L’oscurità in arrivo: punizione e purificazione

“Credo che siamo in un altro periodo di castigo. Per quanto spiacevole possa suonarci la parola, è un momento di punizione per i nostri peccati e fallimenti, come società e come individui”.

12 gennaio 2021 (LifeSiteNews) – Le letture della Scrittura dello scorso fine settimana presentavano alcuni paralleli interessanti con la situazione in cui troviamo proprio ora il nostro paese.

La prima (Isaia 55) è il risultato dell’esilio babilonese, un periodo di castigo per i figli di Israele, in cui il profeta grida: “… rivolgiti al Signore che avrà misericordia e al nostro Dio che largamente perdona”.

La lettura del Vangelo (Marco 1) racconta il battesimo di Gesù nel Giordano. L’immagine al centro della storia – l’acqua – è sempre stata intesa per ricordare la separazione del Mar Rosso ordinata da Mosè, con la quale gli schiavi ebrei furono liberati dalla servitù in Egitto, terra del peccato e della morte. Si tratta di un potente simbolo di salvezza.

Anche se erano diretti verso la libertà, sappiamo che avrebbero subito un altro periodo di punizione e purificazione, 40 anni di vagabondaggio nel deserto, prima di raggiungere la terra che Dio aveva loro promesso.

Vediamo così che ciascuna di queste letture evoca un tempo di grande oscurità. Non posso fare a meno di paragonarli, in termini di oscurità,  a quella che ha coperto il mondo negli ultimi mesi e che sembra diventare sempre più fitta.

In questo momento, stiamo vivendo il caos nel nostro paese. Abbiamo assistito a rivolte in alcune delle nostre principali città. Solo pochi giorni fa, abbiamo visto un certo numero di manifestanti entrare nel Campidoglio.

Tale caos suggerisce che il Maligno è presente. E questo suggerimento è supportato da molti segni rivelatori. Ad esempio, uno degli invasori del Capto Hill indossava un copricapo con le corna.

Cosa possiamo dedurne? Questo personaggio era solo un esibizionista? Forse un malato di mente o forse voleva comunicare un messaggio?

Comunque sia, sembrava certamente che il Maligno avesse messo il dito in quella strana esibizione. Possiamo aspettarci che le sue opere si moltiplicheranno nei giorni a venire.

È praticamente un dato di fatto, ad esempio, che vedremo un aumento degli aborti. Vi verranno fornite ampie risorse, sia all’interno del nostro Paese che all’estero. La Politica di Città del Messico, con la quale è stato vietato il finanziamento degli Stati Uniti per gli aborti in altri paesi, terminerà, così come accadrà per l’Emendamento Hyde, che blocca l’uso del denaro federale per aborti qui a casa nostra.

Gesù è il Signore della vita; Satana è il signore della morte. Potete indovinare facilmente a quale signoria servirà tutto questo.

Inoltre, la Chiesa subirà persecuzioni. Lo vediamo apertamente già in Cina, dove le chiese vengono chiuse, i leader religiosi imprigionati, i cristiani uccisi.

Nel nostro paese possiamo aspettarci tentativi di imporre alle chiese, in particolare alla nostra Chiesa Cattolica, una moralità incoerente con ciò che accettiamo come appropriato e un’ideologia che troviamo abominevole. Con il pretesto della “uguaglianza” saremo chiamati ad accettare nelle nostre scuole e istituzioni cattoliche persone che propongono uno stile di vita che contraddice ciò che insegna e crede la Chiesa. Ci saranno anche tentativi di esigere dalle organizzazioni religiose di fornire contraccezione e finanziamenti per l’aborto nei loro piani di assicurazione medica.

Questo attacco alla libertà religiosa è già in corso. E si accompagna a un parallelo attacco alla libertà di parola.

Fino a poco tempo, chiunque avesse avuto qualsiasi posizione politica – fosse libertaria, conservatrice, liberale, socialista, persino comunista – aveva il diritto di esprimere apertamente le proprie opinioni. Ciò è stato garantito dal Primo Emendamento della nostra Costituzione, che è sempre stata vista come la pietra angolare della libertà americana.

Ma ormai non è più così. Le restrizioni all’opinione imposte dalle società di social media e la crescita della cosiddetta “cancel culture”, in cui le persone stanno perdendo lavoro, servizi finanziari, credenziali professionali e altri diritti basilari a causa delle loro opinioni, persino dei commenti fatti in privato, stanno creando un clima di paura e intimidazione senza precedenti in questo paese.

Sulla terra si estende l’oscurità. Satana è in agguato.

Credo che siamo in un nuovo periodo di castigo. Per quanto spiacevole possa suonarci la parola, è un momento di punizione per i nostri peccati e defezioni, sia come società che come individui.

Il castigo è un processo lungo. Non c’è una soluzione rapida per il nostro dilemma nazionale, né una figura che abbia la risposta, neppure la Chiesa che, del resto, spesso non riesce a predicare il Vangelo in modo chiaro e coerente. Non siamo stati all’altezza – né il clero né i laici – e molti di noi non vedremo la soluzione di questa crisi lungo l’arco delle nostre vite.

Ma non dobbiamo disperare. Perché anche se l’immagine dell’acqua nella lettura del Vangelo evoca una lotta precedente, Marco ci descrive Gesù che emerge dal Giordano, lo Spirito Santo che scende e la voce di Dio che dichiara: “Questi è il mio prediletto”.

Ed ecco la soluzione per questo caos attuale: Gesù.

Dobbiamo spegnere le notizie e ascoltare Lui. Dobbiamo smetterla di lasciarci manipolare da partiti, demagoghi e intrattenitori “illuminati”. Sono letali per le nostre anime.

Gesù non porta il caos. Gesù è il Principe della Pace. Non c’è pace se Gesù non è presente. Quindi dobbiamo tenerlo sempre davanti a noi. Dobbiamo aprire le nostre Bibbie e rafforzarci tramite la Parola di Dio.

E dobbiamo pregare.

 

*Sacerdote della diocesi di Camden, New Jersey, il Rev. Michael P. Orsi è attualmente vicario parrocchiale presso la parrocchia di St. Agnes a Naples, Florida. È ospite di “Action for Life TV”, una serie televisiva via cavo settimanale dedicata a questioni pro-vita, e i suoi scritti appaiono in numerose pubblicazioni e riviste online.

Fonte: Life Site News, 12 Gennaio 2021. Traduzione a cura di Fatima Oggi

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

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