Il tramonto della democrazia

I recenti fatti degli Stati Uniti sono senza alcun dubbio tra i più importanti degli ultimi decenni. E non mi riferisco alle accuse di frode nelle ultime elezioni presidenziali, né ai gravi conflitti che tale fatto produrrà nei prossimi quattro anni di governo.      

È molto più importante ciò che sta accadendo riguardo alla perdita della libertà di espressione, all’imposizione o al rifiuto di alcune idee politiche e alla proibizione totalitaria di determinate forme di pensiero. Per la prima volta si manifesta pubblicamente un potere occulto e misterioso, che ora è il padrone delle comunicazioni globali, che ci vuole imporre in forma autoritaria quel che possiamo o non possiamo esprimere pubblicamente.

Si tratta delle cosiddette reti sociali, che si sono proclamate come “la voce di chi non ha voce”, in aperta ribellione contro i grandi mezzi di comunicazione. In tutto il mondo la TV, i giornali e le grandi emittenti radio sono diventati strumenti per la divulgazione di indicibili falsità, o si sono posti al servizio delle peggiori cause politiche per denaro. Ebbene, negli ultimi anni le reti sociali si sono alzate contro i grandi mezzi e li hanno privati del potere assoluto che esercitavano, poiché con esse ciascuno può divulgare le proprie analisi e notizie, mostrando al mondo realtà silenziate o distorte dal monopolio dei grandi mezzi.

Le reti sociali e la loro grande influenza mondiale

Il potere e l’influenza che le reti sociali hanno raggiunto le hanno trasformate in un vero gigante dell’informazione, inclusi i server di internet che permettono loro di funzionare, in modo tale che sono passate ad influenzare la vita quotidiana di miliardi di persone in tutto il mondo. Di conseguenza, i loro proprietari sono entrati nel selezionato e ridotto gruppo delle persone più potenti, influenti e ricche del pianeta. 

Come c’era da aspettarsi, in un dato momento questo potere doveva manifestarsi. Infatti, a cosa serve il potere, se non per comandare? E allora, in mezzo all’attuale conflitto nordamericano, il presidente degli Stati Uniti, considerato l’uomo più potente del pianeta, è stato messo in ginocchio da questi misteriosi personaggi. Adesso sono loro a decidere quel che la gente deve pensare, sono loro a imporre le idee che si devono divulgare, censurando implacabilmente chi si azzarda a contraddirli. Così sono stati chiusi gli account personali di Twitter, Snapchat e Facebook del presidente Trump, insieme al suo canale YouTube, e tutti gli altri canali di comunicazione del presidente degli Stati Uniti. E anche gli account ufficiali della presidenza USA.

Questi fatti dovrebbero essere un gravissimo campanello di allarme

Se hanno fatto questo con il presidente Trump, allora cosa potranno mai fare con ciascuno di noi? Si è creato un Moloch che manipola, dirige e stabilisce a suo piacimento le regole del funzionamento di questi mezzi, e adesso questo mostro ci impone cosa possiamo comunicare attraverso di essi. Se non obbediamo alle sue direttive e insistiamo nel pensare in modo indipendente, allora ci fa sparire senza diritto ad alcuna replica. E, ciò che è ancora più grave, tale Moloch scaglia fulmini e saette contro i suoi critici, scatenando contro di loro tutte le persecuzioni del potere politico e giudiziale, i suoi più recenti e pericolosi alleati.

Questo è il cammino oscuro, pieno di perplessità e apprensioni, verso cui ci conduce questo enigmatico XXI secolo. Paradossalmente, a ciò vanno aggiunte le conseguenze della pandemia cinese del coronavirus che ha preso possesso del mondo, poiché davanti al terrore del contagio, della malattia  e della morte, il mondo sta rinunciano poco a poco alle sue libertà più preziose.

Si è posto fine ai viaggi, alle feste, ai ristoranti e ai bar. Tutti gli sport sono rimasti senza pubblico, così come i grandi concerti e le manifestazioni culturali.  Ci viene imposto di restare in casa a si arriva a proibirci persino di vedere familiari e amici. Le imprese falliscono, i posti di lavoro si riducono, la gente comune è in stato di estrema necessità, e il potere dei governanti è ogni volta più arbitrario e dittatoriale. Alla fine, l’indomita libertà che era l’essenza del mondo contemporaneo è piegata, e tutti finiscono per obbedire e rispettare le misure imposte.  

Il nome che diamo a tale gigantesca trasformazione psicologica e psico-politica poco importa. Potremmo chiamarlo Nuovo Ordine Mondiale, Gran Reset, Ingegneria sociale, Deep State, o in qualsiasi altro modo, ma è senza dubbio evidente che il mondo così come lo hanno conosciuto le generazioni adulte non tornerà mai ad essere lo stesso. E, sempre con assoluta certezza, considerando l’invasione prodotta da tali poteri occulti che ora appaiono con maggior forza e determinazione, la società avanza vertiginosamente verso la perdita delle libertà.

La pandemia e i padroni delle reti sociali minacciano la libertà

Quando scriviamo un messaggio sulle reti, questo potere occulto ci legge; se parliamo al telefono, ci ascolta; quando usciamo per strada, ci filma, se viaggiamo, sa perfettamente dove andiamo; se guardiamo la TV, ci monitora per conoscere le nostre preferenze; se ci connettiamo a internet, sa quali cose ci interessano. Sebbene questo non sia nulla di nuovo, in quanto si verifica da alcuni anni, la grande novità è che adesso si comincia a perseguitare chi non è in comunione con il nuovo sistema che si vuole imporre al mondo.

La conseguenza di quanto stiamo vivendo è che il mondo funzionerà così, e allora a che serve la democrazia? Questo sistema di governo si sta già corrodendo per il più assoluto discredito, a causa dei livelli di corruzione ai quali sono arrivati i suoi più eminenti e riconosciuti rappresentanti. Questi, le élite decadenti della classe politica, sono le persone più disprezzate in quasi tutti i paesi ed è ogni volta minore la loro credibilità. Senza dubbio, ciò che sembrerebbe essere una delle più grandi trasformazioni della nostra epoca, è il tramonto della democrazia. E con ciò sorgerà una nuova e sofisticata forma di totalitarismo, che avrà la tecnologia e il controllo delle reti sociali come principale strumento di sottomissione.

Traduzione a cura di Fatima Oggi

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