare in una malattia e nella sua prevenzione la via per comprendere e dirigere la nostra vita, piuttosto che in Dio e nel Suo piano per la nostra salvezza. La risposta di molti vescovi e sacerdoti e di molti fedeli ha manifestato una dolorosa mancanza di una sana catechesi. Sono così tanti nella Chiesa quelli che sembrano non capire come Cristo continui la sua opera salvifica in tempi di peste e altri disastri.

Inoltre, la nostra santa Madre Chiesa, la sposa immacolata di Cristo, in cui Cristo è sempre all’opera per la nostra salvezza eterna, è assalita da notizie di corruzione morale, specialmente in materia di Sesto e Settimo Comandamento, che sembrano aumentare ogni giorno. Nella nostra nazione, i rapporti su Theodore McCarrick hanno giustamente tentato molti devoti cattolici a questionare i pastori che, secondo il piano di Cristo per la Chiesa, devono essere le loro guide sicure insegnando loro le verità della fede, guidandoli nella adeguata adorazione di Dio e nella preghiera a Lui, per mezzo della disciplina perenne della Chiesa.

Troppo spesso i fedeli non ricevono nulla in risposta o ricevono una risposta che non è fondata sulle immutabili verità riguardanti la fede e la morale. Ricevono risposte che non sembrano provenire da pastori, ma da manager secolari. La confusione riguardo ciò che la Chiesa veramente insegna e chiede da noi, in conformità con il suo insegnamento, genera divisioni sempre più grandi all’interno del Corpo di Cristo. Tutto ciò paralizza la Chiesa nella sua missione di testimonianza della verità divina e dell’amore divino in un momento in cui mai il mondo ha avuto tanto bisogno della Chiesa come di un faro. Nell’incontro con il mondo, la Chiesa vuole falsamente adattarsi al mondo, invece di chiamarlo alla conversione in obbedienza alla legge divina scritta nel cuore di ogni uomo e rivelata nella sua pienezza nell’incarnazione redentrice di Dio Figlio.

Questi gravi problemi, ovviamente, rappresentano una sfida formidabile per la nostra vita cristiana quotidiana. L’impatto nel mondo e nella Chiesa della crisi è profondo per tutti noi. Molti stanno sopportando la sofferenza più dolorosa, fisica, emotiva e spirituale, che una tale situazione necessariamente causa. In un momento in cui abbiamo più bisogno di essere vicini gli uni agli altri nell’amore cristiano, le forze mondane vorrebbero isolarci e farci credere che siamo soli e dipendenti da potenze secolari che ci renderebbero schiavi del loro programma senza Dio e assassino.

Ma non siamo soli. Fiduciosi, portiamo i nostri cuori appesantiti davanti alla Vergine Madre di Dio, nostra Madre nella Chiesa. Ella ci attira al suo Cuore Immacolato e a Lei veniamo in pellegrinaggio, nella solennità di Nostra Signora di Guadalupe. Ella ci parla come parlò a San Juan Diego, quando anche lui sembrava abbattuto a causa della malattia mortale dello zio Juan Bernardino, con cui viveva e di cui si prendeva cura, e a causa della grande sfida di portare  il ​​grande compito che la Madonna gli stava affidando. Alle sue espressioni di impotenza e impossibilità, la Madonna rispose:

Non sono qui, io che ho l’onore di essere tua madre? Non sei nella mia ombra e sotto la mia protezione? Non sono io la fonte della tua gioia? Non sei nel cavo del mio mantello, nell’incrocio delle mie braccia?[1]

Lei ci dice queste stesse parole oggi.

Maria Immacolata è la donna vestita di sole il cui figlio fu destinato a salvare il mondo dal potere del Maligno. Ella ci manifesta la verità, di cui il Libro dell’Apocalisse attesta che, alla nascita del suo Figlio divino, Egli “fu rapito verso Dio e verso il Suo trono”[2]. Ci assicura che Dio Padre ha davvero adempiuto, mediante l’Incarnazione Redentrice di Dio Figlio, la Sua promessa di salvezza eterna, quella promessa rinnovata attraverso le parole del profeta Zaccaria: “Ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te, oracolo del Signore“”[3].

Uniamo i nostri cuori appesantiti al Cuore Immacolato della Madre di Dio e Madre nostra, che l’Arcangelo Gabriele ha giustamente chiamato “piena di grazia”[4]. In mezzo a tanti mali, la Vergine Madre di Dio riceve i nostri cuori e li porta alla fonte della loro guarigione e forza, il Sacro Cuore di Gesù, Dio e uomo, Figlio di Dio e Figlio suo. Ella ci conduce ad elevare i nostri cuori al glorioso Cuore trafitto di Gesù, il solo in cui troviamo la salvezza.

È proprio per momenti così difficili come questi che la Madonna ha desiderato che qui fosse costruita la sua casa, nella quale attira innumerevoli anime a suo Figlio, il nostro Salvatore, con le parole: “Fate quello che vi dirà”[5]. Il suo santuario qui si erge come un faro che ci attira alla salvezza eterna. È l’immagine della nostra chiamata, della chiamata della Chiesa universale, ad essere un faro che riflette brillantemente la luce della verità divina e dell’amore nel mondo, riflettendo la realtà di Cristo seduto nella gloria alla destra del Padre e, allo stesso tempo, dimorando con noi nella Chiesa.

Sì, i nostri cuori sono comprensibilmente appesantiti, ma Cristo, per l’intercessione della sua Vergine Madre, eleva i nostri cuori al Suo, rinnovando la nostra fiducia in Colui che ci ha promesso la salvezza eterna nella Chiesa. Egli non sarà mai infedele alle Sue promesse. Non ci abbandonerà mai. Non lasciamoci ingannare dalle forze del mondo e dai falsi profeti. Non abbandoniamo Cristo e cerchiamo la nostra salvezza in luoghi dove non sarà mai trovata. Non dimentichiamo mai le parole con cui la Madonna si è identificata nella sua prima apparizione a San Juan Diego:

Sappi, sappi di sicuro figlio mio più piccolo, che per davvero io sono la sempre perfetta Santa Vergine Maria, che ho l’onore di essere la Madre dell’unico verissimo Dio per cui viviamo, il Creatore delle persone, il Padrone di ciò che ci circonda e dell’immediato, il Signore dei Cieli, il Signore della Terra.

Desidero tanto, proprio tanto, che costruiscano qui la mia sacra casetta, in cui Lo mostrerò, Lo esalterò mettendolo in risalto, Lo darò a tutte le persone con tutto il mio amore personale, Lui che è il mio sguardo compassionevole, Lui che è il mio aiuto, Lui che è la mia salvezza[6].

Possa il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe essere qui sempre un degno strumento mediante il quale il Cuore Immacolato di Maria attira a sé i cuori e li porta al glorioso Cuore trafitto di Gesù, l’unica fonte di guarigione e forza in questa vita e verso la vita eterna.

Prima della benedizione finale, avremo l’ammissione di Paggetti e l’investitura a Cavalieri dell’Altare di Nostra Signora, ragazzi e giovani adulti che servono Nostro Signore durante la Sacra Liturgia in questa chiesa. Preghiamo, invocando l’intercessione di Nostra Signora e di San Juan Diego, che Nicholas Kotnour, Michael Row e Thomas Wilson, che devono essere ammessi come Paggetti, perseverino nella loro preparazione per diventare Cavalieri dell’Altare di Nostra Signora, e che Ian Peratt e Charlie Ilfrey, che devono essere investiti cavalieri, siano sempre fedeli all’alta missione che hanno accettato. Possa la santità del loro servizio a Nostro Signore all’altare, sotto la guida e la protezione della Madonna, riflettersi in ogni aspetto della loro vita quotidiana.

Sotto il manto amorevole del Cuore Immacolato di Nostra Signora di Guadalupe, eleviamo ora i nostri cuori appesantiti al glorioso Cuore trafitto di Gesù. Con la fiducia che la promessa di salvezza di Nostro Signore per noi sarà adempiuta, diamo  il nostro cuore totalmente a Lui nella Sua santa Chiesa. Confidiamo che nel suo Cuore troveremo la saggezza e la forza per vivere questi tempi difficili con lo sguardo fisso su di Lui e sulla salvezza che, attraverso la Divina Maternità della Vergine Maria, Egli ci porta nel mondo.

Cuore di Gesù, salvezza di chi confida in Te, abbi pietà di noi.

Nostra Signora di Guadalupe, Madre d’America e Stella della Nuova Evangelizzazione, prega per noi.

San Giuseppe, protettore della santa Chiesa, prega per noi.

San Juan Diego, prega per noi.

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Raymond Leo Cardinal BURKE

 

 

Note

[1] “¿No estoy yo aquí, yo, que tengo el honor de ser tu madre? ¿No estás bajo mi sombra y resguardo? ¿No soy yo la fuente de tu alegría? ¿No estás en el hueco de mi manto, en el cruce de mis brazos?” “El Nican Mopohua,” tr. Instituto Superior de Estudios Guadalupanos, in Carl A. Anderson y Eduardo Chávez, Nuestra Señora de Guadalupe. Madre de la civilización del amor (México, D.F.: Random House Mondadori, S.A. de C.V., 2010), p. 220, n. 119. [Nican Mopohua]. English translation: “The Nican Mopohua,” in Carl A. Anderson and Eduardo Chávez, Our Lady of Guadalupe: Mother of the Civilization of Love (New York: Doubleday, 2009), p. 179, no. 119. [Nican Mopohua Eng].

[2] Ap 12, 5.

[3] Zc 2, 14.

[4] Lc 1, 28.

[5] Gv 2, 5.

[6] “Sábelo, ten por cierto, hijo mío, el más pequeño, que yo soy en verdad la perfecta siempre Virgen Santa María, que tengo el honor de ser Madre del verdaderísimo Dios por quien se vive, el Creador de las personas, el Dueño de la cercanía y de la inmediación, el Dueño del cielo, el Dueño de la tierra. Mucho quiero, mucho deseo, que aquí me levanten mi casita sagrada, en donde lo mostraré, lo ensalzaré al ponerlo de manifiesto, lo entregaré a las gentes en todo mi amor personal, a Él que es mi mirada compasiva, a Él que es mi auxilio, a Él que es mi salvación.” Nican Mopohua, p. 214, nn. 26-28. English translation:  Nican Mopohua Eng, p. 173, nos. 26-28.

Newsletter

Archivi

Post Recente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.