COS’ È SUCCESSO AL NOSTRO SENSO DI VERGOGNA?

Avevamo un sentimento di vergogna che influenzava il nostro comportamento. Ricordare una parola o un’azione infelice sarebbe potuto bastare a farci vergognare. Si sarebbe innescato in noi un senso di vergogna se, ad esempio, fossi stati ammoniti per aver indossato qualcosa di sconveniente o improprio. Una volta, tradire la fede, la famiglia o i principi era considerato un atto vergognoso da evitare a tutti i costi. Ci vergognavamo di non essere all’altezza di vivere secondo standard elevati.

Questo senso di vergogna ora è svanito. Le persone fanno ancora cose riprovevoli, anzi, tali atti sono oggi molto più comuni. E, difatti, simili atti non risvegliano più nei cuori intiepiditi sensi di vergogna e rimorso.

La ragione di questo comportamento increscioso è che non diamo più importanza agli standard elevati. Invano cercheremo di ripristinare il senso di vergogna se non consideriamo come si sono sviluppati questi standard o punti di riferimento.

Mancanza di una prospettiva metafisica

Il senso di vergogna proviene da una visione metafisica del mondo e si basa sulla convinzione che l’unico modo per interpretare la realtà in modo significativo è guardando oltre l’esistenza materiale delle cose. Nelle tradizioni classiche e in quella cristiana, le persone lo facevano cercando i principi e le cause ultime delle cose.

Ciò significa che cercavano di comprendere la natura delle cose e, da questa percezione, ne derivavano principi e modi di trattare il mondo circondante. Così, hanno sviluppato quelle potenzialità dell’anima che si trovano nell’arte, nella filosofia e nella religione valorizzando le cose spirituali al di sopra di quelle materiali; il bello sopra il volgare; il virtuoso sopra l’immorale.

Questa “società metafisica” ha sviluppato un ricco corpo di idee, di leggi e di principi filosofici. Le persone applicavano questi ideali alla cultura e ai costumi delle loro terre, creando standard di comportamento elevati che tutti, si supponeva, avrebbero dovuto rispettare. E allo stesso tempo determinavano quei livelli inferiori di condotta ritenuti vergognosi, inaccettabili, immorali e vili.

Peccato come difesa

La vergogna è il prodotto di una società che dà priorità all’anima rispetto al corpo. È un meccanismo di difesa contro tutto ciò che è basso, volgare e immorale.

Nel suo arguto libro, The Cunning of Freedom: Saving the Self in an Age of False Idols (L’astuzia della libertà: come salvare sé stessi in un’epoca di falsi idoli, ndt), il filosofo polacco Ryszard Legutko spiega come il senso di vergogna sia “la reazione degli elementi più elevati della natura umana davanti all’incursione dei suoi istinti più bassi”.

L’anima ordinata si eleva naturalmente e clama contro gli appetiti sregolati, percependo istintivamente che non deve cedere a tentazioni, debolezze o cattivi desideri. I suoi sentimenti si ribellano a queste incursioni. La vergogna può anche avere manifestazioni fisiche sotto forma di arrossimento e imbarazzo.

Pertanto, quando non siamo all’altezza di standard elevati, proviamo vergogna per le nostre ignobili azioni o parole. Se tradiamo la fede o la famiglia, queste perfidie risvegliano in noi sentimenti di vergogna. Se pecchiamo gravemente, un pungolo sulla coscienza ci chiama alla contrizione e a chiedere perdono.

I vantaggi della vergogna

La vergogna funge da sistema di allarme veloce. Quando viene attivato, ci chiede di cambiare il nostro comportamento sottolineando lo scontro tra giusto e sbagliato. Questo forte sentimento ci fa vedere la malizia dei nostri atti e le loro conseguenze durature sulla nostra reputazione.

Pertanto, un senso di vergogna giova a tutta la società. Non si limita alle nostre considerazioni individuali, ma si estende alla considerazione che gli altri hanno di noi. Sono molti quelli che si persuadono ad abbandonare vie scellerate per paura della vergogna di cui saranno ricoperti loro e, con loro, le loro comunità e famiglie.

Con le barriere della vergogna innalzate, una società può stabilire standard di condotta elevati. Può proporre prospettive edificanti e azioni nobili. La paura della vergogna dà origine a ricchi costumi, mode e buone maniere che ci proteggono dalle peggiori follie della nostra natura decaduta.

Questa prospettiva è possibile solo in un mondo metafisico. Il buono, il vero e il bello occupano quindi un posto d’onore perché le persone riconoscono che ci sono cose più importanti della vita e del comfort. Le persone sono attratte verso il cielo da un Dio che ha creato il mondo con un significato e uno scopo.

Un mondo di vuoto materialismo

Pertanto, la perdita della vergogna nel mondo di oggi deriva da un profondo cambiamento nei valori. Il nostro mondo materialistico travolge i sentimenti dell’anima e ci porta a cercare solo il massimo comfort e piacere.

Il nostro mondo individualistico trasforma tutto in un’ossessione per il nostro benessere e gratificazione al punto che ci identifichiamo con qualunque cosa desideriamo essere.

Il nostro mondo metafisico è stato svuotato e tutto ciò che resta sono rovine dei tempi passati. Così, il sentimento di vergogna viene attutito e soffocato da un deserto postmoderno privo di narrazioni o ideali. In tempi di depressione e noia, la vergogna ritorna di tanto in tanto. Tuttavia, viene rapidamente spazzata via da una cultura rumorosa e irrequieta che ci invita a essere allegri nel vuoto.

Non è perché abbiamo perso certe abitudini o indossiamo abiti diversi che non ci vergogniamo, bensì perché abbiamo perso gli elevati standard e principi che un tempo governavano le nostre azioni. Non viviamo più in un mondo metafisico che dia sostegno alla nozione di vergogna. Solo un rifiuto della nostra mentalità materialistica e un ritorno a Dio ripristinerà il tanto necessario sentimento di vergogna.

Fonte: Return to Order, Febbraio 2021. Traduzione a cura di Fatima Oggi 

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

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