C’è un senso nel caos che sta distruggendo l’America?

Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario dello scioglimento dell’Unione Sovietica, il primo stato comunista al mondo. Nel 1991, il mondo occidentale era euforico per la presunta “morte” del comunismo e la fine della Guerra Fredda. La rapidità con cui erano caduti sia l’URSS che il muro di Berlino portò alcuni osservatori a credere che la democrazia liberale avesse trionfato una volta per tutte sul totalitarismo. Il mondo, pensavano, stava entrando in una nuova era di pace e progresso.

Il politologo americano Francis Fukuyama asserì questo punto di vista nel suo libro del 1992, La fine della Storia e l’ultimo uomo. Scrisse allora che l’umanità aveva raggiunto “non solo … il passaggio di un particolare periodo della storia del dopoguerra, ma la fine della storia in quanto tale: cioè il punto finale dell’evoluzione ideologica dell’umanità e dell’universalizzazione della democrazia liberale occidentale come la forma finale di governo umano”. 

La stragrande maggioranza dei cattolici condivideva queste sue conclusioni ottimistiche e materialistiche. Secondo la narrazione, il comunismo era stato sconfitto grazie a Ronald Reagan, Margaret Thatcher e Papa Giovanni Paolo II. Con la scomparsa del grande nemico della Chiesa, i cattolici potevano ora impegnarsi con fiducia in una perpetua “nuova evangelizzazione” con un mondo diventato amichevole, persino rispettoso della Chiesa. Se si vuole, c’era anche una “fine della storia” cattolica. Poco sembrava importare che diversi paesi comunisti come Cina, Cuba, Corea del Nord e Vietnam fossero sopravvissuti e che le idee comuniste – gli “errori della Russia” come aveva avvertito la Madonna a Fatima – continuassero a diffondersi. 

Ormai, nel 2021, non potrebbe essere più chiaro che un sogno del genere era, nella migliore delle ipotesi, ingenuo. Il mondo non sta evolvendo verso un’utopia liberaldemocratica. Non esiste un “consenso” ampio, pacifico e democratico. Ci troviamo invece con il mondo occidentale impegnato in una guerra per la sopravvivenza stessa della Chiesa e della civiltà. Il comunismo, il marxismo e il socialismo sono tornati con spirito di vendetta e si danno da fare per conquistare l’America. L’esito di questa grande battaglia deciderà il destino della nazione e del mondo per i secoli a venire. Con la grazia di Dio, molti cattolici si stanno risvegliando alla realtà della crisi e stanno agendo. 

 

Su ogni questione l’America è impegnata in una nuova guerra civile  

Le parole “battaglia” o “guerra” non descrivono completamente la profondità della crisi in cui si trova l’America. La nazione è impegnata in una lotta titanica, quasi apocalittica, tra i nemici e i difensori di Dio e della civiltà cristiana occidentale. Questo grande conflitto non è una battaglia su un unico problema, ma piuttosto una massiccia campagna contrassegnata da innumerevoli battaglie minori che si svolgono simultaneamente. 

La politica, ovviamente, è la manifestazione più visibile del conflitto interno americano. Le elezioni del 2020 sono state le più violente e contestate dal 1860. Tuttavia, non sarebbe corretto affermare che la divisione americana è solo politica. Ogni settore della società è uno scenario di battaglia: la politica, certo, ma anche la famiglia, la storia, la tradizione, l’economia e soprattutto la morale. Insomma, è lo scontro di due visioni quasi religiose. 

I lockdown del Covid-19 e l’obbligatorietà delle mascherine sono stati punti critici. I liberal hanno visto nel virus cinese un’opportunità unica per attaccare il libero mercato e “resettare” la società lungo linee socialiste, comunitarie e rivoluzionarie. I conservatori sono rimasti scioccati dal livello sproporzionato di blocchi governativi che hanno distrutto aziende e posti di lavoro in nome di un virus la cui letalità è stata molto esagerata. 

Per quanto riguarda il controllo delle armi, i democratici stanno spingendo per restrizioni senza precedenti al diritto degli americani all’autodifesa. Eric Swalwell, un membro del Congresso democratico e candidato californiano alla presidenza, ha invocato come modelli per gli Stati Uniti le leggi sulla confisca delle armi approvate nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda. Molti sono d’accordo con lui. 

Sull’immigrazione, la sinistra chiede a gran voce l’eliminazione del confine. Joe Biden ha incoraggiato una delle ondate d’immigrazione illegale più significative degli ultimi vent’anni. La sua amministrazione ha mandato un segnale al mondo che gli immigrati clandestini potranno restare. Molti di sinistra ammettono apertamente di essere favorevoli a un’immigrazione illegale massiccia e incontrollata allo scopo di spostare permanentemente il collegio elettorale a sinistra e diluire la reazione conservatrice dei nativi americani. 

Da autentica totalitaria, l’estrema sinistra vuole porre fine alla democrazia rappresentativa e impiantare una dittatura, allo scopo d’imporre la propria ideologia a un paese riluttante. H.R.1 è il disegno di legge di “riforma” elettorale di 800 pagine dei Democratici. Se convertito in legge, federerà le elezioni, consentirà le frodi elettorali su vasta scala e faciliterà il voto illegale per i non cittadini, ponendo così fine a elezioni eque e libere negli Stati Uniti. 

La sinistra sta ricorrendo alla censura per raggiungere i propri obiettivi. “Big Tech” sta lavorando mano nella mano con Biden e i Democratici al Congresso: Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple e la maggior parte delle altre società tecnologiche stanno vietando qualsiasi argomento sulle loro piattaforme che contraddica le posizioni di sinistra. 

Negli ultimi anni, molti siti web conservatori, tra cui TFP.org, hanno visto diminuire o scomparire del tutto il loro traffico di ricerca su Google. I loro video sono stati banditi da YouTube e i loro post su Twitter e Facebook contrassegnati con avvisi di “notizie false”. Un mese prima delle elezioni, Twitter ha congelato l’account del New York Post, uno dei giornali più antichi del paese, e ha bloccato la condivisione di uno dei suoi articoli su Hunter Biden. 

Le aziende Big Tech hanno bandito innumerevoli persone dalle loro piattaforme per avere inviato post che violano le nebulose “linee guida della comunità”. Eppure, queste stesse piattaforme ospitano account di noti dittatori e teppisti. Twitter, ad esempio, consente gli account per Vladimir Putin, il leader supremo iraniano Ali Khamenei, Louis Farrakhan (leader della “Nation of Islam”, ndt), e il presidente venezuelano Nicolás Maduro. 

Ma fra tutte le questioni che si dibattono oggi in America, nessuna è oggetto di controversia così accesa come le questioni morali. L’aborto costituisce una faglia nella politica americana sin dalla decisione Roe versus Wade nel 1973. La questione è così calda che potrebbe persino causare una nuova guerra civile in America. 

Da un lato, il settore pro-vita ha ottenuto molte preziose vittorie nell’opinione pubblica e nelle legislature. Molti Stati hanno approvato leggi chiamate del “battito del cuore”, che essenzialmente vietano gli aborti e hanno cercato di chiudere le cliniche abortive attraverso appositi regolamenti. Anche i sondaggi mostrano che gli americani oggi sono più favorevoli alla vita di una generazione fa. 

D’altra parte, come mai prima, la sinistra si è radicalizzata a favore dell’aborto. Nel 2019, il governatore di New York Andrew Cuomo ha firmato un disegno di legge drastico a favore dell’aborto, poi trasformato in legge, che elimina la maggior parte delle restrizioni all’aborto nel suo Stato. Non pago, ha poi dichiarato che i pro-life “non hanno posto nello stato di New York perché non rappresentano quello che sono i newyorkesi”. California, New Jersey e Virginia hanno tutti seguito l’esempio di New York. 

Peggio ancora, la sinistra liberal ora ammette che l’aborto uccide davvero un essere umano, eppure continua a difenderlo. In un’intervista del 2019, il governatore democratico della Virginia Ralph Northam ha tratto la logica conclusione quando ha dato esplicito sostegno all’infanticidio post-parto: “Il bambino sarebbe partorito e tenuto a suo agio. Il bambino sarebbe rianimato se questo è ciò che desiderano la madre e la famiglia. E poi ne seguirebbe una discussione tra i medici e la madre”. 

Accanto all’aborto c’è la rivoluzione omosessualista. Il movimento è avanzato ben oltre la richiesta di “tolleranza” fino a diventare una classe privilegiata titolare di diritti speciali e protezioni che vanno oltre quelle del cittadino medio. Tutti devono partecipare all’attivismo omosessuale, a scuola, al lavoro o anche a casa, con il governo pronto a punire chi si oppone. 

Migliaia di uomini d’affari, sportivi, insegnanti e funzionari governativi hanno perso il lavoro e hanno subito violenti attacchi pubblici per aver osato porre obiezioni al movimento LGBT. Studenti universitari e persino liceali sono stati puniti o addirittura espulsi per essersi opposti all’attivismo LGBT nelle loro scuole. 

Il transgenderismo è la punta di lancia di questa rivoluzione. Il 15 giugno 2020, la Corte Suprema ha stabilito per 6 a 3 nella causa Bostock versus Clayton County che il governo federale deve punire la “discriminazione” contro  l’ “orientamento sessuale” e l’ “identità di genere” ai sensi del Civil Rights Act del 1964. La decisione avrà conseguenze di vasta portata per gli americani che non sono d’accordo con la “teoria di genere”, costringendo essenzialmente il Paese ad approvare l ‘”identità di genere” e il comportamento omosessuale o ad affrontare la pena. 

Pochi giorni dopo l’inizio del suo mandato,  Joe Biden ha dichiarato che “l’uguaglianza transgender è la questione dei diritti civili del nostro tempo”. Il disegno di legge dei Democratici al Congresso H.R.5 (chiamato anche “Legge della Uguaglianza,  Equality Act”), incorporerebbe la sentenza Bostock nella legge federale e punirebbe qualsiasi istituzione che non accetti l’omosessualità o il transgenderismo.  H.R.5, tra le altre cose, richiede anche a tutte le scuole pubbliche e private che ricevono fondi federali d’insegnare l’ideologia LGBT nei loro curricula. 

Gli attivisti transgender prendono di mira da anni la “formazione” dei bambini. Le scuole pubbliche sono inondate di propaganda pro-trans e programmi gestiti da organizzazioni come GLSEN (Gay, Lesbian & Straight Education Network). Gli insegnanti danno ai bambini esempi di persone che hanno “effettuato la transizione”, come “Jazz” Jennings, un maschio che si finge donna. Il programma Drag Queen Story Hour – in cui i travestiti indottrinano i bambini piccoli a comportamenti pervertiti nelle biblioteche pubbliche – si è diffuso in dozzine di città a livello nazionale dal suo lancio a San Francisco nel 2015. 

La marcia per legalizzare le droghe continua nonostante le prove di gravi effetti sociali e sulla salute individuale. La maggioranza degli americani ora vive in Stati che hanno legalizzato l’uso medico o ricreativo della marijuana. E proprio come molti temevano, la marijuana è stata solo l’inizio. L’anno scorso in Oregon, un voto per depenalizzare il possesso di TUTTE le droghe, comprese l’eroina, la cocaina e la metanfetamina, è stato approvato con il 55,8% dei voti. Altri Stati seguiranno sicuramente. 

Anche il suicidio assistito si sta diffondendo rapidamente in America e nel mondo. Attualmente è legale in nove Stati e nel Distretto di Columbia, e gli attivisti si stanno battendo per approvare progetti di suicidio assistito in molti altri Stati.

Forse più di ogni altra cosa, la lotta in America oggi è religiosa. Il Paese assiste a un’esplosione d’interesse per la stregoneria e il satanismo. Quando il membro della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg è morta lo scorso anno, l’Huffington Post ha pubblicato un articolo intitolato “La morte della giudice Ruth Bader Ginsburg mi ha spinto a unirmi al tempio satanico”. Opera di una “avvocatessa quarantenne e madre”, l’autrice si è descritta come “non il tipo di persona che normalmente prenderebbe in considerazione l’idea di diventare un satanista, ma questi non sono tempi normali”.

“Quando il giudice Ginsburg è morta, ho capito subito che era necessaria un’azione su una scala mai vista prima. La nostra democrazia è diventata così fragile che la perdita di uno degli ultimi custodi del buon senso e della decenza al governo, meno di due mesi prima di un’elezione cruciale, ha messo in pericolo i nostri diritti civili e riproduttivi come mai prima d’ora. E, quindi, mi sono rivolta al satanismo”1.

La violenta distruzione di statue della scorsa estate ha avuto tutte le apparenze della jihad islamica. Il BLM ha demolito le statue dei presidenti e dei padri fondatori non a causa dei loro difetti, ma perché rappresentano la cultura tradizionale americana, il credo religioso e la virtù cristiana.

La “Critical Race Theory” (Teoria Critica della Razza, ndt) e il progetto 1619 del New York Times – le basi ideologiche che sono servite alle rivolte razziste della sinistra – hanno più in comune con la religione che con un’arida teoria accademica. Prendendo in prestito concetti cristiani, affermano che l’America è un paese permanentemente e irrimediabilmente “peccaminoso” a causa della schiavitù. La “salvezza” può venire solo radendo a terra le istituzioni del Paese.

Non sorprende quindi che i rivoltosi abbiano anche tentato di vandalizzare, abbattere e rimuovere statue di famosi cattolici come San Junipero Serra in California, Santa Giovanna d’Arco a New Orleans, il Re San Luigi IX a St.Louis, Missouri, San Damiano di Molokai alle Hawaii e le numerose statue di Cristoforo Colombo in tutto il paese.

Accanto alla religione politica dell’odio razziale troviamo quella dell’ecologia. La sinistra ha fatto della causa del riscaldamento globale e dell’ambiente la questione più importante. L’America, dicono, deve pentirsi dei suoi peccati di inquinamento e tornare sulla retta via della giustizia climatica. Per evitare l’apocalisse climatica (in arrivo nel 2030, secondo quanto dicono), l’America deve abbracciare le direttive profetiche del Green New Deal e delle Nazioni Unite: smantellare la sua economia, eliminare tutta l’energia a base di carbone, vietare gli aeroplani e abbracciare uno stile di vita più povero, più “sostenibile”.

 

La fine di un lungo processo chiamato “Rivoluzione”

Come si possono intendere i caotici tempi attuali? Qual è la natura e il significato di questo grande scontro? Come è arrivata fin qui la Nazione e, cosa più importante, come si può vincere la battaglia?

L’intero mondo occidentale sta raggiungendo la fine di un lungo processo storico che il grande leader cattolico brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira ha definito come “la Rivoluzione”. Nel suo libro, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, egli descrisse la Rivoluzione come un processo lungo cinque secoli di distruzione della Chiesa cattolica e della civiltà cristiana. Ogni crisi di oggi, scrisse, è come un singolo albero che brucia in un vasto incendio boschivo. Tuttavia, non si dice che 100.000 alberi singoli stiano bruciando indipendentemente, ma piuttosto che c’è un unico incendio che avvolge l’intera foresta. Questo “incendio” nella società, che non risparmia nessun singolo si chiama “Rivoluzione”.

La Rivoluzione ha minato la società attraverso la diffusione di cattive tendenze in quegli aspetti della cultura come la musica, la letteratura, l’architettura, la moda, la tecnologia e molti altri ancora. Queste tendenze hanno predisposto gli uomini a idee rivoluzionarie, come il liberalismo, il socialismo e il comunismo. Infine, dopo aver accettato l’influenza della Rivoluzione sia nelle tendenze sia nelle idee, l’umanità si è trovata pronta ad accettare la rivoluzione nei fatti: gli sconvolgimenti politici e le rivoluzioni.

Prendiamo, per esempio, il femminismo. Già negli anni Venti è emersa una moda di abbigliamento androgino (unisex) e immodesto per le donne. Questa moda ha preparato l’opinione pubblica per l’ideologia femminista predicata da Simone de Beauvoir e da Betty Friedan negli anni Cinquanta, la quale cercava di cancellare le differenze tra uomini e donne. Questa ideologia fu un fondamento della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta, la quale preparava la strada alla decisione della Corte Suprema Bostock versus la contea di Clayton del 2020, che ha sancito la teoria del genere nel diritto degli Stati Uniti.

Due passioni disordinate nell’uomo sono state le forze propulsive della Rivoluzione: l’orgoglio e la sensualità. L’orgoglio porta all’odio per ogni gerarchia e disuguaglianza e al desiderio parallelo di imporre una totale uguaglianza alla società. La sensualità a sua volta porta al desiderio di libertà assoluta in cui lo Stato e tutte le forme di autorità vengono rovesciate e sostituite dall’anarchia. I rivoluzionari vogliono creare un’utopia sulla terra per abolire ogni autorità, disuguaglianza, legge, tradizione, famiglia e proprietà privata. Al suo posto, vorrebbero costruire una società anarchica, tribale e perfettamente egualitaria. In definitiva, questa rivoluzione cerca l’annientamento di ogni vestigio di Chiesa cattolica e di civiltà cristiana.

 

Questo processo rivoluzionario si rende più che mai evidente

 Plinio Corrêa de Oliveira scrive che il processo rivoluzionario ha avuto quattro grandi tappe esplosive nella storia, e che ciascuna inizia da dove si era interrotta la precedente: la Rivoluzione Protestante, la Rivoluzione Francese, la Rivoluzione Comunista e una Quarta Rivoluzione che si è manifestata in particolare a partire dalla rivoluzione sessuale e anarchica degli anni Sessanta. Oggi, questo processo storico si evidenzia più che mai.

Durante le rivolte del Black Lives Matter (BLM) del 2020, i militanti antifa (abbreviazione di antifascisti, ndt) hanno creato la “Capital Hill Autonomous Zone” (CHAZ) a Seattle, Washington, come esperimento di una società comunista e anarchica simile a Occupy Wall Street del 2011. Poco dopo aver avviato la CHAZ, gli organizzatori hanno cambiato il suo nome in CHOP, abbreviazione di “Capital Hill Organized Protest”. Secondo il Seattle Times, uno di loro ha spiegato così il motivo del cambiamento:

“Non è più CHAZ, è CHOP”, ha detto un oratore che si è affacciato fuori dal distretto occupato. “Qualcuno qui ha mai sentito parlare della Rivoluzione francese? Qui siamo a un’altra rivoluzione avvenuta perché le persone iniziano a mettere la proprietà al di sopra delle vite. Iniziano a mettere i soldi al di sopra delle persone. Qualcuno qui sa cosa è successo alle persone che non sono salite sul cavallo della Rivoluzione francese? ” (il verbo to chop significa tagliare; qui è ovviamente utilizzato nel senso di tagliare le teste, ndt).

“Tagliatele!”, ha gridato la folla

“Ecco il messaggio che dobbiamo inviare”, ha risposto l’oratore2.

Imitando la Rivoluzione francese, i manifestanti Antifa e “Black Lives Matter” hanno persino creato finte ghigliottine. A Washington, D.C., hanno costruito una finta ghigliottina davanti alla casa di Jeff Bezos, hanno ghigliottinato l’effigie di Donald Trump a Baltimora e un’altra del sindaco Ted Wheeler di Portland, Oregon. Non è illogico concludere che finte esecuzioni alla fine potranno portare a quelle vere.

Gli Antifa e il BLM si vantano anche di ispirarsi al marxismo e al comunismo. Nel 2015, la co-fondatrice di BLM Patrisse Cullors si pavoneggiava: “In realtà abbiamo una cornice ideologica. Io e Alicia [Garza], in particolare, siamo attiviste addestrate. Siamo marxiste addestrate. Siamo super versate sulle teorie ideologiche”3.

Uno dei principi fondamentali del comunismo è stato il rigetto della proprietà privata, come lo stesso Karl Marx affermò nel Manifesto comunista del 1848: “Il comunismo può essere ridotto a una sola frase: abolizione della proprietà privata”.

Questo odio al principio della proprietà privata è stato uno dei motivi più profondi delle rivolte Antifa e BLM dello scorso anno. Nell’agosto dello scorso anno, la National Public Radio ha causato una certa controversia quando ha intervistato “Vicky” Osterweil (un uomo che finge di essere una donna) sul suo recente libro In Defense of Looting: A Riotous History of Uncivil Action. Il saccheggio, ha detto, è necessario per distruggere la proprietà privata, l’autorità e l’oppressione:

“[Il saccheggio] – ha detto – colpisce anche la modalità stessa in cui vengono distribuiti cibo e cose. Attacca l’idea di proprietà … Indica perché è ingiusta … Quindi tocca lo stesso cuore di quel rapporto di proprietà e dimostra che senza polizia e senza oppressione statale, possiamo avere le cose gratuitamente … Il saccheggio colpisce al cuore la proprietà, il suprematismo bianco e la polizia, toccando la radice del modo in cui queste tre cose sono interconnesse ”4.

 

Sei principi per aiutare ad analizzare, comprendere e navigare correttamente negli eventi

Nel corso della sua lunga vita, Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995) fu sia un appassionato osservatore sia un acuto commentatore degli eventi politici e religiosi del suo tempo. I seguenti principi provengono dalla scuola di analisi delle notizie che trasmise ai suoi figli spirituali del movimento Tradizione, Famiglia, Proprietà da lui fondato.

In primo luogo, la lotta è non solo per una nazione ma, soprattutto, per la Chiesa Cattolica e per ciò che resta della civiltà cristiana. È facile perdere di vista il quadro generale quando infuriano contemporaneamente così tante battaglie e problemi diversi. I bersagli principali della Rivoluzione sono il Corpo mistico di Cristo, cioè la Chiesa Cattolica, e la civiltà cristiana occidentale.

In secondo luogo, il campo di battaglia non è sugli individui ma sull’opinione pubblica. Combattere per la Chiesa e la civiltà cristiana significa influenzare i grandi dibattiti della società. Ciò richiede un’azione pubblica, sia che si tratti di testimoniare presso il municipio locale per un programma scolastico LGBT, o di protestare contro le ore d’insegnamento impartite nelle scuole da Drag Queen (pratica sempre più diffusa negli Stati Unti di “lezioni” tenute da questi appariscenti travestiti maschili, ndt), sia che si tratti di organizzare una recita del rosario a un incrocio stradale importante. Combattendo sulla pubblica piazza – sempre legalmente e pacificamente – gli americani preoccupati possono confutare la sinistra rivoluzionaria, persuadere chi sta al centro e incoraggiare quelli di destra a combattere.

Terzo, il fulcro della lotta non possono essere problemi minori bensì la causa di Dio. I tanti problemi reali riscontrati nel lavoro, nella famiglia e nella vita quotidiana rendono facile perdere di vista il quadro generale. Vedendo l’enormità della crisi, molti sono tentati da uno schiacciante senso di scoraggiamento e ripiegano ulteriormente sulle loro preoccupazioni individuali.

Questa non è la via dei santi come Santa Teresa di Lisieux, che aveva una vocazione contemplativa come carmelitana. Tuttavia, esprimeva l’ardente zelo di essere una missionaria all’estero e conquistare anime per la Chiesa. Così come San Giovanni Evangelista e le Sante Donne hanno accompagnato Nostro Signore durante la sua Passione, i fedeli cattolici devono seguire la lotta tra la causa di Dio e gli stratagemmi del diavolo in atto nella società, specialmente nella Chiesa. Le persone devono fare propria la causa di Dio.

Quarto, bisogna mantenere una veglia profetica in attesa degli eventi previsti a Fatima. La crisi odierna è così profonda che è sciocco pensare che solo gli sforzi umani possano risolverla. Anche le grazie abituali di Dio sembrerebbero insufficienti per superare la crisi, bisogna avere grazie attuali. Mai prima d’ora nella storia il male ha avuto un tale potere sui cuori e sulle anime degli uomini. L’unica via d’uscita è un intervento senza precedenti di Dio, per la mediazione della sua SS.ma Madre, al fine di darci grazie straordinarie di conversione e per sconfiggere i suoi nemici.

La Madonna fece precisamente questa promessa quando apparve a Fatima nel 1917. Ella disse ai tre pastorelli che Dio aveva mandato la Prima Guerra Mondiale come un castigo per l’umanità peccatrice e che un’altra guerra ancora peggiore sarebbe arrivata nel regno del futuro Papa Pio XI (la Seconda Guerra Mondiale). Come ulteriore punizione, avvertì che “la Russia avrebbe diffuso i suoi errori in tutto il mondo”. Dopo un ennesimo flagello, promise che la Russia si sarebbe convertita e che ci sarebbe stato “un periodo di pace”.

I cattolici dovrebbero riporre la loro speranza in questa promessa della Madre di Dio. Nonostante gli orrori del mondo di oggi e l’apparente disfatta della Chiesa, Dio sta preparando un inimmaginabile e glorioso trionfo sul male. Questa grande promessa dovrebbe fornirci la forza e il coraggio per rimanere fedeli.

Quinto, bisogna vedere, giudicare e agire con una visione soprannaturale delle cose, dalla prospettiva della fede cattolica. È facile interpretare gli eventi attraverso gli occhi del mondo. Si è tentati di cercare soluzioni semplici e artificiali, o peggio, qualche “messia” politico che risolverà da solo la crisi, a prescindere della Fede.

I cattolici devono giudicare gli eventi secondo le dottrine tradizionali della fede, avendo una visione soprannaturale degli eventi che pone Nostro Signore Gesù Cristo al centro della Storia. Come hanno fatto i santi, tutti dovrebbero vedere che ogni battaglia, direttamente o indirettamente, tocca la grande inimicizia della storia: l’inimicizia tra la Donna e il Serpente (vedi Genesi 3,15). Per avere questa visione, i fedeli devono studiare la fede cattolica e leggere le vite dei santi. Tre libri particolarmente utili per un cattolico di oggi al fine di ottenere questa visione soprannaturale sono Il Trattato della Vera Devozione a Maria di San Luigi Grignion de Montfort, L’anima dell’Apostolato di dom Jean-Baptiste Chautard e il summenzionato Rivoluzione e Controrivoluzione.

Sesto, non siamo alla “fine della storia”, come diceva Francis Fukuyama, ma piuttosto alla fine di una storia e all’inizio di un’altra. L’era della Rivoluzione iniziata oltre 500 anni fa e che ha portato con sé il Protestantesimo, la Rivoluzione Francese, il Comunismo e la Quarta Rivoluzione, sta arrivando alla sua conclusione.

Il caos attuale mostra un parallelismo con altre grandi svolte nella storia, come il Diluvio Universale, la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, la caduta dell’Impero Romano o l’impero di Carlo Magno, eventi che accadono ogni 500 o addirittura 1.000 anni. Questo è il compimento di un’epoca della storia e l’inizio di un’altra in cui il mondo subirà una terribile purificazione ma si convertirà, come ha previsto la Madonna a Fatima. Prevedendo questa nuova epoca, San Luigi Grignion di Montfort  l’ha chiamata “Regno di Maria”. Tuttavia, come diceva sant’Ignazio di Loyola, dobbiamo fare tutto come se dipendesse da noi, consapevoli però che alla fine tutto dipende da Dio.

Fonte: Tfp.org, 20 Aprile 2021

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

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